Tentato furto Bastia Umbra: denunciato 20enne rumeno dalla Polizia

Bloccato mentre fuggiva con trapani sottratti da esercizio commerciale

La Polizia di Stato operante nella provincia di Perugia ha proceduto alla denuncia formale di un cittadino di nazionalità rumena appartenente alla classe generazionale 2006, ovvero un soggetto di ventanni, in relazione alla commissione del reato di tentato furto presso un’attività commerciale. L’intervento delle forze dell’ordine è stato attivato a seguito di una segnalazione pervenuta al Numero Unico di Emergenza, segnalazione che ha consentito agli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Assisi di raggiungere tempestivamente la scena del crimine. L’esercizio commerciale interessato dal tentativo di sottrazione è ubicato nell’area di Ospedalicchio, frazione amministrativa del comune di Bastia Umbra, comune che si estende nel territorio della provincia perugina umbra.

La dinamica della tentata sottrazione e il blocco dell’autore

Il giovane di ventanni è stato sorpreso dal personale specializzato di vigilanza e sicurezza mentre tentava di superare la recinzione esterna dell’esercizio commerciale, azione che rifletteva l’intenzione di allontanarsi dalla struttura commerciale in possesso della merce sottratta. L’elemento qualificante del tentativo criminoso riguarda il fatto che il ventenne intendeva consegnare la refurtiva a un complice rimasto ignoto, fatto che configura una dimensione organizzativa della condotta criminosa caratterizzata da una divisione dei compiti fra autore materiale e soggetto che avrebbe provveduto a ricevere la merce. Nel corso della tentata fuga, il complice si è dato immediatamente alla fuga, circostanza che ha impedito agli agenti di procedere al suo identificazione e arresto.

Il tentativo di impossessamento e il recupero della merce

Dalla ricostruzione fattuale degli episodi, è emerso che il giovane aveva cercato di impossessarsi di una valigetta contenente due trapani a batteria, strumenti professionali che rappresentano beni di valore economico significativo nel contesto del commercio al dettaglio di attrezzature. L’azione criminosa è fallita grazie all’intervento tempestivo degli addetti alla sicurezza, personale specializzato che ha bloccato il giovane prima che riuscisse ad allontanarsi dalla struttura commerciale con la merce sottratta. Questo intervento celere del personale di vigilanza rappresenta un fattore cruciale che ha interrotto la catena causale del reato, prevenendo il completamento dell’evento criminoso.

Il recupero della merce e le operazioni amministrative

Dopo aver recuperato la valigetta contenente i due trapani, i vigilantes hanno provveduto al ripristino della merce presso il punto vendita, circostanza che ha consentito di evitare la perdita economica all’esercente. Gli agenti della Polizia di Stato hanno successivamente accompagnato il ventenne presso gli uffici del Commissariato, dove è stato sottoposto alle attività amministrative di rito previste dalla procedura di arresto e di denuncia. Una circostanza significativa riguarda il fatto che il giovane era privo di documenti di identificazione al momento dell’arresto, fatto che ha reso necessaria una attività investigativa ulteriore per l’identificazione personale del soggetto.

La denuncia all’Autorità Giudiziaria

Al termine delle attività procedurali svolte presso il Commissariato della Polizia di Stato di Assisi, il ventenne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria competente per il reato di tentato furto, reato che configura un delitto contro il patrimonio caratterizzato dal fatto che l’autore ha compiuto azioni idonee e univocamente dirette alla sottrazione della proprietà altrui, anche se l’evento criminoso non si è complessivamente realizzato per causa esterna, quale è stato l’intervento del personale di sicurezza. La denuncia all’Autorità Giudiziaria rappresenta il momento nel quale il procedimento penale viene formalmente avviato e la magistratura competente può procedere alla valutazione della fondatezza dell’accusa e all’adozione di eventuali misure cautelari.

Le indagini in corso per l’identificazione del complice

Le investigazioni relative all’episodio sono tuttora in corso al fine di identificare il complice ignoto che era presente sul luogo del fatto e che si era dato alla fuga al momento dell’intervento delle forze dell’ordine. L’attività investigativa finalizzata all’identificazione del complice rappresenta una fase cruciale nel procedimento penale, in quanto consente potenzialmente di allargare l’imputazione a ulteriori soggetti e di configurare il reato come commesso in forma concorsuale da molteplici autori. Le tecniche investigative impiegate nella ricerca del complice verosimilmente comprendono l’acquisizione e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti presso l’esercizio commerciale e nella zona circostante, nonché le testimonianze di persone presenti sulla scena del crimine.

Il contesto del furto e della sicurezza commerciale

L’episodio si inscrive nel contesto complessivo della criminalità predatoria caratterizzata da furti presso esercizi commerciali, categoria di reati che rappresenta una problematica significativa nel contesto della criminalità ordinaria. La presenza di personale di vigilanza specializzato presso l’esercizio commerciale interessato ha rappresentato un elemento deterrente e ha consentito un intervento tempestivo che ha bloccato l’evento criminoso nella sua fase iniziale. La sicurezza commerciale rappresenta dunque un fattore di significativa rilevanza nel contesto della prevenzione della criminalità predatoria.

La prospettiva del procedimento penale

Il procedimento penale avviato nei confronti del ventenne rumeno si articolerà attraverso le diverse fasi previste dall’ordinamento giuridico italiano, con la possibilità di conseguire una determinazione definitiva di responsabilità penale mediante una sentenza di condanna. L’elemento che caratterizza la fattispecie del tentato furto è rappresentato dal fatto che l’evento criminoso non si è realizzato nella sua completezza, fatto che comporta una riduzione della pena applicabile rispetto al reato consumato, riduzione che generalmente oscilla fra una diminuzione di un terzo fino a due terzi della pena prevista per il reato consumato.

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