Aula studio rovente, occorre lavorare a una soluzione stabile

Aula studio rovente, occorre lavorare a una soluzione stabile

È stata data una prima soluzione, speriamo provvisoria, ad uno dei problemi da noi evidenziati nella lettera all’attenzione del sindaco in merito all’aula studio presso Umbriafiere, relativamente alle elevate temperature raggiunte nel locale. Ci rende perplessi come l’amministrazione comunale abbia deciso di affrontare questo primo “problema”: la Sindaca ha prima provato a scaricare, strumentalmente, una responsabilità sua propria su altri soggetti da noi nemmeno menzionati.

Inoltre, alcuni consiglieri comunali di maggioranza (e l’amministrazione stessa) hanno provato fastidio nel constatare di non essere stati minimamente considerati dalla popolazione universitaria, che evidentemente trova migliori e più efficaci soluzioni per far presenti i propri problemi.

Non si può pretendere “manu militari” il rispetto e la considerazione altrui che vanno invece guadagnate – non semplicemente nelle urne – ma con-vincendo, come amava dire Pannella, cioè vincendo insieme alla città.

Su questo la destra ha fallito e ne avremo ulteriori ed ampie testimonianze. In un’ottica a lungo termine e di sviluppo per la città l’amministrazione dovrebbe impegnarsi a predisporre in maniera stabile un ambiente di studio che possa sostituire l’attuale soluzione e sopperire alle mancanze di questa.

Potrebbe essere opportuno, ad esempio, collocare l’aula studio al piano terra di un immobile del centro storico, affinché possa anche essere predisposto un sistema d’accesso automatizzato già in uso nella totalità delle aule studio autogestite e biblioteche perugine (https://www.unipg.it/servizi/spazi-di-aggregazione-e-studio-in-autogestione-sasa).

Inoltre, tale destinazione potrebbe integrarsi con una legata ai servizi di prossimità al cittadino. Quindi non solo una semplice aula studio, ma uno spazio di comunità in cui erogare servizi di prossimità aperto a giovani, studenti e cittadini, sul modello delle Case di Quartiere di Torino.

Non va esclusa aprioristicamente la possibilità di acquistare o prendere in affitto un immobile a tal fine, considerati gli output positivi che un tal investimento potrebbe generare. Quando l’amministrazione sostiene di non essere stata a conoscenza dei presenti problemi prima della nostra segnalazione dell’altro giorno dimostra di non avere il polso della città e sostiene, inoltre, una falsità.

Come infatti abbiamo già scritto, il predecessore della prof.ssa Lungarotti, Stefano Ansideri, aveva già avuto modo di venire a conoscenza di alcuni dei problemi relativi all’aula studio (illuminazione, infissi etc) in una riunione tenutasi nel novembre scorso e, nella medesima sede, era stato affrontato come punto cruciale anche il problema dell’accesso automatizzato, cercando una soluzione a cui poi l’amministrazione ha deciso di non dare concretezza.

Il rispetto per le altre forze politiche e la loro capacità di impulso è un concetto basilare della democrazia rappresentativa. Ciascun consigliere comunale – non solo di maggioranza – rappresenta i cittadini. È offensivo ed arrogante pretendere di ergersi ad unici ed indefettibili referenti di una comunità multiforme e complessa. Ma lo sappiamo che tutelare le diversità e capire la complessità sono concetti assenti nel DNA della destra bastiola.

#PDBastia

#avantinsiemeBastia

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