Suor Noemi Scarpa, l’atleta del Signore al Monastero di Sant’Anna a Bastia

Da due anni alla Guida del Monastero Benedettine di Sant'Anna a Bastia Umbra

Suor Noemi Scarpa, l'atleta del Signore al Monastero di Sant'Anna
Madre Badessa Suor Noemi

Suor Noemi Scarpa, l’atleta del Signore al Monastero di Sant’Anna a Bastia di Marcello Migliosi  – Era una cestista che ha militato in serie B con il Murano Basket, Erika Scarpa, ora Suor Noemi, Madre Badessa del Monastero delle Benedettine di Sant’Anna di Bastia Umbra. Nata a Murano 37 anni fa, dopo un lungo viaggio da Est a Ovest in Europa fu folgorata dalla fede e lasciò tutto, fidanzato, familiari e lavoro, per abbracciare la vita monastica con l’ordine di San Benedetto. «Ho sempre avuto una grande passione per lo sport – racconta Suor Noemi -, voglia di vincere, coraggio, non ho mai voluto perdere nella vita. Unito a tanta forza fisica e agilità il basket era diventato la mia grande passione». Alta un metro e settantacinque Suor Noemi in campo ha dato sempre il massimo e appena 19enne già giocava in serie C.

«Sì – ricorda – ho cominciato da bambina con il Murano Basket e, piano piano, siamo cresciute e con la nostra squadra siamo arrivate nelle serie superiori. A 17 anni giocavo già in prima squadra – racconta -, dalla Promozione siamo passate alla serie C e poi alla B». Noemi dice di aver avuto l’obiettivo di arrivare in serie A, ma poi è arrivata la fede e ha mollato la carriera sportiva.  «Sì – conferma – il mio obiettivo era quello di arrivare in serie A2, ma poi, nella mia vita è cambiato tutto e sul più bello della carriera sportiva si è presentata la vocazione». In realtà, per la religiosa, il fervore della fede è stato un ritorno, in quanto da bambina era, già, fortemente attratta dalla vita monastica.

Madre quando è scattata la scintilla della vocazione? Con una mia cugina siamo partite per un viaggio in Europa, un viaggio lungo un mese. Da Est ad Ovest, per tutte le più grandi capitali europee. Sacco a pelo in spalla e tanta voglia di libertà.

Cosa è successo invece? Era un modo di cercare cosa volevo fare nella vita e l’indicazione è arrivata. Da piccola avevo già vissuto il desiderio di santità, di una vita semplice ma con dei valori profondi. Quel viaggio, quindi, ha tirato fuori tutto ciò che avevo da  bambina.

Quando è arrivato il Segno? A metà del mio viaggio. Mi trovavo a Londra morì Madre Teresa di Calcutta. E quella perdita mi ha richiamato molto ai veri valori dell’esistenza umana. La dedizione agli altri, l’altruismo e la capacità di dare la vita per il prossimo. Era un qualche cosa che avevo come messo da parte e mi è ritornato con tanta forza. Talmente forte che, alla fine del viaggio, ho voluto cominciare una vita diversa.

Ha pensato di entrare nell’Ordine delle Figlie della Carità fondato, appunto, dalla suora macedone? Sì ci ho pensato, però, poi, mi è stato proposto un ritiro nel monastero di Offida, nelle Marche in provincia di Ascoli Piceno e lì ho capito che non era tanto importante la forma del servizio agli altri, quanto riconoscere quanto diceva Madre Teresa: “La più grande povertà dell’uomo è la solitudine“. E l’Europa era di gran lunga più povera di paesi come l’India. E il monastero risponde, secondo me, molto bene a questa domanda. All’ascolto dell’altro, la dedizione in un altro modo alle persone.

Quanto è rimasta ad Offida Madre? Sono rimasta sei anni. Per l’esattezza, prima ho fatto una esperienza di 15 giorni e nel frattempo continuavo a lavorare in una vetreria di Murano. Ad un certo punto ho deciso di fare un mese di esperienza, una esperienza dalla quale non volevo più uscire. La Madre Badessa, che era una esperta, mi ha consigliato di fare le cose con ordine e calma. Mi ha detto di tornare a casa e organizzare bene i miei pensieri e la mia vita, compresa questa che era una decisione importantissima.

Come è andata con il lavoro, lo sport, la famiglia, gli amici e il fidanzato? Entrare in monastero significa fare dei grandi tagli nella propria vita. In primis pensavo alla pallacanestro. Ma le mie compagne di quadra e la società hanno, invece, capito e rispettato il mio desiderio e la mia volontà. Poi sono passata al fidanzato e questo era forse lo scoglio più duro. E anche qui ho trovato le porte che si aprivano, anche lui ha capito. Al lavoro han fatto di tutto affinché io restassi, tante le proposte che mi han fatto, aumenti di stipendio quattro volte tanto, case, auto…insomma ci tenevano tanto, ma alla fine hanno accettato.

E la famiglia? Hanno capito e accettato anche a casa. Sono stata la prima, e per di più a vent’anni, a partire, ma anche qui Dio mi ha aperto le porte. A casa siamo in sette ed io ero la seconda.

Arriva ad Offida e non ne esce più per quanto tempo? Non sono tornata a casa per i primi nove mesi. Sono tornata solo una volta prima di fare la Professione temporanea, o meglio la Vestizione. Il primo anno è di prova, anche se io sono partita con la convinzione che non sarei più tornata.

Quando è arrivata a Bastia Umbra? Sono arrivata circa 12 anni fa dopo un momento difficile per questa comunità Benedettina. Sono arriva come aiuto nella formazione. E per undici anni ho fatto la maestra delle novizie. E quasi due anni fa sono diventata, su elezione, la nuova Madre Badessa del Monastero Benedettino di Sant’Anna. L’incarico dura sei anni, ma può essere rinnovato fino all’età di 75 anni.

Da quando c’è lei Madre, sembra che il Monastero, rispetto alla città, abbia cambiato registro, è così? La volontà è quella che questo luogo diventi un punto di riferimento per le anime e per la città. In passato il Monastero ha avuto un ruolo importante per Bastia Umbra e l’affetto che la città prova per noi è anche a ricordo di quanto le monache hanno fatto per l’intera città, anche con l’asilo. O magari con il solo ascolto, mi piace ricordare quanto ha fatto Suor Placida che ha “raccolto” il pianto di tante mamme. Noi dobbiamo tornare ad essere un punto di riferimento per la Città.

Ha la sensazione che il tentativo di aprirsi all’esterno stia riuscendo? Sì, questa “finestra sul mondo” che non vuol dire lasciarsi invadere sta funzionando. Cerchiamo di trovare dei punti di incontro all’interno del Monastero, noi abbiamo una clausura regolata dalla Madre Badessa. E’ ovvio che non si entra dappertutto né si esce per ogni cosa, ma questo è ben pensato e deciso da tutta la comunità. L’apertura del Chiostro, per esempio, per noi un luogo mistico e di silenzio, di preghiera e di incontro con Dio, mantiene anche per chi entra la stessa funzione: incontrare il Signore. Anche attraverso la musica e attraverso l’arte. Anche l’orto (circa mezzo ettaro ndr) è l’avvicinamento a Dio attraverso la natura.

Quante siete in Comunità? Siamo in 19 qui a Bastia Umbra, più una piccola realtà nelle Filippine, composta da sei monache. Lì ci è stato chiesto, da un Cardinale, di essere una presenza di preghiera. E’ una Casa dipendente, hanno una Priora e sono Badessa anche di quel Monastero. Una volta l’anno vado lì, in quella comunità nata circa 20 anni fa e non hanno ancora la Madre Badessa perché non hanno raggiunto il numero di 8 professe solenni.

Qui a Bastia Umbra è una comunità che cresce sotto l’egida della gioventù, giusto? Sì, Suor Myriam, Suor Deborah, anche una suora filippina, tutte poco sopra i trent’anni (compresa la Badessa ndr). Poi ci sono le novizie che vanno dai 22 ai 40 anni.

Che cosa chiede, Madre, questo Monastero alla città di Bastia Umbra? Chiede collaborazione, comprensione e rispetto. A volte si vuole entrare troppo o si vuole che siamo troppo chiuse. La nostra Regola, invece, ci permette di adattarci ai tempi. Chiedo alla città di Bastia di guardarci con occhi nuovi rispetto a ciò che è successo nel passato e se la città ha bisogno sa che può contare su di noi per quello che possiamo dare.

Monastero delle Benedettine di Sant’Anna

1 Commento

  1. Ho letto con piacere questo articolo. Ho condiviso le scuole elementari, e ovviamente l’isola, con Erika. Avevo saputo della sua scelta di vita. Sono felice di vedere che non ha perso il sorriso di un tempo. Buona vita Erika, pardon Noemi

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  1. Inaugurazione della Vetrata della Madonna Nicopeia - Monastero delle Benedettine di Sant'Anna

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