Associazioni e Rioni insieme per una comunità senza barriere
📌 FLASH NEWS – InPalio 2026 porta l’inclusione nei quattro Rioni. Comunità Papa Giovanni XXIII e Cooperativa ASAD saranno protagoniste della nuova edizione, con attività, esperienze e occasioni di incontro per costruire partecipazione. vera
InPalio 2026 cambia impostazione e porta direttamente nei quattro Rioni le esperienze delle realtà impegnate quotidianamente nel campo dell’inclusione. Dopo tre edizioni dedicate a inclusione, associazionismo e sport, il progetto promosso nell’ambito del Palio de San Michele punta quest’anno a trasformare i principi affrontati nelle precedenti iniziative in occasioni concrete di incontro, conoscenza e partecipazione.
Il messaggio scelto per la nuova edizione è “CI SIAMO”, accompagnato dall’espressione “Il gioco continua”. L’obiettivo è superare una dimensione esclusivamente divulgativa per consentire alle associazioni di entrare direttamente nella vita dei Rioni, incontrando le persone e condividendo attività, competenze ed esperienze.
Protagoniste saranno l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e la Cooperativa ASAD, due realtà che operano sul territorio attraverso progetti rivolti all’inclusione, al sostegno e alla partecipazione.
Le associazioni entrano nella vita dei Rioni
La presenza delle due organizzazioni non sarà limitata a una collaborazione formale. Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Cooperativa ASAD entreranno in contatto diretto con la comunità dei Rioni, portando attività e testimonianze all’interno dei luoghi nei quali si sviluppa la vita del Palio.
L’impostazione scelta per InPalio 2026 parte dalla convinzione che la conoscenza reciproca possa contribuire a ridurre distanze e barriere. Per questo l’incontro tra associazioni, rionali e cittadini diventa uno degli elementi centrali della nuova edizione.
Dopo aver dedicato le prime tre esperienze alla sensibilizzazione sui temi dell’inclusione, dell’associazionismo e dello sport, InPalio punta quindi sulla partecipazione diretta, facendo dei quattro Rioni gli spazi nei quali mettere concretamente in relazione persone ed esperienze differenti.
Moretti: inclusione valore concreto della comunità
A spiegare il significato del nuovo percorso è Federica Moretti, presidente dell’Ente Palio de San Michele. L’obiettivo, sottolinea, è trasferire il tema dell’inclusione dai momenti di confronto ai luoghi nei quali si sviluppa quotidianamente la vita della comunità.
«Con questa nuova edizione di InPalio vogliamo fare un passo ulteriore: portare l’inclusione fuori dai discorsi e dentro i luoghi della vita quotidiana», afferma Federica Moretti.
La presidente evidenzia che ogni persona deve poter trovare nel Palio uno spazio nel quale partecipare, esprimersi e condividere esperienze, facendo dell’inclusione un elemento concreto della comunità e non soltanto un principio dichiarato.
I quattro Rioni come luoghi d’incontro
Nell’impostazione dell’edizione 2026, i quattro Rioni assumono quindi una funzione centrale. Diventano luoghi di relazione e partecipazione, nei quali le associazioni possono presentare direttamente il proprio lavoro e le persone possono conoscerne attività ed esperienze.
Secondo Federica Moretti, è proprio attraverso la presenza comune e la conoscenza reciproca che possono essere affrontati pregiudizi e distanze.
«I quattro Rioni diventano spazi di incontro, di relazione e di partecipazione. È proprio lì, stando insieme e conoscendoci, che possiamo superare distanze e pregiudizi e costruire una comunità più consapevole e accogliente», sottolinea la presidente.
Il passaggio individuato da InPalio consiste dunque nel portare il lavoro delle realtà associative là dove il Palio viene vissuto, creando un rapporto diretto con la comunità.
Comunità Papa Giovanni XXIII e ASAD protagoniste
La scelta dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e della Cooperativa ASAD punta a valorizzare realtà che già svolgono sul territorio attività legate al sostegno, alla partecipazione e all’inclusione.
Per l’Ente Palio de San Michele, il loro lavoro rappresenta un patrimonio da far conoscere più da vicino alla comunità, non soltanto attraverso il racconto delle iniziative realizzate, ma mediante esperienze e occasioni di confronto.
Federica Moretti evidenzia proprio questa dimensione: «Le realtà che partecipano rappresentano un patrimonio importante per il nostro territorio. Vogliamo valorizzare il loro lavoro e, allo stesso tempo, permettere alla comunità di conoscerlo da vicino, attraverso esperienze concrete e occasioni di confronto».
L’iniziativa intende così creare un collegamento diretto tra le competenze maturate dalle organizzazioni e la dimensione comunitaria rappresentata dai Rioni.
Da “Metterci in gioco” a “Il gioco continua”
Il percorso di InPalio si sviluppa in continuità con le precedenti edizioni, ma introduce un cambiamento nella modalità con cui viene affrontato il tema dell’inclusione.
Se in passato l’invito era quello di “metterci in gioco”, l’edizione 2026 parte dall’affermazione “Il gioco continua” e sceglie “CI SIAMO” come messaggio destinato a rappresentare la nuova fase.
Il significato attribuito a queste parole riguarda contemporaneamente le associazioni, i Rioni e le persone. Sono questi i soggetti che, attraverso l’incontro, possono trasformare l’inclusione da principio generale a esperienza condivisa.
«Ci sono le associazioni, ci sono i Rioni e ci sono le persone», afferma Federica Moretti, indicando nell’incontro tra queste componenti il passaggio necessario per costruire concretamente l’inclusione.
Il Palio come spazio di partecipazione
La nuova edizione intende dunque fare dei Rioni uno spazio nel quale la partecipazione possa coinvolgere tutte le persone, senza esclusioni. Il progetto mantiene il percorso avviato nelle prime tre edizioni, ma sposta l’attenzione dalla sensibilizzazione alla presenza concreta delle associazioni nella comunità.
InPalio 2026 punta così a creare occasioni per incontrarsi, conoscersi e condividere esperienze, portando all’interno del Palio competenze maturate quotidianamente dalle realtà impegnate sul territorio.
L’obiettivo dichiarato è fare in modo che nessuno resti fuori dalla vita della comunità e che il Palio possa rappresentare anche uno spazio di espressione, conoscenza e relazione.
Con “CI SIAMO”, InPalio 2026 sintetizza quindi il nuovo passaggio del progetto: dopo aver acceso l’attenzione su inclusione, associazionismo e sport, le associazioni entrano nei quattro Rioni per vivere insieme alle persone esperienze concrete di partecipazione e condivisione.

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