Bastia Umbra, Ramona Furiani in consiglio contro il piano del vicesindaco

A Fabrizia Renzini le fa eco anche il consigliere del Partito Democratico, Ramona Furiani, che, subito dopo il discorso dell’ex assessore alla cultura ha spiegato nei 5 minuti a disposizione il suo pensiero in merito al piano dell’assessore vicesindaco, Francesco Fratellini.

Questo piano per Ramona Furiani annulla quella che è la storia della piazza del mercato, chiamato “Campo del Mercato”, perché lì venivano fatti i commerci del tempo.

“Con questo piano – dice Furiani – si toglie alla comunità l’unico spazio ancora vergine dal punto di vista dell’edificato. E’ vero che questo spazio ha bisogno di riqualificare, il che non significa costruire, riqualificare significa ascoltare le esigenze della città che oggi più che mai ha bisogno di spazi di incontro, soprattutto in conseguenza del fatto che la nostra piazza Mazzini, oggi è a tutti gli effetti una strada. Bastia oggi non ha una piazza, non ha un punto di incontro”.

Il consigliere del PD ha sottolineato mettendo in risalto il fatto che la piazza è così da 40 anni. “Se il risultato è questo è meglio aspettare altri 40 anni”.

Furiani non condivide il progetto presentato da Fratellini. “Non sarà possibile tornare indietro qualora questo piano fosse realizzato”. Ha detto.

“Se chi prima di loro ha commesso degli errori, consumando un suolo che poteva essere preservato in maniera migliore, chi viene dopo, chi pensa di essere il cambiamento, deve essere convincente nei fatti, no nelle chiacchiere, no nei proclami”. “Il risultato qual è – dice ancora Ramona Furiani – che questa amministrazione per la seconda volta monetizza il verde e i parcheggi, per la seconda volta con questa operazione aumenta quelli che sono i volumi previsti dentro quei piani. La comunità paga un tecnico che è l’architetto Castelli che sta lavorando al piano regolatore”.

La Furiani si domanda dopo “a cosa lavora questa persona se dopo 6 anni non ha prodotto un risultato concreto?”.

“Se l’amministrazione Ansideri 5 anni fa, quando si è insediata – conclude Furiani – avesse preso il piano regolatore iniziato da Lombardi e modificato leggermente, avrebbe incassato un risultato in 5 anni che era un piano regolatore in grado di rispondere, non soltanto alle esigenze della città, delle famiglie, ma avrebbe risolto anche la dimensione imprenditoriale, avrebbe regolamentato le future aree industriali, avrebbe ridisegnato la città”.

 

 

 

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