La Sala del Consiglio a Bastia Umbra, una lettura critica dopo la demolizione

 
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La Sala del Consiglio a Bastia Umbra, una lettura critica dopo la demolizione

di Bruno Mario Broccolo

Sintesi dell’articolo scaricabile per intero dal sito www.confrontiassisi.it (n° 9)

La Sala del Consiglio è stata demolita nel 2019 a seguito del Progetto di Adeguamento Sismico dell’intero Palazzo Comunale. Quest’ articolo intende ricostruire le linee progettuali ed i riferimenti culturali che hanno guidato l’architetto Leoncilli nell’ideazione dell’opera inaugurata nell’aprile del 1975, progettata nel 1974, poco dopo la progettazione del Palazzetto dello Sport della cittadina umbra, annoverato nel 2018 dal MiBACT nel Censimento nazionale delle architetture del secondo Novecento.

Il Prof. Giancarlo Leoncilli Massi in quegli anni era professore straordinario allo IUAV di Venezia dopo la laurea a Roma ed è da questi ambienti politici e culturali che trae sicuramente spunto per la concezione di quest’opera piccola, ma ardita per le soluzioni funzionali e i riferimenti culturali.

Dovendosi infatti cimentare con strutture (pilastri, solai e travi) non modificabili che scandiscono spazi apparentemente predeterminati, riesce ad alterarne il rigido ed obbligato schematismo inventando un’espansione dell’aula oltre la linea di congiunzione dei pilastri invadendo la zona del preesistente corridoio. In questo volume riguadagnato allestisce l’agorà del massimo consesso politico della città dove gli spazi sono organizzati nella prospettiva della partecipazione e condivisione: i consiglieri e la giunta siedono frontalmente su due file di tavoli identici, distinti solo da un leggero rialzo per la giunta e il pubblico può assistere numeroso alle sedute su due file di gradonate ricavate su due lati del perimetro.

L’allestimento, dai cunei del soffitto ribassato sui due ingressi, all’uso della scala cromatica utilizzata per soffitto e sedute dei gradoni, rimanda all’esperienza artistica del pittore olandese Theo van Doesburg mentre non si può non riconoscere nel mobilio nero, lucido e geometricamente compatto la suggestione del monolite di Stanley Kubrick in 2001 Odissea nello spazio.

 

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