Mandato della Procura di Perugia per spaccio a Bastia Umbra
Spaccio e traffico di sostanze proibite: si chiude il cerchio attorno a un uomo di 39 anni, originario di Kastriot, individuato e bloccato a Tirana dopo una prolungata fuga dalle maglie della giustizia italiana. Il soggetto era destinatario di un provvedimento restrittivo internazionale emesso dalla Procura Generale di Perugia, che da tempo ne seguiva le tracce attraverso i canali della cooperazione investigativa tra Stati.
Il raggio d’azione dell’indagato, secondo quanto ricostruito meticolosamente dagli inquirenti, si era concentrato nel territorio di Bastia Umbra tra il 2011 e il 2013. In quel biennio, l’uomo avrebbe gestito, insieme al fratello, una fitta rete di distribuzione di stupefacenti capace di soddisfare le richieste di almeno sedici clienti abituali, tutti di nazionalità italiana. Le dinamiche criminali descrivono un sistema di vendita consolidato, dove ogni singola dose, del peso di circa un grammo, veniva piazzata sul mercato locale al prezzo di 80 euro.
L’operazione che ha portato al fermo dell’8 gennaio 2026 rappresenta il culmine di un’attività di intelligence estremamente articolata, condotta dall’ufficio S.D.I. della magistratura umbra. Fondamentale si è rivelato il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, che ha permesso di incrociare dati e segnalazioni provenienti dall’estero. La svolta decisiva è giunta quando le verifiche hanno fatto emergere l’avvio di un’attività commerciale proprio nella capitale albanese. L’impresa, dedita all’importazione e alla vendita all’ingrosso di prodotti agricoli, zootecnici e alimentari, ha fornito la traccia definitiva per localizzare il ricercato.
Mentre il fratello era già stato assicurato alla giustizia nel maggio scorso, rintracciato nella frazione di Santa Maria degli Angeli e successivamente trasferito presso il carcere di Perugia, il trentanovenne era riuscito a restare nell’ombra. La sentenza a suo carico è ora definitiva: dovrà espiare una pena di cinque anni e undici mesi di reclusione. Le procedure per il trasferimento verso l’Italia sono già state avviate e l’uomo rimane attualmente sotto la custodia delle autorità estere, in attesa che si concluda l’iter di estradizione.

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