Variante normativa per nuovi interventi Aree C0 a Bastia Umbra

 
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Variante normativa per nuovi interventi Aree C0 a Bastia Umbra

Variante normativa per nuovi interventi Aree C0 a Bastia Umbra Il Consiglio comunale, all’unanimità, l’8 agosto 2018 ha approvato una variante ad alcune norme attuative del PRG che riguardano le cosiddette Aree C 0, che furono create nei primi anni Ottanta del secolo scorso allo scopo di urbanizzare abitazioni sparse dislocate in zone agricole e così rendere più omogeneo e meglio servito il territorio comunale di Bastia Umbra. Un’iniziativa encomiabile, se nella sua applicazione avesse dato attuazione alle intenzioni dichiarate, ma a distanza di 35 anni il 40% dei lotti è ancora da edificare. Non solo, ma quelle che allora, diventando Aree C 0, erano privilegiate rispetto alle aree agricole, oggi con le attuali normative in alcuni casi sono svantaggiate. Ecco perché è stata proposta la variante, frutto del lavoro del Settore Urbanistica in stretta collaborazione con il settore Edilizia e con il contributo del Settore Lavori Pubblici.

Oltre al riordino, l’obiettivo della Variante è quello di incentivare nuovi investimenti con interventi nelle aree C 0.

“La Variante consentirà a coloro che intendono realizzare interventi in queste aree – dichiara l’Assessore Fratellini –  di recuperare gli annessi agricoli trasformandoli in residenza, anche se staccati dall’edificio principale e quindi come edificio autonomo, intervento fino ad oggi impossibile. Inoltre, è ora data la possibilità di edificare anche nel verde privato dei lotti in aree C 0, nel rispetto delle distanze di legge e del rapporto di copertura della superficie del lotto.

E’ infatti prevista la modifica del rapporto di copertura, che passa da 1/4 ad 1/3, allo scopo di consentire l’ampiamento finora negato, equiparando il trattamento previsto già per le aree agricole. E’ consentito, in alcuni casi, anche monetizzare le aree da cedere per la realizzazione del verde pubblico e non ancora cedute, facendole diventare verde privato non edificabile”.

La Variante prevede anche la procedura espropriativa delle aree ancora non cedute, destinate alle opere di urbanizzazione, attraverso un progetto di opera pubblica, superando ogni perplessità relativa all’acquisizione delle aree mediante esproprio, possibilità peraltro già prevista dalla normativa vigente in materia.

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