Bastia Umbra, il cinema teatro Esperia presenta “Il giardino”

Sul palco un piccolo giardino speciale, dove due attrici-danzatrici mettono in scena il quotidiano di un bambino stravolto da un evento speciale, risolto con il gioco e un po’ di magia. Domenica 30 marzo, alle ore 17, saliranno sul palco dell’Esperia di Bastia Umbra gli attori della compagnia Quelli di Grock, con lo spettacolo di teatro ragazzi “Il Giardino”, regia di Susanna Baccari. Sul palco due attrici-danzatrici, Isabella Perego ed Elisa Rossetti, agiscono su una pedana inclinata, il nostro giardino, quasi un pianeta come sospeso, fra cielo e terra. Un luogo speciale in cui i due personaggi coltivano, travasano, spostano, giocano e si prendono cura di diversi oggetti che rappresentano il quotidiano. Fino a quando, un giorno, un evento inatteso irrompe nella routine, spezzandone il ritmo, lasciando il posto allo stupore e al cambiamento. Un “gioco”, quindi, creato attraverso il linguaggio teatrale. Un bagaglio di bellezza che si vuole trasmettere ai piccoli spettatori. Anche nei luoghi lontani, aspri e inaspettati può nascere una cosa meravigliosa. Il racconto è senza la parola, lasciando al movimento, al corpo, alla musica, alle immagini e allo sguardo il compito di narrare non solo attraverso la danza, ma anche grazie alla pura espressione fisica che dà spazio a un’apertura emotiva e alla libertà di immaginare. L’utilizzo di questo vocabolario permette di lasciare che la storia fluisca con una logica drammaturgica plasmata dai sensi. Il corpo, che vive lo spazio e lo riempie di significati, è natura come è natura il giardino. In questa scelta c’è la voglia di ridare ai bambini la possibilità di cogliere il “loro” significato, che forse sarà diverso per ognuno come diverso sarà il giardino che in un futuro si ritroveranno a immaginare. Il giardino, terreno fertile per ogni trasformazione, spazio ideale per accompagnare apparizioni o conciliare sonni fiabeschi, casa, protezione, rifugio ma anche il recinto dal quale bisogna imparare ad evadere per poi scegliere di ritornare. È uno dei tanti luoghi simbolo, come la montagna, il mare, il bosco, il cielo, l’isola o il fondo dell’oceano, luoghi che sono sperimentabili con i sensi e in cui si compiono imprevedibili scoperte e accadono prodigi. Nel giardino si coltivano gestazioni narrative che non si rifanno alla logica razionale del pensiero, ma sono grande veicolo di formazione. Nascono così storie che hanno a che fare con la nascita, la crescita, l’istinto, la cura, l’attesa e il cambiamento. E il giardiniere si fa educatore senza pretendere di educare, non solo curando ma anche osservando e aspettando, lasciando spazio al presente, alla pazienza dell’attesa che presagisce l’evento futuro. Nello spettacolo il giardino è anche luogo d’amore dove, in un gioco di segnali e risposte, di accordi e complicità a volte sotterranei a volte evidenti, si trovano la magia e l’incanto della relazione e dell’incontro.

 

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