Fratellini chiarisce le ragioni della mancata candidatura, scelta dolorosa e responsabile

Fratellini chiarisce le ragioni della mancata candidatura, scelta dolorosa

Unità del centrodestra e ragioni della sconfitta elettorale

Un momento di chiarimento politico e personale, toccando i nodi centrali che hanno inciso sulle vicende amministrative e sulle sorti del centrodestra bastiolo. E’ quanto discusso nella conferenza stampa convocata dall’ex vicesindaco di Bastia Umbra, Francesco Fratellini, sabato 6 settembre presso il Centro San Michele in via Roma.

L’incontro ha affrontato i nodi che hanno inciso sulle sorti amministrative della città e sul destino del centrodestra locale, analizzando sia le cause della sconfitta elettorale del 2024, sia le scelte personali che hanno portato lo stesso Fratellini a non candidarsi.

Il confronto ha preso le mosse da un tema che negli ultimi anni ha condizionato pesantemente il dibattito cittadino: il travagliato iter del Piano Regolatore Generale (PRG). Avviato oltre quindici anni fa, il percorso ha attraversato tre diverse amministrazioni, numerosi assessori e consiglieri, senza mai giungere a una conclusione definitiva. L’adozione formale del piano, avvenuta il 25 luglio 2023, non ha segnato il punto d’arrivo, ma piuttosto l’inizio di nuove difficoltà. La giunta subentrata, guidata dal centrosinistra, si è trovata di fronte a un progetto ancora incompleto, con aspetti tecnici e giuridici non risolti.

Fratellini ha ricordato che il piano era stato elaborato con attenzione e coerenza, in linea con le direttive approvate dal Consiglio comunale nel 2014. Un lavoro pensato per offrire a Bastia strumenti di crescita moderni e resilienti, capace di affrontare le sfide urbanistiche e ambientali. Tuttavia, la sua attuazione si è arenata in una fitta rete di ostacoli burocratici, resistenze politiche e contrasti interni, trasformandosi da opportunità di sviluppo a simbolo di paralisi amministrativa. Per questo l’ex vicesindaco ha annunciato la pubblicazione di documenti finora riservati, ritenuti decisivi per comprendere come ritardi e divisioni abbiano inciso sia sul piano urbanistico che sul destino politico della coalizione.

Al centro della conferenza, però, non c’è stato solo il PRG. Fratellini ha voluto spiegare pubblicamente le ragioni che lo hanno portato a non candidarsi a sindaco. Pur convinto della correttezza del proprio operato, ha scelto di fare un passo indietro per non esporre la coalizione e la sua famiglia al rischio di accuse costruite “ad arte”. «Male non fare, paura non avere – ha detto – ma con i tempi che corrono ho preferito evitare che un possibile scandalo potesse travolgere la mia comunità politica». Una scelta dolorosa, presa in nome della responsabilità, che ha suscitato attenzione e rispetto tra i presenti.

Il dibattito si è quindi concentrato sulle ragioni della sconfitta elettorale del 2024. Secondo l’ex vicesindaco, il risultato non può essere spiegato soltanto con dinamiche di consenso, ma affonda le radici in errori strategici e divisioni interne. Nel 2019 il centrodestra aveva conquistato il Comune con un largo consenso, ma quella spinta non è stata capitalizzata. «Paola Lungarotti – ha sottolineato – ha immaginato di poter governare senza l’apporto di tutte le componenti, dimenticando che in politica si ha bisogno di unire, non di dividere». La sindaca, eletta con ampio sostegno, non ha saputo trasformare quel consenso in stabilità e condivisione, aprendo così la strada al centrosinistra.

Il tema della fiducia con i cittadini è stato richiamato più volte. Fratellini ha evidenziato come la vicenda del PRG, i ritardi e i contrasti abbiano compromesso la percezione di affidabilità del centrodestra. «Per governare non basta avere i numeri – ha spiegato – occorre trasparenza e credibilità». Da qui la decisione di presentare materiali inediti, per riportare chiarezza e responsabilità.

Alla conferenza hanno partecipato rappresentanti delle varie anime della coalizione. Fratelli d’Italia era presente con alcuni esponenti locali, tra cui la consigliera comunale Francesca Sforna. La Lega aveva ricevuto l’invito, ma i vertici non si sono presentati, mentre alcuni consiglieri hanno preso parte. Forza Italia era rappresentata da Andrea Romizi, consigliere regionale dell’Umbria, che ha espresso parole di forte vicinanza a Fratellini.

Romizi ha definito l’appuntamento un «momento di verità», utile a restituire dignità ai fatti e alla persona. Ha ricordato le difficoltà di chi dedica anni alla politica sottraendo tempo alla propria famiglia, spesso senza ricevere riconoscimento. «Nel tuo caso – ha detto – oltre alla solitudine, ci sono stati sospetti e maldicenze che hanno rischiato di travolgerti ingiustamente». Un intervento che ha dato un tono umano alla discussione, trasformando la conferenza non solo in analisi politica, ma anche in testimonianza personale.

Parole significative sono arrivate anche da Stefano Ansideri, ex sindaco di Bastia Umbra, che ha ricordato i dieci anni trascorsi alla guida del Comune con Fratellini al suo fianco. Ha sottolineato come, nonostante difficoltà e pressioni, la barra fosse sempre stata mantenuta dritta, rifiutando compromessi discutibili. Ansideri ha ammesso che in passato Fratellini non è stato sempre valorizzato quanto meritava, un errore che ha contribuito a indebolire la coalizione.

A prendere la parola è stata anche Catia Degli Esposti, consigliera comunale di Umbria Civica, che ha parlato della necessità di «ripartire da un punto zero». Ha ricordato che la base del centrodestra resta divisa e che serve un coordinamento nuovo, inclusivo e privo di personalismi. «Il confronto – ha spiegato – è l’unico strumento per ritrovare serenità e coesione».

Dal dibattito è emerso un messaggio condiviso: il centrodestra deve ricostruire unità se vuole tornare competitivo. Senza un fronte compatto, la città rischia di restare a lungo sotto la guida del centrosinistra. La vittoria degli avversari, è stato ribadito, non è stata solo merito del loro programma, ma anche conseguenza delle divisioni interne e dell’incapacità di presentarsi con una strategia comune.

Fratellini ha quindi rilanciato un appello: «dobbiamo tendere la mano, non dividerci». Il suo comunicato ha avuto una funzione duplice: chiarire i motivi personali della sua scelta e proporre un patto politico rinnovato. Senza un accordo chiaro tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ha sottolineato, sarà impossibile contendere il governo cittadino.

Un passaggio particolarmente significativo è stato quello dedicato alla non candidatura di Fratellini. Alla domanda diretta sul perché avesse scelto di non correre per la carica di sindaco, l’ex vicesindaco ha spiegato che, pur convinto della correttezza del proprio operato, temeva che accuse costruite “ad arte” potessero diventare un fardello per la sua comunità politica. «Ho preferito tutelare la mia famiglia e la mia azienda», ha detto, sottolineando che la decisione è stata dolorosa ma necessaria. Questo passaggio ha suscitato una forte attenzione tra i presenti, perché ha reso evidente la dimensione personale che spesso si nasconde dietro le scelte politiche.

Il tema del sacrificio personale è stato un filo conduttore. L’ex vicesindaco ha parlato della difficoltà di «navigare nella nebbia» quando si è al centro di accuse non chiarite, ma ha ribadito che rifarebbe le stesse scelte, convinto che la tutela della propria comunità politica e della famiglia valga più di una candidatura. Una riflessione che ha evidenziato la dimensione umana dietro il ruolo pubblico.

La conferenza si è chiusa con un clima di confronto e, in parte, di ritrovata condivisione. Nonostante l’assenza di alcuni dirigenti di vertice, la presenza di consiglieri locali e di rappresentanti come Romizi ha dato l’immagine di un dialogo ancora possibile. Le parole di sostegno e i richiami all’unità hanno tracciato un percorso che, almeno nelle intenzioni, vuole portare a una coalizione nuovamente competitiva.

In conclusione, l’appuntamento al Centro San Michele non è stato solo un momento di analisi, ma anche un passaggio di verità: l’occasione per spiegare il mancato passo verso la candidatura, per analizzare le ragioni della sconfitta elettorale del 2024 e per lanciare un appello a un centrodestra che, se vuole tornare a governare Bastia Umbra, non può che ritrovare unità, trasparenza e visione comune.

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