Insulti a Degli Esposti, coalizione Civico-Progressista, dissociarsi è insufficiente

Insulti a Degli Esposti, coalizione Civico-Progressista, dissociarsi è insufficiente

Insulti a Degli Esposti, coalizione Civico-Progressista, dissociarsi è insufficiente

Pubblichiamo un nota stampa ricevuta dalle donne e gli uomini della coalizione Civico-Progressista

Cara professoressa, Paola Lungarotti, dissociarsi dagli insulti sessisti del suo candidato contro la rivale politica Catia Degli Esposti è un atto confortevole, ma assolutamente insufficiente. Soprattutto se mancante della solidarietà femminile necessaria per non far passare sotto traccia epiteti che spesso si trasformano in aggressioni. Non una parola di conforto per Degli Esposti, concorrente e non nemica, segna un atto di superiorità ozioso, una derubricazione pericolosa, un’iniezione di veleno inutile nella competizione.

Nel silenzio prolifera l’odio, nel silenzio prendono vita situazioni devastanti con derive drammatiche. È contro il silenzio che si battono realtà come la Rete Anti Violenza di genere che tanto stanno facendo per connettere il tessuto sociale di questa città.

Non è possibile accettare silenti che quello che lei chiama “un momento di euforia dettato dal buon risultato elettorale” diventi insulto sessista, violenza delle parole urlate. Sembra quasi trovare una giustificazione, spocchiosa – il buon risultato elettorale – quanto assurda. Giustificare vuol dire tollerare, tollerare significa essere complici.

A questo punto, visto che è stato individuato (e come lei dice denunciato) colui che avrebbe violato il vincolo d’amicizia e diffuso il messaggio, allora sarebbe bene che lei – da donna – con un gesto di coraggio si facesse anche garante e scudo affinché il signor *** non sia parte dell’eventuale futura Amministrazione, e se eletto si dimetta immediatamente dal ruolo di Consigliere. Perché scusarsi non basta, tanto più se diventa un esercizio dovuto e forzato, come quello di chi – secondo il giornalista che ha raccolto le dichiarazioni – ha inizialmente provato a negare di essere coinvolto (ma questo non lede credibilità personale e di chi lo affianca?).

Minimizzare poi additando “i mezzi tecnologici” è una miopia: quegli spazi – sono spazi, non mezzi – hanno permesso di creare aree di contatto dove molte donne sono uscite dal silenzio e hanno avuto il coraggio di denunciare aggressori verbali e fisici. Non sia superficiale, Bastia merita profondità di azione e pensiero.

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