La maggioranza richiama la delibera che escluse lo stralcio
📌 FLASH NEWS – A Bastia Umbra si riaccende lo scontro sulle rottamazioni dei tributi locali. La maggioranza richiama la delibera del 26 gennaio 2023 con cui l’amministrazione Lungarotti escluse lo stralcio parziale dei debiti fino a mille euro.
Nuovo confronto politico a Bastia Umbra sul tema delle rottamazioni e delle definizioni agevolate dei tributi locali. Al centro della polemica c’è la ricostruzione delle scelte compiute negli anni dalle precedenti amministrazioni comunali e, in particolare, una delibera approvata nel gennaio 2023 durante la gestione guidata da Paola Lungarotti.
Secondo la nota diffusa dalla maggioranza, il Comune di Bastia Umbra non avrebbe aderito alle diverse opportunità di definizione agevolata rese disponibili dalla normativa nazionale negli anni precedenti. La ricostruzione richiama anche la decisione del Consiglio comunale del 26 gennaio 2023, quando venne approvata la deliberazione numero 5 relativa all’opzione di non applicazione dello stralcio parziale di determinati debiti fino a mille euro.
La polemica nasce dalle critiche rivolte oggi alla mancata rottamazione dei tributi locali. La maggioranza contesta alla destra bastiola di sostenere attualmente una misura che, secondo quanto riferito, non sarebbe mai stata adottata quando governava la città.
Il nodo delle definizioni agevolate
La nota ricostruisce una serie di occasioni offerte dalla legislazione nazionale tra il 2016 e il 2023 per consentire agli enti locali di aderire a forme di definizione agevolata.
Tra queste vengono richiamate le procedure relative alle ingiunzioni locali, alle controversie tributarie, alla rottamazione delle entrate prevista dal Decreto Crescita e alle ulteriori misure introdotte successivamente.
Secondo la ricostruzione effettuata con gli uffici comunali, Bastia Umbra non avrebbe aderito alle definizioni agevolate facoltative prese in esame.
Il dato viene utilizzato politicamente per contestare l’attuale posizione delle forze di centrodestra sul tema degli aiuti a famiglie e imprese in difficoltà.
La delibera del 26 gennaio 2023
Il passaggio più rilevante riguarda la deliberazione numero 5 approvata dal Consiglio comunale il 26 gennaio 2023, durante l’amministrazione Lungarotti.
L’atto aveva come oggetto l’esercizio dell’opzione di non applicazione della misura di stralcio sui debiti di importo residuo fino a mille euro.
La normativa nazionale riguardava singoli carichi affidati alla riscossione nel periodo compreso tra il 2000 e il 2015. Per i tributi comunali, il capitale rimaneva dovuto, mentre lo stralcio avrebbe interessato determinate componenti accessorie, tra cui sanzioni e interessi.
La nota sottolinea quindi che non si trattava della cancellazione del tributo, ma di un alleggerimento di alcune somme maturate nel tempo.
Le valutazioni fatte allora in Consiglio
Durante la seduta del 2023, l’allora assessora competente Valeria Morettini illustrò gli effetti che la misura avrebbe potuto produrre.
Secondo quanto riportato nella ricostruzione, in assenza di una decisione contraria del Comune sarebbero state cancellate sanzioni e interessi relativi ai carichi interessati, mentre il capitale sarebbe rimasto comunque da versare.
Gli uffici comunali avevano stimato in circa 290 mila euro l’ammontare delle sanzioni e degli interessi potenzialmente interessati dallo stralcio.
Sempre secondo la nota, si trattava di somme riferite al periodo 2000-2015 e già stralciate contabilmente dal bilancio, pur restando ancora possibile tentare il recupero attraverso la riscossione.
La scelta dell’amministrazione Lungarotti
L’amministrazione decise di mantenere la possibilità di incassare quelle somme, motivando la scelta anche con un principio di equità nei confronti dei contribuenti che avevano già pagato quanto dovuto.
La delibera stabilì quindi formalmente di non applicare lo stralcio parziale previsto dalla legge.
La maggioranza attuale definisce questa una scelta politica precisa e la richiama nel confronto con le posizioni assunte oggi dal centrodestra bastiolo.
Il punto della polemica è proprio la distanza tra la decisione adottata nel 2023 e l’attuale richiesta di ricorrere a strumenti di rottamazione o definizione agevolata.
Il tema dei piccoli debiti
La nota insiste anche sulla natura dei carichi interessati, che erano singolarmente di importo fino a mille euro.
Viene precisato che dagli atti non è possibile stabilire quale fosse la condizione economica dei singoli debitori e che non sarebbe quindi corretto considerarli automaticamente tutti in difficoltà oppure, al contrario, tutti evasori intenzionali.
Secondo la maggioranza, tra i soggetti interessati avrebbero potuto esserci anche famiglie, pensionati, lavoratori, artigiani o piccoli commercianti con arretrati accumulati nel tempo.
La definizione agevolata avrebbe consentito di versare il capitale dovuto alleggerendo alcune delle componenti accessorie maturate negli anni.
Il confronto politico sulla rottamazione
La questione viene così spostata dal piano strettamente tributario a quello politico.
La maggioranza sostiene di condividere in linea generale l’obiettivo di utilizzare strumenti che possano aiutare cittadini e imprese a regolarizzare la propria posizione, ma contesta al centrodestra di non aver adottato le stesse misure quando amministrava Bastia Umbra.
Il riferimento torna ancora una volta al 2023 e alla decisione di esercitare l’opzione contraria allo stralcio.
La nota richiama anche l’intervento della consigliera Laura Servi, che in quella seduta annunciò la propria astensione ricordando come una rottamazione potesse rappresentare uno strumento utile per chi si trovava effettivamente in una situazione di bisogno.
Evasione e difficoltà economica al centro del dibattito
Uno degli argomenti sviluppati riguarda la distinzione tra evasione fiscale e temporanea difficoltà nel pagamento.
La nota sostiene che chi non vuole pagare e chi non riesce a farlo temporaneamente non rappresentano necessariamente la stessa situazione.
Una definizione agevolata viene quindi descritta come uno strumento che può consentire all’ente di recuperare il tributo e, contemporaneamente, offrire una possibilità di regolarizzazione a chi intende saldare la propria posizione.
Il tema resta comunque oggetto di valutazione politica, soprattutto quando le misure sono facoltative e lasciano agli enti locali la possibilità di scegliere se aderire oppure no.
Lo scontro resta aperto
La polemica sulle rottamazioni a Bastia Umbra si concentra quindi su due momenti differenti: le scelte adottate dalle precedenti amministrazioni e le posizioni espresse oggi dalle forze politiche.
La maggioranza richiama la documentazione amministrativa del 2023 per sostenere che la precedente gestione avesse scelto consapevolmente di non applicare lo stralcio parziale sui piccoli carichi.
Il centro del confronto resta dunque la coerenza tra le decisioni assunte quando si era al governo della città e le proposte avanzate oggi dall’opposizione.
La deliberazione del 26 gennaio 2023 diventa così il principale elemento del confronto politico, destinato a proseguire sul terreno delle politiche fiscali locali e degli strumenti da utilizzare per favorire il recupero delle entrate senza trascurare le situazioni di difficoltà economica.

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