Bastia Comune virtuoso nonostante i tagli, intervista con Stefano Ansideri

Bastia Comune virtuoso nonostante i tagli, intervista con Stefano Ansideri Sono anni che il mio Comune non riceve somme dallo Stato ma versa contributi per il sostegno del Fondo di solidarietà
Stefano Ansideri

Bastia Comune virtuoso nonostante i tagli, intervista con Stefano Ansideri
Fondo di solidarietà, sono anni che il mio Comune non riceve somme dallo Stato ma versa cospicui contributi 

Il Comune di Bastia Umbra è uno dei comuni considerati “virtuosi” in Italia. Sui problemi legati alla riduzione di trasferimenti dallo Stato e a quanto può’ aver prodotto, con i suoi annessi e connessi, l’allentamento del “Patto di stabilità” sui Comuni in “salute”, interviene a WebTV Consulenti del Lavoro, il sindaco di Bastia Umbra, Stefano Ansideri, anche presidente del CPO di Perugia.

«C’è subito da puntualizzare – spiega il sindaco alla giornalista di WebTV Consulenti del Lavoro – che è vero parzialmente il concetto dell’abbandono del patto di stabilità. Sono subentrate altre norme che sono, in ogni caso, piuttosto stringenti. Una di questi – fa notare Ansideri – è sempre quella di dover controllare lo stato dei lavori». Ovvio che il sindaco fa riferimento a quelli che sono gli interventi infrastrutturali.

«Non possiamo, in sostanza  – spiega il Presidente del CPO – quello che il bilancio permette. Un bilancio, per altro dal primo di gennaio, deve osservare la parità. Questo costituisce una grossa difficoltà alla possibilità di investimenti, anche perché il Comune di Bastia, che è appunto uno dei pochi virtuosi d’Italia, potrebbe indebitarsi molto di più di quanto le normative, così stringenti, consentono».

Bastia Comune virtuoso

Stefano Ansideri ha voluto anche ricordare che c’è un fondo di solidarietà tra i comuni. «Sono anni – dice il Primo cittadino di Bastia Umbra – che il mio Comune non riceve somme dallo Stato ma, anzi, versa cospicui contributi per il sostegno di questo Fondo. In ogni caso – annota Ansideri – abbiamo agito con oculatezza e ora potremo permetterci di costruire una nuova scuola, per la quale sono previsti cinque milioni di euro. Una scuola che, per altro, i miei cittadini si aspettando da tantissimi anni».

Il sindaco, nella lunga dichiarazione rilasciata alla giornalista di WebTV Consulenti del Lavoro, ricorda anche che Bastia Umbra, in sei anni di Governo, ha dovuto rinunciare a qualche cosa come 11 milioni di euro. «Nonostante questi tagli consistenti – rileva Ansideri – abbiamo mantenuto immutati i servizi cui la nostra popolazione era abituata. Se c’è, quindi, volontà di chi amministra di avere attenzione e di mettere impegno e professionalità, si può riuscire a fare bene nonostante tutto».

Sul fatto che la politica, da una parte finanzia gli ammortizzatori sociali e dall’altra non consente ai Comuni virtuosi di sfruttare risorse e capitalizzarle anche sul versante occupazionale, Ansideri risponde così: «Come sempre, nelle cose, serve maggiore equilibrio – spiega – gli ammortizzatori sociali sono stati utilissimi e lo saranno tuttora, proprio per garantire una certa riserva rispetto alla crisi che attanaglia e ha attanagliato l’Italia, come prima mai nella nostra storia. Somme che, inevitabilmente, devono andare a favore delle persone che sono in difficoltà, anche per poter mantenere alto il livello dei consumi».

Se è vero questo, però, al Sindaco non sfugge anche il rovescio della medaglia. «Sono un keynesiano puro – rileva – e noto come questo significhi la sostituzione, da parte dello Stato, degli investitori privati. Il timore di questa congiuntura segnata da una condizione di austerità non invita certo il privato ad investire. Per questo serve – dice Ansideri – evitare di realizzare quelle che sono delle vere e proprie “cattedrali nel deserto” o quelle opere, in realtà, concluse ma mai utilizzate. Massima attenzione quindi – ammonisce – a costruire sì, ma a realizzare opere che servano realmente alla collettività».

Alla domanda di quali siano le impressioni di sindaco sulla nuova manovra di stabilità. «Come sindaco – dice Stefano Ansideri – mi sono dovuto occupare di quelle che sono le entrare del mio Comune. Con il taglio della Imu e Tasi sulla prima casa, siamo molto preoccupati». Una preoccupazione che, d’altronde, è comune a tantissimi sindaci italiani. Cifre che dovrebbero essere sostituite da  finanziamenti da parte dello Stato. Certo che, dati i segnali e dato il passato, c’è poco da “ben sperare”. «Quando ci sono stati tagli – fa notare il Presidente del CPO -, i Comuni hanno sempre preso di meno di quanto era stato loro tagliato». Ansideri conclude l’intervista dicendo che spera di poter mantenere alto il livello dei servizi, nonostante tagli e difficoltà.

 

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