Transizione energetica e caos politico sulla legge regionale

Transizione energetica e caos politico sulla legge regionale

La maggioranza divisa a Bastia Umbra sulla mozione discussa

La discussione esplosa nell’ultimo Consiglio comunale sulla mozione relativa alla legge regionale 7/2025 ha messo in luce una frattura evidente nella maggioranza, incapace di mantenere una linea coerente su un tema strategico come la transizione energetica. L’atto, presentato per chiedere al Governo di ritirare l’impugnativa sulla normativa regionale dedicata alle energie rinnovabili e alla tutela del paesaggio umbro, ha finito per generare un allarme infondato attorno al progetto della Comunità Energetica Rinnovabile del centro fieristico Umbriafiere.

Un allarme costruito su basi inesistenti

Nel testo della mozione, la realizzazione della CER di Umbriafiere è stata evocata come possibile vittima degli effetti dell’impugnativa governativa, lasciando intendere che l’iter autorizzativo potesse subire rallentamenti o blocchi. Un messaggio che ha alimentato inquietudine e percezioni distorte, come se il progetto fosse improvvisamente finito in un’area grigia normativa.

La smentita, però, è arrivata direttamente dall’assessore all’Urbanistica Furiani, che in Aula ha chiarito come la legge regionale richiamata non interferisca in alcun modo con il percorso autorizzativo della CER. L’opera procede regolarmente, senza ostacoli. Il presunto rischio, dunque, non esiste.

Una maggioranza che si contraddice da sola

Il tono dell’assessore ha lasciato emergere un evidente disagio, alimentando il sospetto che l’atto sia stato costruito senza un confronto preliminare con l’assessorato competente. Un’assenza di coordinamento che, se confermata, rappresenterebbe un fatto politicamente rilevante: la maggioranza avrebbe portato in Aula un documento su una materia tecnica senza coinvolgere chi ne detiene la responsabilità amministrativa.

La contraddizione è ancora più evidente se si considera che appena un mese fa la stessa maggioranza aveva celebrato pubblicamente il progetto della CER come modello virtuoso per il territorio. Oggi, invece, lo stesso fronte politico alimenta dubbi e scenari problematici che il proprio assessore smentisce punto per punto.

Un metodo che indebolisce le istituzioni

La minoranza aveva chiesto di rinviare l’atto in commissione per un approfondimento, ma la proposta è stata respinta. Sarebbe bastato un confronto serio per evitare un documento costruito su presupposti rivelatisi inconsistenti. La scelta di procedere comunque ha prodotto un risultato evidente: un voto di appartenenza, non di merito.

Il Consiglio comunale, così, si è trasformato nel teatro di un cortocircuito politico che ha generato confusione e indebolito la credibilità istituzionale. Le politiche energetiche, invece, richiedono rigore, competenza e coerenza, non narrazioni allarmistiche né mozioni fotocopia utili solo a costruire contrapposizioni artificiose.

Responsabilità e chiarezza per il bene della città

La vicenda dimostra quanto sia fragile l’equilibrio politico quando prevalgono logiche di schieramento. La città ha bisogno di decisioni fondate sui fatti, non di atti costruiti per alimentare tensioni. Governare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte, mantenere coerenza e offrire ai cittadini un quadro chiaro, non uno spettacolo che rischia di minare la fiducia nelle istituzioni.

da un comunicato di: Catia Degli Esposti, Fabrizio Raspa – Consiglieri Comunali Lista Civica per Bastia Giulio Provvidenza – Consigliere Comunale Lista Paola Lungarotti Sindaco Moreno Ricci – Consigliere Comunale Gruppo Misto Stefano Santoni, Francesca Sforna – Consiglieri Comunali Fratelli d’Italia

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