Centrodestra contesta il no di Pecci alla nuova rottamazione
📌 FLASH NEWS – Bastia Umbra, il centrodestra contesta lo stop dell’Amministrazione Pecci alla Rottamazione 2026 e respinge il paragone con il 2023. Per l’opposizione, allora i cittadini potevano accedere alla definizione agevolata prevista.
Si riaccende a Bastia Umbra il confronto politico sulla Rottamazione 2026 e sulla decisione dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Erigo Pecci di non aderire alla misura per i tributi locali interessati. Il centrodestra interviene per contestare le motivazioni attribuite alla maggioranza e, soprattutto, per respingere il confronto con quanto avvenuto nel 2023 durante l’Amministrazione Lungarotti.
Al centro della presa di posizione c’è la distinzione tra rottamazione, condono e stralcio dei debiti, istituti che, secondo il centrodestra, sarebbero stati impropriamente sovrapposti nel dibattito politico degli ultimi giorni.
L’opposizione sostiene inoltre che le condizioni previste nel 2023 fossero differenti da quelle attuali e che, di conseguenza, non sarebbe corretto affermare che l’Amministrazione Lungarotti avesse assunto una decisione equivalente a quella adottata nel 2026 dalla Giunta Pecci.
Il centrodestra contesta il paragone con un condono
Il primo punto sul quale interviene il centrodestra riguarda la natura della Rottamazione 2026. Nella nota viene respinta l’equiparazione della misura a un condono.
Secondo la ricostruzione fornita, il contribuente continuerebbe infatti a essere tenuto al pagamento dell’importo originariamente dovuto per tributi quali IMU, TARI o altre entrate comunali, mentre la definizione agevolata inciderebbe sulle somme aggiunte successivamente, come sanzioni e interessi.
L’esempio utilizzato dal centrodestra è quello di un debito tributario originario di mille euro. Il contribuente, secondo questa impostazione, resterebbe obbligato a versare i mille euro dovuti, beneficiando invece dell’eliminazione delle ulteriori somme accumulate nel tempo.
Per l’opposizione, quindi, la misura avrebbe potuto rappresentare uno strumento per favorire la regolarizzazione delle posizioni debitorie, senza cancellare il tributo originariamente dovuto.
Il nodo delle decisioni adottate nel 2023
Una parte centrale della contestazione riguarda quanto avvenuto nel 2023 durante l’Amministrazione Lungarotti. Il centrodestra sostiene che il quadro normativo e operativo dell’epoca fosse differente e che il Comune non dovesse assumere la stessa decisione oggi richiesta per la Rottamazione 2026.
A ricostruire quel passaggio è Valeria Morettini, allora assessore al Bilancio per Fratelli d’Italia. Secondo quanto riportato nella nota, con la Rottamazione-quater i tributi comunali già affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione potevano essere inseriti nella procedura senza una specifica deliberazione di adesione da parte del Comune.
In quel contesto, sostiene il centrodestra, il contribuente poteva presentare direttamente la domanda per accedere alla definizione agevolata.
L’opposizione contesta quindi il richiamo ad altre somme che sarebbero state affidate a soggetti incaricati della riscossione forzosa e per le quali sarebbe stata necessaria una scelta facoltativa del Comune.
Lo stralcio dei debiti fino a mille euro
La decisione assunta nel 2023 dall’Amministrazione Lungarotti, secondo la ricostruzione del centrodestra, avrebbe riguardato invece lo stralcio dei debiti fino a mille euro, considerato un provvedimento distinto dalla rottamazione.
La differenza indicata riguarda gli effetti delle due misure. Lo stralcio avrebbe potuto determinare la cancellazione dei debiti interessati, mentre la definizione agevolata consentiva al contribuente di regolarizzare la propria posizione attraverso il pagamento previsto dalla procedura.
L’Amministrazione Lungarotti decise all’epoca di non applicare lo stralcio, ritenendo comunque disponibile per i contribuenti la possibilità di ricorrere alla definizione agevolata attraverso la Rottamazione.
È su questa distinzione che il centrodestra costruisce la propria contestazione al paragone con il 2026. Secondo l’opposizione, infatti, nel 2023 la mancata applicazione dello stralcio non avrebbe impedito ai cittadini di utilizzare la rottamazione delle cartelle interessate.
Nel 2026 serviva una scelta esplicita del Comune
Il quadro descritto per il 2026 viene considerato differente. Secondo la nota del centrodestra, questa volta l’estensione della Rottamazione ai tributi locali interessati richiedeva una decisione esplicita dell’amministrazione comunale.
Bastia Umbra avrebbe quindi dovuto adottare una specifica deliberazione qualora avesse voluto consentire ai contribuenti interessati di utilizzare lo strumento della definizione agevolata.
L’Amministrazione Pecci ha scelto di non aderire. È questa decisione a costituire il punto centrale dello scontro politico aperto dal centrodestra.
Per l’opposizione, dunque, non sarebbe possibile assimilare le due situazioni: nel 2023, secondo la ricostruzione proposta, l’accesso alla rottamazione era comunque disponibile per le posizioni interessate; nel 2026 sarebbe invece stata necessaria una decisione del Comune che non è arrivata.
I dubbi del centrodestra sulla posizione della maggioranza
La presa di posizione assume anche un carattere più strettamente politico. Il centrodestra pone infatti interrogativi sulla condivisione della scelta all’interno della maggioranza che sostiene l’Amministrazione Pecci.
L’opposizione si domanda se tutte le componenti della coalizione fossero contrarie all’adesione alla Rottamazione 2026 oppure se, all’interno della maggioranza, fossero presenti posizioni differenti.
Nel documento viene avanzato il dubbio che una parte della maggioranza potesse essere favorevole alla misura e che abbia successivamente accettato una posizione più rigida sostenuta da un’altra componente.
Si tratta di interrogativi politici formulati dal centrodestra, che non vengono accompagnati nella nota da elementi relativi a eventuali posizioni pubbliche differenti espresse dai singoli componenti della maggioranza.
Famiglie e imprese al centro della contestazione
Il centrodestra concentra poi l’attenzione sulle possibili conseguenze della mancata adesione per famiglie e piccole imprese che abbiano accumulato debiti tributari durante periodi di difficoltà economica.
La posizione espressa respinge l’idea secondo cui la Rottamazione finirebbe per favorire esclusivamente contribuenti intenzionati a sottrarsi ai propri obblighi fiscali.
Il riferimento è invece a persone o attività economiche che non siano riuscite a versare nei tempi previsti IMU, TARI o altri tributi e che abbiano visto aumentare progressivamente l’importo complessivo attraverso sanzioni e interessi.
Secondo il centrodestra, la definizione agevolata avrebbe offerto a questi contribuenti una possibilità aggiuntiva per pagare quanto originariamente dovuto e riportare la propria posizione tributaria alla regolarità.
Il tema dei crediti di dubbia esigibilità
La nota affronta anche il tema dal punto di vista delle entrate comunali. L’opposizione pone la questione della convenienza per l’ente tra il recupero del tributo originariamente dovuto e il mantenimento in bilancio di crediti la cui riscossione potrebbe diventare progressivamente più difficile.
Il riferimento è ai crediti di dubbia esigibilità, che secondo il ragionamento proposto potrebbero, con il trascorrere del tempo, arrivare a essere considerati definitivamente inesigibili.
Il centrodestra distingue inoltre la posizione dei contribuenti intenzionati a regolarizzarsi da quella di chi organizza consapevolmente la propria attività per evitare i pagamenti. Secondo la nota, questi ultimi continuerebbero a cercare modalità per sottrarsi agli obblighi indipendentemente dall’esistenza della Rottamazione.
La misura viene quindi presentata dall’opposizione soprattutto come un’opportunità destinata a chi intende sanare la propria posizione e necessita di uno strumento aggiuntivo per riuscire a farlo.
Lo scontro resta sulla scelta politica del 2026
La conclusione della presa di posizione torna sulla distinzione tra Rottamazione, condono e stralcio e sulla ricostruzione delle decisioni assunte dalle diverse amministrazioni comunali.
Il centrodestra ribadisce che nel 2023 l’Amministrazione Lungarotti non avrebbe impedito ai contribuenti di utilizzare la rottamazione, mentre la decisione relativa ai debiti fino a mille euro riguardava lo stralcio e quindi un istituto differente.
Nel 2026, secondo la ricostruzione dell’opposizione, il Comune era invece chiamato a esprimere direttamente la propria scelta per consentire l’applicazione della Rottamazione ai tributi locali interessati.
La mancata adesione dell’Amministrazione Pecci viene pertanto definita dal centrodestra come una precisa scelta politica. Su questa decisione si concentra ora il confronto tra maggioranza e opposizione a Bastia Umbra, con il centrodestra che chiede di mantenere distinti i diversi strumenti e di non assimilare la situazione attuale a quella verificatasi nel 2023.

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