Rilancio Umbriafiere, scontro aperto sui meriti del progetto

Donatella Tesei a Umbriafiere di Bastia Umbra incontra i sindaci ed eletti umbri

Opposizioni escluse dall’evento a Bastia Umbra, Tesei attacca la Sinistra

Il rilancio di Umbriafiere torna al centro del confronto politico regionale, dopo la presentazione dei nuovi progetti avvenuta ieri e segnata dall’assenza delle opposizioni. Una scelta che ha immediatamente acceso le polemiche, con la consigliera regionale Donatella Tesei che ha denunciato una ricostruzione dei fatti definita “parziale e fuorviante”, accusando la Sinistra di aver escluso volutamente le minoranze per evitare un confronto diretto sulle origini reali del percorso amministrativo.

Le radici del progetto e l’accordo del 2024

Secondo Tesei, l’intero impianto degli interventi oggi presentati affonda le sue basi in un atto politico preciso: la firma dell’accordo sulle risorse FSC del 9 marzo 2024, siglato all’interno di Umbriafiere tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la Regione Umbria. Un passaggio che, ricorda, fu condiviso con l’intero Consiglio regionale e con tutti gli amministratori locali, senza distinzioni di schieramento, per sottolineare la portata strategica dell’intesa.

Da quell’accordo derivarono oltre 210 milioni di euro destinati all’Umbria, di cui 149 milioni per opere considerate immediatamente cantierabili. Tra queste, il restyling del polo fieristico regionale, per un investimento complessivo di 6,1 milioni di euro, con 5 milioni provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione e 1,1 milioni garantiti dal Comune di Bastia Umbra.

Il lavoro preparatorio della precedente legislatura

Tesei ricostruisce un percorso amministrativo articolato, fatto di incontri tecnici e istituzionali svolti a Palazzo Donini durante il suo mandato, con la partecipazione della Regione, del Comune di Bastia Umbra, dei vertici di Umbriafiere, di Sviluppumbria e di Gepafin. In quelle sedi furono definiti cronoprogramma, assetto finanziario, responsabilità operative e modalità di monitoraggio verso il Governo nazionale.

Il primo target finanziario era stato fissato per il 2026, con conclusione degli interventi entro il 2030. Un impianto, sottolinea la consigliera, già approvato e avviato prima del cambio di governo regionale.

Le accuse di Tesei e il nodo della narrazione politica

La consigliera della Lega contesta alla Sinistra di aver presentato i progetti come frutto dell’attuale maggioranza, omettendo ogni riferimento all’origine delle risorse e al lavoro svolto dalla precedente Giunta di Centrodestra. Una scelta che definisce “una rimozione funzionale a riscrivere la storia”, aggravata – secondo la sua ricostruzione – dall’esclusione delle opposizioni dall’evento di ieri.

In questo quadro, Tesei evidenzia come l’unico riconoscimento esplicito al lavoro passato sia arrivato dal presidente di Umbriafiere, Antonio Fiorini, che ha ricordato la solidità gestionale ereditata dalla precedente amministrazione, descrivendo un ente con conti in ordine e basi stabili per avviare l’attuale fase di sviluppo.

Il confronto politico e la questione della trasparenza

Per Tesei, il tentativo di attribuire alla Sinistra la paternità del rilancio di Umbriafiere rappresenta un atto di scarsa trasparenza nei confronti dei cittadini umbri. La consigliera ribadisce che senza la volontà politica e la progettualità della Giunta di Centrodestra non esisterebbe oggi alcun piano da presentare, e che ignorare questo passaggio significa alterare la realtà dei fatti.

Nel dibattito che si riaccende attorno al futuro del polo fieristico, resta dunque aperta la questione del riconoscimento dei meriti amministrativi e della correttezza istituzionale nella gestione di un progetto considerato strategico per l’intero territorio regionale.

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