Le Stanze di Marabottini

 
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Le stanze di Marabottini. Allestita su 2 piani del perugino Palazzo Baldeschi, il museo consta di 700 pezzi, in prevalenza dipinti (dal Cinquecento al primo Novecento), ma non mancano sculture e preziosi manufatti di provenienza europea ed extraeuropea. La professoressa Caterina Zappia, intima amica del professor Marabottini e curatrice della mostra e del catalogo, narra che il fiorentino Palazzo Marabottini tracimava di opere, e che nella sua notoria generosità il professore spesso offriva ad allievi, amici ed estimatori la possibilità di visitarla. Nonostante il palazzo fosse imponente, il tour risultava disagevole, sia perché la casa era stracolma di tele e oggetti in ogni suo angolo, ambienti di servizio compresi, sia perché, come Marabottini ripeteva, “i libri fanno la guerra ai quadri”, ed egli possedeva entrambi in quantità notevole. Si trattava dunque di stanze affollate. Riguardo agli oggetti di provenienza extraeuropea la professoressa Zappia ricorda che Marabottini era solito trascorrere il Natale in India, tornando con sculture e miniature. La passione per le culture altre gli veniva, forse, anche da stimoli familiari: il nonno Pitagora era un nobile pratese console onorario dell’Uruguay, che lasciò in eredità al nipote una maschera africana. La dottoressa Patrizia Rosazza-Ferraris, curatrice degli allestimenti, confessa che disporre la ricca collezione Marabottini a Palazzo Baldeschi è stato tutt’altro che facile. Avendo calcolato la metratura degli ambienti, si era valutato che ad ospitare l’intera collezione fosse sufficiente un singolo piano di Palazzo Baldeschi. Solo in corso d’opera ci si rese conto che le pareti di casa Marabottini erano alte 6 metri, caratteristica che il palazzo Baldeschi non possedeva. Venne così deciso di utilizzare anche un secondo piano. La dottoressa Chiara Chicarella, dell’area segreteria e patrimonio artistico della Cassa di Risparmio di Perugia, descrive il percorso espositivo: disposta in senso cronologico, la collezione ha inizio con il Sedicesimo secolo. Attraverso le sale si giunge alla stanza dei paesaggi, che documenta la nascita del paesaggio moderno (primo ‘Ottocento). La fondazione ha acquistato il mobilio e restaurato le opere che necessitavano di tale trattamento. Roberta Bistocchi

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