Presidio sociale in discussione a Bastia Umbra dopo il bando
L’esito del bando comunale per la gestione dei centri sociali di Bastia Umbra ha aperto un fronte di tensione politica e civile, alimentando interrogativi sulla tenuta dei servizi di prossimità e sulla tutela delle realtà radicate nel territorio. Le assegnazioni, rese note il 29 dicembre, hanno infatti messo in luce criticità strutturali, con due strutture rimaste senza nuovo gestore e costrette a una proroga tecnica in attesa di un ulteriore avviso pubblico.
Nel quadro generale, segnato da una sostanziale continuità rispetto alle gestioni precedenti, emerge un caso che ha immediatamente attirato l’attenzione della comunità: il centro sociale di Campiglione, dove il circolo ARCI, dopo 32 anni di attività ininterrotta, dovrà cedere il passo ad Accademia Creativa APS, affiancata dall’associazione Ri@mbientiamoci. Una decisione che ha generato preoccupazione diffusa, poiché il circolo rappresenta l’ultimo vero presidio di socialità della frazione, costruito negli anni senza contributi pubblici e sostenuto esclusivamente dal lavoro volontario dei residenti.
La comunità locale teme che la perdita di questa esperienza consolidata possa compromettere un equilibrio sociale maturato nel tempo. Il circolo, oltre a garantire un punto di incontro stabile, ha sempre offerto supporto alle associazioni del territorio, tra cui quella dei gemellaggi, che proprio in questa sede ha trovato un riferimento costante. L’incertezza sulla continuità di tali attività alimenta ulteriormente il clima di apprensione.
Dall’analisi degli atti, presentata dopo l’incontro del 2 gennaio con i gestori uscenti, emergono elementi che hanno contribuito ad accendere il dibattito. Il progetto dei nuovi assegnatari ha ottenuto il punteggio massimo nella voce dedicata alla relazione con il territorio, mentre ARCI Campiglione, composto quasi interamente da residenti della frazione, ha ricevuto una valutazione inferiore. A sorprendere è anche la previsione, nel progetto vincitore, di una collaborazione con gli stessi gestori uscenti, i quali però non erano stati informati di alcuna possibile sinergia.
Ulteriori perplessità riguardano il ruolo dell’associazione Ri@mbientiamoci, indicata come parte attiva nella futura gestione ma priva, allo stato attuale, dell’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore, requisito necessario per partecipare direttamente al bando. Una circostanza che, secondo il centrodestra bastiolo, avrebbe richiesto una maggiore prudenza e una valutazione più approfondita.
In vista dell’incontro convocato dall’Amministrazione per il 12 gennaio, le forze civiche e politiche del centrodestra chiedono una riflessione complessiva sull’intero sistema dei centri sociali, auspicando un confronto aperto tra tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo dichiarato è quello di salvaguardare le realtà virtuose, senza rinunciare all’apporto di nuove energie associative, purché inserite in un percorso coerente con le esigenze della comunità.
Secondo la coalizione, solo un approccio improntato al buon senso e alla collaborazione potrà evitare la dispersione di un patrimonio sociale costruito in decenni di impegno volontario, garantendo al tempo stesso che le innovazioni proposte trovino spazi adeguati e non vadano a discapito dei presidi già consolidati sul territorio.

Commenta per primo