Chiuso il caso De Paoli, riconosciuta la legittima difesa
Si è conclusa con l’assoluzione definitiva di Patrizia Pinheiro la vicenda giudiziaria legata alla morte di Samuele De Paoli. La Quinta Sezione penale della Corte di Cassazione, riunitasi il 5 marzo 2026, ha esaminato i ricorsi presentati nel procedimento e ha confermato la decisione già pronunciata dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia, rendendo irrevocabile l’assoluzione dell’imputata con formula piena.
Il procedimento davanti alla Suprema Corte rappresentava uno dei passaggi conclusivi di una vicenda processuale complessa, iniziata con l’indagine sulla morte del giovane e proseguita attraverso diversi gradi di giudizio. In secondo grado, la Corte d’Assise d’Appello aveva riconosciuto la legittima difesa, stabilendo che la reazione dell’imputata si era verificata nel contesto di una colluttazione improvvisa e concitata.
Nel corso dell’udienza del 5 marzo, i giudici della Quinta Sezione penale hanno esaminato sia il ricorso presentato dal Procuratore Generale di Perugia sia quello depositato dalla difesa di Pinheiro. In precedenza, l’Avvocato Generale presso la Cassazione, Gabriele Mazzotta, aveva depositato una requisitoria scritta nella quale chiedeva di dichiarare inammissibile il ricorso della Procura generale e di accogliere quello della difesa, ritenendo corretto il ragionamento giuridico seguito dai giudici di secondo grado.
Nelle conclusioni della requisitoria si sottolineava come la ricostruzione dei fatti compiuta nei due precedenti gradi di giudizio non fosse stata realmente messa in discussione dai ricorrenti e come non emergessero errori nell’applicazione della legge tali da giustificare un nuovo esame del caso. Secondo l’analisi dell’Avvocato Generale, la dinamica accertata nel processo risultava coerente con un episodio maturato durante una fase di aggressione, nella quale la reazione dell’imputata si era inserita senza soluzione di continuità.
La discussione giuridica aveva toccato anche il tema dell’elemento psicologico dell’omicidio preterintenzionale, uno dei punti più delicati della vicenda. In particolare era stata richiamata la necessità di verificare, ai fini della configurabilità di tale reato, se l’evento morte fosse concretamente prevedibile da parte dell’agente, non soltanto ipotizzabile in astratto. Si trattava di un passaggio tecnico che la Suprema Corte era chiamata a valutare nell’ambito del controllo di legittimità, senza entrare nuovamente nel merito della ricostruzione dei fatti.
Con la decisione pronunciata il 5 marzo, la Cassazione ha posto fine al procedimento, rendendo definitiva l’assoluzione già stabilita in appello. Il pronunciamento ha quindi chiuso il percorso giudiziario relativo alla morte di Samuele De Paoli.
Al termine dell’udienza, l’avvocato Francesco Gatti, difensore di Patrizia Pinheiro, ha commentato l’esito della decisione: “Siamo molto felici che questa dolorosa storia si sia chiusa con l’assoluzione definitiva con formula piena per Patrizia Pinheiro. Sin da subito abbiamo capito la sua innocenza, essendo evidente che si era solo difesa. Nella soddisfazione per il successo professionale un pensiero, come sempre, va al ricordo di Samuele De Paoli”.
La sentenza della Suprema Corte segna dunque l’ultimo capitolo di una vicenda giudiziaria che negli anni aveva attirato grande attenzione e che si è conclusa con la conferma della legittima difesa riconosciuta nei precedenti gradi di giudizio.

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