E…state a Bastia, la piazza, da spazio a luogo, incontro – dibattito

E…state a Bastia, la piazza, da spazio a luogo, incontro – dibattito

E…state a Bastia, la piazza, da spazio a luogo, incontro – dibattito

Nel calendario di “E…state a Bastia” non solo musica e spettacolo ma anche una serata di  riflessioni sul decoro urbano e sul restyling degli spazi. “La piazza, da spazio a luogo”, questo il titolo del dibattito in programma per domani, Mercoledì 21 Agosto alle ore 21.00. L’incontro verterà sul lavoro di restyling che l’Amministrazione Comunale ha intrapreso relativamente alla centrale Piazza Mazzini. Coordinerà la serata il Presidente del Consiglio Comunale, Giulio Provvidenza,  Ingegnere Civile.

Protagonisti saranno l’Arch. Marco Castelli e l’Ing. Paolo Belardi, ambedue professionalità legate a Bastia Umbra da studi realizzati per l’Amministrazione Comunale.

La presenza di Paolo Belardi è motivata dal fatto che l’Amministrazione Comunale di Bastia Umbra ha finanziato al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia un’attività di studio e ricerca, titolata “Rilievo architettonico-ambientale dell’area di piazza Giuseppe Mazzini e concept della nuova pavimentazione”, nel cui ambito il prof. Belardi  è responsabile scientifico per il Dipartimento e l’Ingegner Vincenzo Tintori è referente tecnico per il Comune. Il prof. Belardi durante la serata parteciperà alla Città gli esiti intermedi dell’attività di ricerca e le linee – guida del concept.

Paolo Belardi (Gubbio 1958), laureato con lode in Ingegneria civile edile nel 1982 presso l’Università di Roma “La Sapienza”, è allievo di un maestro dell’architettura italiana del XX secolo quale Vittorio De Feo ed è professore ordinario nel Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Perugia, dove insegna “Architettura e composizione” nel corso di laurea in Ingegneria edile-Architettura e dove è presidente del corso di laurea in Design.

Ha insegnato anche nelle Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “La Sapienza” e della Seconda Università di Napoli. Dal 2013 al 2018 è stato direttore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia. I suoi progetti e le sue opere hanno ottenuto riconoscimenti prestigiosi tra cui il “Premio Internazionale di Architettura Andrea Palladio”, il “Premio Nazionale di Architettura Luigi Cosenza” e il “Premio Internazionale Dedalo Minosse”.

Marco Carlo Castelli  (Castel Rozzone di Bergamo 1962), si laurea in Architettura nel 1993 presso il Politecnico di Milano, dove è tuttora correlatore di tesi.

Incaricato dallo Studio FOA ed Ass. di Milano e dello Studio ARCO di Caravaggio (Bergamo) quale referente del Progetto Urban Lab, preliminare alla revisione del PRG comunale. Dal 2012 al 2014 ha svolto l’attività di incontro a Bastia Umbra con Associazioni e Cittadini, una vera e propria partecipazione attiva con apertura di un locale ad utilizzo dell’Urban Lab (laboratorio di Urbanistica).

Gli appuntamenti sono stati utili e importanti per capire e cercare di soddisfare le richieste dei cittadini, tramutate in elementi presenti nel nuovo PRG che presto arriverà in Consiglio comunale. Tale esperienza ha inoltre contribuito ad  avere conoscenza, da parte loro, dello strumento principe per il disegno della Città.

Presidente di STUDIOARCO+  s.t.p.a r.l. nato nel marzo 2015 dall’evoluzione di Studio Arco, di Fontana arch. Maria Cristina, che insieme a  Marco Carlo Castelli lo ha fondato nel 1995. I titolari di Studio Arco, insieme ai collaboratori e ai dipendenti, hanno voluto dare vita a questo nuovo soggetto professionale con uno scopo che è facilmente rintracciabile nel logo stesso: si è partiti tutti dall’esperienza professionale condivisa in Studio Arco, si converge ora in un’unione che permette di condividere l’esperienza umana e professionale, nonché i progetti sociali, i valori e le tensioni morali di ciascuno.

“L’Architettura – dice Marco Carlo Castelli – deve occuparsi degli spazi come bene comune, essa ha il dovere di nutrirli con sapienza prendendosene cura perché in essa si sviluppino le energie multiple e differenziate che caratterizzano “il luogo”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*