Il nuovo parroco di Ospedalicchio, è un ingegnere, è Don Antonio Paoletti

ALLA SANTA MESSA ANCHE IL SINDACO ANSIDERI E L'ASSESSORE LUCIA

 
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Il nuovo parroco di Ospedalicchio, è un ingegnere, è Don Antonio Paoletti

Il nuovo parroco di Ospedalicchio, è un ingegnere, è Don Antonio Paoletti

La comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve, il 13 maggio, giorno della festa liturgica della Madonna di Fatima nell’anno del centenario delle apparizioni, ha ricevuto dal Signore un dono molto prezioso, fonte della sua ricchezza e vitalità: il sacerdozio del quarantaquattrenne diacono Antonio Paoletti, già ingegnere, originario di Leonessa (Ri), nipote dell’arcivescovo emerito Giuseppe Chiaretti. Lo stesso presule, insieme al cardinale Gualtiero Bassetti, l’ha ordinato sacerdote in un gremito santuario della Madonna di Fatima in Città della Pieve, uno dei primi luoghi di culto in Italia dedicati alla Beata Vergine apparsa un secolo fa nella nota località portoghese.

 Ora quel giovane parroco è diventato responsabile della parrocchia di Ospedalicchio di Bastia Umbra. Oggi, alla presenza del Vescovo Vicario, don Paolo Giulietti, la cerimonia di insediamento e la messa.

Nel piazzale antistante l’Oratorio, anche il sindaco di Bastia Umbra, Stefano Ansideri e l’assessore alla cultura, Claudia Lucia.

Le radici di don Antonio Paoletti ai piedi del Gran Sasso.    

Don Antonio che «viene da tradizioni culturali scientifiche, essendosi laureato all’Università dell’Aquila, con successiva specializzazione al Politecnico di Milano come ingegnere per l’ambiente. La sua famiglia, che è anche la mia, ha le sue radici ai piedi del Gran Sasso con la tradizione lavorativa dei migranti cardatori di lana, tra i quali ci fu anche un prete, lo zio don Matteo, che fu accolto nella Diocesi di Spoleto e trasferito come parroco nel leonessano, a Villa Bigioni, da cui provengono le nostre genitrici».

 

L’“ingegnere della salvezza”.

«Gli amici del settimanale “La Voce” – ha ricordato mons. Chiaretti avviandosi alla conclusione – ti hanno definito “ingegnere della salvezza” …, perché, come tanti amici qui presenti, auspicano che tu possa essere quella “pietra viva dell’edificio spirituale” di cui parla san Pietro, il primo Papa, nella sua lettera, attivando “un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio mediante Gesù Cristo”».

Con don Paoletti 113 sacerdoti diocesani. I ringraziamenti e le preghiere del neo presbitero.

Don Antonio Paoletti, che con lui i sacerdoti diocesani hanno raggiunto il numero di 113, è stato circondato dai suoi familiari, dagli amici del Pontificio Seminario Umbro “Pio XI”, da numerosi sacerdoti e da tantissimi fedeli di Città della Pieve e delle parrocchie perugine dove ha prestato servizio negli anni di seminarista, Prepo-Ponte della Pietra-San Faustino, San Barnaba e Ponte San Giovanni. A tutti loro, che hanno inciso non poco nella sua vocazione, al termine della celebrazione animata dal Coro diocesano “Voci di Giubilo”, don Antonio ha rivolto le sue prime parole di neo sacerdote. Parole che sono state tutte una lode e un grazie a «Dio padre per la storia che ha fatto con la mia vita, tutta la storia – ha detto con voce commossa –. Grazie per papà e mamma, che mi hanno passato la fede, soprattutto mamma per le preghiere di una vita … . Grazie a Dio per gli amici del Liceo, dell’Università dell’Aquila, degli anni bellissimi ai Salesiani. Prego Dio per i colleghi di lavoro che ho incontrato in questo viaggio, all’Università dell’Aquila, a Terni, a Rieti, a Perugia e al Consorzio Arcobaleno con tutte le sue imprese … . Lode e gloria a te o Signore per il gruppo Santa Maria in Prepo del Rinnovamento nello Spirito Santo per l’accoglienza, l’affetto e la preghiera costante e per l’Oratorio “Giovanni Paolo II” con tutti i laboratori in particolare quelli della fede, Alveare, Arca, Alfaeomega e al gruppo Hermano carbonaro. Auguri ai giovani delle Sentinelle, una volta e per sempre, che oggi festeggiano i primi sette anni di cammino … Grazie a Dio per mons. Chiaretti, per le preghiere soprattutto, poi per il calice della prima messa e la casula della sua ordinazione episcopale. Grazie a Dio per lei, eminenza, per avermi accompagnato come padre in tutti questi anni e per il gesto di tenerezza verso mons. Chiaretti che mi ha ordinato. Grazie a Dio per tutti coloro che guardano il nostro cammino nella comunione dei santi, in particolare padre Mauro Capponi sempre vicino e su tutti Giampiero Morettini (l’amico seminarista prematuramente scomparso, n.d.r.), che con la Vergine Maria, sempre al mio fianco, ha scelto il momento e il posto, la data, il santuario e il Vangelo della mia ordinazione. Prego perché tutti noi presenti ci rivedremo un giorno dove Gesù ci ha preparato un posto, in Paradiso!».

Ordinato sacerdote don Antonio Paoletti nel santuario diocesano di Città della Pieve

 

 

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