Processione aux flambeaux e reliquia di Carlo Acutis
Dopo un anno di interruzione, la comunità di Ospedalicchio ha potuto riabbracciare la propria festa più sentita, quella dedicata alla Madonna della Pietà. Domenica 7 settembre, nella chiesa parrocchiale di San Cristoforo martire, si è svolta la Santa Messa serale alle 20.30, seguita dalla processione che ha attraversato le vie del paese, richiamando numerosi fedeli.
La celebrazione ha assunto un valore speciale perché coincisa con la vigilia della Natività della Beata Vergine Maria e con l’emozione collettiva legata alla recente canonizzazione di Carlo Acutis a Roma. Per l’occasione è stata infatti esposta in chiesa una reliquia del giovane santo, custodita stabilmente dalla parrocchia. «È una ricchezza che ci è stata donata, un segno di grazia per tutta la comunità» ha ricordato il concelebrante don Emmanuel-John Boluwatife Olajide.
La Messa, presieduta dal parroco don Alfonso Liguori, è stata animata dal coro interparrocchiale dell’Unità pastorale, che ha impreziosito con i canti il momento liturgico, rendendolo partecipato e raccolto. Non sono mancati fedeli provenienti dalle parrocchie vicine, che hanno risposto all’invito di condividere un momento di fede comune.
La processione aux flambeaux ha visto l’icona della Madonna della Pietà avanzare tra le strade di Ospedalicchio, scortata dalle Sorelle della Pia Unione, custodi storiche di questa tradizione devozionale. La comunità, in preghiera e in silenziosa partecipazione, ha accompagnato l’immagine sacra fino alla piazza principale, dove il suo arrivo è stato sottolineato da un lungo scampanio festoso.
Particolarmente suggestivo è stato il finale della serata: il campanile della parrocchia, recentemente restaurato e dotato di nuova illuminazione, si è acceso come un simbolico faro nella notte, riflettendo non solo la luce materiale ma anche quella della fede che unisce gli abitanti.
La Festa della Madonna della Pietà, come ricordato dagli organizzatori in questo comunicato stampa, rimane per Ospedalicchio un momento identitario: un’occasione che intreccia storia, spiritualità e comunità. Dopo l’anno di pausa, la partecipazione corale ha restituito forza e vitalità a una tradizione che continua a essere cuore pulsante della vita religiosa e sociale del paese.

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