Caso Ater, Furiani PD, sostegno all’operato dei servizi sociali del comune

Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico intende esprimere soddisfazione per l’operato svolto

Furiani PD, sostegno all’operato del settore servizi sociali del comune
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Caso Ater, Furiani PD, sostegno all’operato dei servizi sociali del comune

BASTIA OGGI – Sostegno all’operato del settore servizi sociali in merito alle recenti vicende di sfratto esecutivo e di ordinanza di rilascio per occupazione abusiva.

Con la presente, il Gruppo Consiliare del Partito Democratico intende esprimere soddisfazione per l’operato svolto nella vicenda riportata in oggetto e pieno sostegno politico all’azione di responsabilità umana e sociale posta in essere.” Questo è il testo del documento che abbiamo redatto, seduta stante, durante l’ultimo consiglio comunale.

In quel momento, più delle domande e delle risposte sulla ormai nota vicenda, le nostre coscienze si sono rivolte esclusivamente ad impedire che la dignità e il rispetto per chi, con grande impegno umano e psicologico, svolge il proprio lavoro quotidianamente, fosse posto alla mercè di posizioni, più o meno legittime, che la politica assume, sia essa di maggioranza o di opposizione.

Nello specifico, i funzionari del settore Servizi Sociali, nel dover necessariamente prendere parte alle attività di fratto (data la presenza di minori nei nuclei familiari) si sono trovati a dover far fronte a situazioni di gravissimo disagio sociale e umano che, come è normale che sia, richiedono una notevole forza d’animo nonché grande professionalità. A ciò si deve aggiungere che in tale sede sono stati, per di più, oggetto di gravissimi insulti e offese, oltre che di minacce di morte.

Fermo restando, quindi, che in uno stato di diritto i processi si svolgono in tribunale dinanzi ad un giudice terzo e imparziale il quale è chiamato poi a stabilire la legittimità o meno della condotta oggetto del procedimento, crediamo che nessuno si possa arrogare il diritto di sentenziare qualificando come contra legem quanto stato fatto dall’ufficio.

Per ciò ci corre l’obbligo di porre in evidenza, laddove strumentalmente ci si taccia di non essere al fianco della legalità, che anche la Corte di Cassazione si è espressa in questo ambito del diritto AFFERMANDO PRINCIPI ORMAI REITERATI E CONSOLIDATI IN GIURISPRUDENZA  ossia che “l’illecita occupazione di un bene immobile è scriminata dallo stato di necessità conseguente dal danno grave alla persona , che ben può consistere, oltre che in lesioni della vita o dell’integrità fisica, nella compromissione di un diritto fondamentale della persona come il diritto di abitazione, sempre che ricorrano, per tutto il tempo dell’illecita occupazione, gli altri elementi costitutivi, e cioè l’assoluta necessità della condotta e l’inevitabilità del pericolo”.

I fatti in questione vedevano protagonista una cittadina extracomunitaria la quale aveva occupato abusivamente un alloggio popolare mentre si trovava in stato di gravidanza a rischio e risultava affetta da HIV: situazione più o meno corrispondente a quella verificatasi a Bastia Umbra.

A ciò si aggiunga che quanto fatto, è fonte di soddisfazione nel riscontrare la capacità da parte dei servizi sociali della nostra cittadina di operare in una situazione di elevata criticità, nel rispetto della legge (e precisiamo, la legge, cosa ben diversa dalle sentenze, n.d.r.), ponendo anche a rischio la propria incolumità psico-fisica.

Oltre ogni ragionevole dubbio sulla bontà del merito, riteniamo sia doveroso porre l’accento sul fatto che, i soggetti preposti alla gestione del disagio sociale con umanità, sagacia e senza venir meno agli obblighi normativi abbiano evitato che lo stesso degenerasse tutelando l’integrità psico-fisica soprattutto di soggetti minori, perché, questo, rappresenta il principio cardine di ogni ordinamento giuridico.

Da ultimo, per la cronaca, i procedimenti di sfratto non si sono chiusi a tarallucci e vino, ma proseguono, attraverso canali forse più complessi e faticosi, ma certamente più garantisti, come peraltro, la particolare situazione dei soggetti coinvolti, impone.

Infatti prendendo visione delle relazioni effettuate si evince che il caso del nucleo familiare moroso ha effettuato il pagamento di una parte della quota dovuta e che allo stato attuale sono stati pagati tutti i canoni da gennaio fino ad oggi e che, cosa ben più importante, è stato avviato un intervento socio-educativo e riabilitativo volto alla consapevolezza nell’adozione della condotta regolare. Nel caso invece dell’occupazione abusiva, data la gravità, è stato avviato un progetto riabilitativo volto al raggiungimento di una autonomia economica e quindi abitativa.

Pertanto, al di là di ogni polemica, il dato che si riscontra è che si è oggettivamente agito in modo tale da non creare pericoli né agli operatori, né ai nuclei familiare e in un’ottica di miglioramento delle condizioni di vita dei soggetti disagiati, tenendo fermo il rispetto delle norme in materia.

Resta inteso che il gruppo consiliare resterà vigile sullo sviluppo virtuoso dei progetti intrapresi affinché non sia vanificato lo sforzo fin qui fatto.

Fiduciosi che tanto sforzo porterà in conclusione un reale miglioramento delle condizioni di vita dei due nuclei familiari coinvolti e confidando in ogni caso sulla giustizia, che laddove interpellata, saprà rilevare, ove sussistano, errori procedurali, auguriamo a tutti i cittadini una Santa Pasqua, che sia di serenità per tutti, soprattutto a coloro che per varie vicissitudini non potranno festeggiarla come vorrebbero.

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