I 25 anni del Gemellaggio tra Bastia e Sant Sadurnì d’Anoia

 
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I 25 anni del Gemellaggio tra Bastia e Sant Sadurnì d’Anoia

I 25 anni del Gemellaggio tra Bastia Umbra e Sant Sadurnì d’Anoia (Catalogna)
Ai festeggiamenti saranno presenti anche i Comuni di Hoechberg e Luz Saint Sauveur

Sabato  2 aprile 2016 sarà firmato il rinnovo del patto di gemellaggio tra i Comuni di Bastia Umbra e Sant Sadurnì d’Anoia (Catalogna), un rapporto di scambi e collaborazione internazionale che compie 25 anni.

Per l’occasione sarà a Bastia Umbra una Delegazione istituzionale del Comune Catalano, composta dal Sindaco Maria Rosell y Medall e alcuni Consiglieri comunali. Saranno con loro anche dei delegati dell’Ufficio Fiere e turismo per presentare le loro eccellenze gastronomiche (spumante Cava e cioccolato) nella tre giorni di Agriumbria, la grande ed attesa Fiera agroalimentare che si svolgerà nel Centro Fieristico di Bastia Umbra, dall’1 al 3 aprile 2016.

Sant Sadurni d’Anoia, capitale mondiale del cava, a solo quaranta chilometri da Barcellona, conserva nel suo territorio le origini di questo prezioso ed apprezzato spumante, la storia delle sue vigne, le forme della sua architettura, i protagonisti dell’industria vinicola e il loro spirito di celebrazione. E’ un Comune spagnolo di 9.843 abitanti, situato nella comunità autonoma della Catalogna.

Oltre ai catalani di Sant Sadurni, dall’1 al 3 aprile, Bastia Umbra ospiterà la delegazione di commercianti dell’altro Comune gemellato di Hoechberg (Germania) ,con il Sindaco Peter Stichler,  puntualmente presenti ad Agriumbria con la birra di WÜrtburg e prodotti tipici, supportati dal forte e consolidato connubio ormai in essere con l’Associazione Commercianti di Bastia Umbra. Saranno presenti anche i francesi di Luz Saint Sauveur con una delegazione  comprendente  il Sindaco Laurent Grandsimon e il Presidente del Comitato Gemellaggi, Henry Puyo – Gay.

Il programma è stato  predisposto dal Comitato di Gemellaggio di Bastia Umbra, insieme all’Amministrazione Comunale, prevedendo un fitto calendario di eventi, iniziative e visite che culmineranno nella giornata di sabato 2 aprile, alle ore 18.00, nella Sala della Consulta dove i Sindaci delle due Città firmeranno ufficialmente il rinnovo del Patto di Gemellaggio.

A seguire un concerto a cura della Associazione ‘Fare Musica’, con i maestri Beata Bukor (violino) e Antonio Ruvo (chitarra).

All’organizzazione del programma hanno dato un prezioso contributo i rappresentanti di scuole ed associazioni presenti nel Comitato di Gemellaggio, con il fondamentale supporto delle famiglie x che hanno dato la loro disponibilità ad ospitare in casa a Bastia Umbra i “gemelli”europei.

Profilo di Sant Sadurni d’Anoia

(da Civiltà del Bere) Nelle cantine di Sant Sadurni sono ospitate nel silenzio e nella penombra milioni di bottiglie che riposano anni e anni. Sono Cantine che appartengono alle stesse famiglie da secoli e dove sono nate le prime bollicine di Spagna a fine Ottocento. Siamo nella regione vinicola del Penedès a pochi chilometri da Barcellona, una zona che coincide con quella della produzione del mitico Cava, un vino dal grande carattere che si ottiene secondo il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia.

IL SUCCESSO DELLO SPANISH CHAMPAGNE – Già nel Settecento in Catalogna era nota l’esistenza del vino spumoso grazie ai produttori di tappi in sughero di Gerona che rifornivano clienti nella regione di Champagne e, verso la fine dell’Ottocento, i tempi erano maturi per uno sviluppo importante dell’industria enologica nel Penedès. Paradossalmente questa terra deve il suo boom alla fillossera. Il disastro che questo insetto fece nelle vigne francesi provocò l’esplosione commerciale del vino proveniente da oltre i Pirenei. È in questo periodo di grande fermento che nascono le prime bollicine spagnole. Nel 1911 le statistiche rivelano che il consumo di vini spumanti autoctoni superava quello dei vini importati. Nel 1932 il primo Statuto del vino fissava le regole della vinificazione iberica includendo regole e parametri relativi ai vini spumanti ottenuti dalla seconda fermentazione in bottiglia. Negli anni Cinquanta lo spumante prodotto in questa regione della Spagna veniva esportato con crescente successo in Inghilterra e in tutto il Commonwealth sotto il nome di Spanish Champagne, al punto che i produttori francesi iniziarono le prime campagne legali di tutela del nome proprio contro le bollicine spagnole. Da qui l’ufficializzazione della dicitura Cava nel 1959.Oggi la regione del Cava vanta circa 32 mila ettari di superficie vitata, oltre 250 Cantine, una produzione totale che è passata dalle 200 mila bottiglie del 1900, ai 196 milioni del Duemila, fino ai 240 milioni del 2011. Le esportazioni sono passate dai poco meno di 100 milioni di bottiglie del Duemila agli oltre 152 milioni del 2011, dimostrando uno stato di salute del settore davvero eccellente. Se il principale Paese consumatore di Cava è la Germania con una quota di oltre 40 milioni di bottiglie l’anno, il dato che più fa riflettere è quello relativo alla Francia che si pone al sesto posto con un consumo di oltre 4 milioni ogni anno. Davvero molto per il Paese che dà natali allo Champagne. UN PO’ DI STORIA – Se i volti noti di questo lato effervescente del mondo vinicolo spagnolo sono legati alle superproduzioni (basti pensare a Freixenet con i suoi 130 milioni di bottiglie spedite in ogni angolo del mondo, ogni anno), esiste una cultura del Cava secolare che molti non conoscono. Un passato fatta di passione, oltre che di grande qualità. La storia del Cava nasce alla fine dell’Ottocento per mano di Josep Raventós Fatjó allora patron di casa Codorníu, al ritorno da una esperienza in Champagne. La famiglia Raventós, proprietaria dei vigneti che sorgono intorno alle due Cantine già dal 1497, ha segnato profondamente la storia e l’evoluzione delle bollicine spagnole. Dopo la separazione da Codorníu, ecco la nascita della Cantina Raventós i Blanc nel 1994. Oggi le due realtà convivono una di fronte all’altra, ma appartengono a mondi diversi.

CODORNÍU, MONUMENTO NAZIONALE – Da un lato, l’edificio storico di  Codorníu (www.codorniu.es), unica Cantina di Spagna a essere stata dichiarata monumento nazionale, con i suoi trenta chilometri di corridoi sotterranei dove riposano oltre 100 milioni di bottiglie di diverse annate. È l’apoteosi del turismo enologico e la visita dell’azienda si svolge in buona parte a bordo di trenini elettrici. Qui arrivano con i pullman oltre 100 mila visitatori ogni anno e la produzione odierna di Codorníu supera i 50 milioni di bottiglie.

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