[VIDEO] Carlo Giulietti, presidente Isa, insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro

Carlo Giulietti, presidente Isa, insignito dell'onorificenza di Cavaliere del Lavoro

 [VIDEO] Carlo Giulietti, presidente Isa, insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro

Carlo Giulietti, presidente della Isa di Bastia Umbra, insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Il riconoscimento, molto ambito, è stato consegnato nelle mani del Capitano d’impresa direttamente dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella nella sede del Quirinale, a Roma. La voce fuori campo, nel video di Rai Quirinale, racconta una breve storia dell’impresa di arredamenti nata 60 anni fa a Bastia Umbra. Subito dopo nomina e pergamena passano dalle mani del Presidente della Repubblica a quelle di Carlo Giulietti, emozionatissimo.

“In un ufficio e in un piccolo laboratorio artigianale in Via Roma a Bastia – racconta Giulietti -, ha preso il via la nostra avventura imprenditoriale, esattamente nel 1963”.

Un percorso che ha portato la famiglia Giulietti e l’azienda, in quasi 60 anni di storia, anche alla realizzazione di suo nuovo impianto industriale inaugurato due anni fa alla presenza di tutti i dipendenti, circa 850, di autorità, imprenditori, fornitori e oltre trecento tra distributori, importatori e rivenditori provenienti dall’Italia e dal mondo.



Isa è specializzata nella produzione di arredamenti per pubblici esercizi e attrezzature refrigerate, adibite all’esposizione e alla conservazione di alimenti. Guidata dal presidente Carlo Giulietti e dai suoi figli Marco e Mirco, Isa rappresenta una realtà molto radicata nel territorio che fattura oltre 110 milioni.  L’export rappresenta oltre il 75% del fatturato. A partire dagli anni 2000 Isa ha cominciato ad ampliare il proprio business in settori collaterali, acquisendo due marchi storici della refrigerazione commerciale, l’azienda Tasselli di Mantova, punto di riferimento da oltre 70 anni per i banchi e le attrezzature per supermercati e la COF di Lucca, specializzata nelle attrezzature per le gelaterie, le pasticcerie e i bar.

«Rinnovo le mie congratulazioni ai Cavalieri del Lavoro – ha detto Mattarella -, che ricevono oggi il riconoscimento per l’eccellenza raggiunta e per il valore sociale prodotto dalle loro imprese. Insieme a loro, mi complimento con gli Alfieri del Lavoro, che si sono distinti negli studi e sono adesso chiamati ad affinare ulteriormente il loro talento, per metterlo a frutto sia nella professione sia nelle altre espressioni della vita sociale. Ogni anno questo incontro ci propone esperienze che sono anche segni e messaggi di grande significato, lanciando a tutti noi la sfida di renderli attuali nel succedersi di cambiamenti così profondi e veloci. Il primo di questi segni che vorrei raccogliere è senz’altro quello della necessaria alleanza tra le generazioni. Nessuna comunità può progredire se si spezza la catena della fiducia, della trasmissione dell’esperienza, della speranza di pensare e realizzare, insieme, un futuro migliore. Nessuna società può ben preparare il proprio domani se i giovani incontrano ostacoli nel loro percorso di crescita, o se la struttura sociale li emargina, non crea opportunità e occasioni di assunzione di responsabilità, mettendoli, talvolta, di fronte a scelte di migrazione forzata per assicurarsi un futuro. In molti campi la crescita della propria personalità in esperienze all’estero costituisce una ricchezza importante. Aumenta il capitale sociale, grazie a conoscenze che così possono essere acquisite. Non sfugge tuttavia – lo sappiamo bene – la consapevolezza che, troppo spesso, molti giovani debbono lasciare il nostro Paese, cercando altrove opportunità che qui tendono a rarefarsi. Occorre far sì che il nostro sia un sistema sempre più aperto, con un dialogo virtuoso tra giovani, istituzioni, sistema formativo, imprese. L’eccesso di cautela come regola ineludibile, il rifuggire da qualsivoglia margine di rischio nei finanziamenti chiude spazi all’innovazione, a iniziative che andrebbero, al contrario, incoraggiate. Mettere fianco a fianco, come abbiamo appena fatto, i 25 nuovi Cavalieri del Lavoro con 25 giovani Alfieri rappresenta, simbolicamente, un impegno che non riguarda soltanto i singoli premiati di oggi ma deve coinvolgere tutte le componenti attive del nostro Paese. Il succedersi delle generazioni ha comportato spesso dei salti, e non di rado ha generato tensioni. Oggi avvertiamo di trovarci di fronte a problemi inediti, che vanno affrontati con serietà e lungimiranza: vale sul piano delle risorse necessarie ad assicurare, sul piano ambientale, uno sviluppo, vale sul piano economico e delle scelte di finanza pubblica per affrontare i temi posti dagli squilibri demografici in Italia e in Europa.»

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