Morto Pietro Nasini, il barbiere, un pezzo di storia di Bastiola che se ne va

Con la sua morte se ne va un treno carico di ricordi, uno spaccato di vita in bianco e nero

 
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Morto Pietro Nasini, il barbiere, un pezzo di storia di Bastiola che se ne va
Pietro Nasini

Morto Pietro Nasini, il barbiere, un pezzo di storia di Bastiola che se ne va

di Marcello Migliosi
Apprendere della sua morte dai social è forse una delle esperienze più crude che questa società digitale e veloce potesse riservare. Non sono solito parlare in prima persona, si sa nel giornalismo essere impersonali è fondamentale. A meno che non si sia testimoni, reali di una esperienza di vita, di un evento o di una storia.

E questo è nel caso di “Nasino il barbiere“, e della sua vita, conosciuta da tutti e da lui conosciuti.

Andare da Pietro a fare capelli – e i primi peli di barba – era un onore. Parlare con lui, sentire il profumo del sapone – “la barba va insaponata bene“, diceva – ascoltare la radio, ma soprattutto da Pietro i suoi racconti.

Era solito attendere i suoi clienti sulla porta della sua barbieria, in fondo al ponte sul “Chiagio“, ci andavo a volte con mio padre, e poi, col tempo, mentre crescevo (e con me un po’ di peluria ndr), cominciavo ad andare da solo. Il suo negozio era quasi un avamposto “fluviale”, dopo la sua barbieria c’era “la Bastia” che per noi Bastiolini era pur sempre la “città”.

«Purtroppo questa notte si è spento lo zio Pietro… – scrive il nipote Luca Nasini su Facebook 

Una figura importante della mia vita. Una persona della Bastiola che fu e che è… Un bastiolo vero… Che la Terra ti sia lieve
R.I.P. ZIO ….. Voglio ricordarti così..»

Con la sua morte se ne va un treno carico di ricordi, uno spaccato di vita in bianco e nero che, purtroppo, non tornerà più e ci vuol poco, credetemi, a scrivere con le lacrime agli occhi.

Buon anno Pietro ci mancherai

Marcello

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