Ramona Furiani: “Basta col teatrino della politica, Bastia aspetta risposte”

del Direttore, Marcello Migliosi
BASTIA UMBRA – “Il mio invito è quello di chiudersi in una stanza, sedersi attorno ad un tavolo, parlare, guardarsi in faccia, fare una vera analisi e dirsi se sono realmente in grado di amministrare una città”. Ci va giù pesante Ramona Furiani, consigliere Pd, dopo le tensioni verificatesi nella lista Bastia Popolare. “Una città come la nostra – dice – che manifesta parecchi gradi di complessità, con tante esigenze e con tante richieste che necessitano di risposte”. Fino ad oggi, secondo l’esponente del Partito Democratico, il Centrodestra ha dimostrato solo di non essere in grado di amministrare, né lo sarà in futuro. “E questo – aggiunge – perché in sei anni non hanno dato una impronta a questa città e né la daranno nei prossimi anni. Per Bastia Umbra non hanno alcun progetto reale, ma solo una traccia di ‘numeri’ da seguire”. Ramona Furiani stigmatizza con forza il “teatrino” cui si è costretti ad assistere da sei mesi, con sulla ribalta le varie liti interne ai partiti che sostengono la Giunta del sindaco Ansideri. “L’ultima messa in scena – ricorda – l’abbiamo vista nell’ultimo Consiglio del 28 novembre. Ero assente, ma ho seguito in streaming i lavori dell’Assemblea e ho preso coscienza di quello che è avvenuto. Nella questione formale – puntualizza la Consigliera – per quanto concerne le revoca dell’incarico di capogruppo di Bastia Popolare a Fabrizia Renzini, ritengo che siano avvenuti dei fatti molto gravi”.

Di certo, Furiani non critica il merito della questione, in quanto si tratta di una vicenda politica interna a Bastia Popolare e “checché se ne dica attiene anche al Sindaco, seppure non candidato della lista in questione, ma candidato cui faceva comunque riferimento quella lista”. Furiani rileva un problema di forma.

“Non è corretto – spiega – mettere una persona davanti ad un fatto compiuto”. Per tutto cio’ che, quindi, riguarda il metodo applicato per decidere, la “piddina” rileva un impronta “dispotica” o quanto meno un “esercizio del potere” molto forte. “Un potere – afferma – che nella maggior parte dei casi è maschile su una donna e che comincia ad essere davvero fastidioso da sopportare”. Un trattamento, stando a quanto fa notare Ramona Furiani, che questa volta è toccato a Fabrizia Renzini, ma il cui grimaldello si abbatte sovente anche sulle consigliere della Minoranza. “Spesso tali comportamenti – afferma con forza – comportano come effetto un certo svilimento morale”. Sotto la lente poi, Furiani passa “gli equilibri di Maggioranza”. L’esponente del Centrosinistra, che crede non difficile vedere una Renzini quale elemento indipendente, sa perfettamente che questo non comprometterebbe la maggioranza numerica del Centrodestra.

Si puo’ si chiede Furiani, avere una tale “miopia nel non porsi un problema politico dentro questa Maggioranza”. “Non credo – afferma – di essere una persona che vive  in modo scollato la politica dalla realtà e credo di vedere abbastanza bene cio’ che mi accade attorno. Mi chiedo, quindi, come puo’ il sindaco Stefano Ansideri, non rendersi conto che sussistono delle gravi difficoltà dentro a questa Maggioranza. Io credo che se noi andassimo a fare un sondaggio tra i consiglieri della Maggioranza sul gradimento dei primi sei mesi di questa legislatura, scopriremmo che pochi sono soddisfatti”. Si tratta, di fatto, di un “parlamentino” composto da quasi tutti “nuovi”, gente, in sostanza, che nella precedente legislatura non c’era.

Questi membri nuovi del Consesso – si domanda Furiani – su cosa sono stati chiamati a discutere fino ad oggi? “Da giugno a novembre – dice – l’intero consiglio di cosa ha discusso, ci troviamo a partecipare a consessi vuoti di ogni pratica. Al di fuori del piano della Isa, che è arrivato in consiglio dopo due anni e mezzo di iter politico burocratico grave, non abbiamo discusso di altro. Abbiamo visto progetto di recupero della piazza del Mercato ancora non completato e del quale nessuno è soddisfatto e in merito mi sono già espressa. Dopo questo? Niente”. La Consigliera ricorda poi l’attesa del “sottopasso di via Firenze” da sei anni e ricorda che il sindaco Ansideri si era impegnato a farlo “pensando che la responsabilità che non fosse stato realizzato fino ad allora fosse del Centrosinistra”. Chi si candida ad essere diverso lo deve essere nei fatti. “I fatti oggi ci dicono – aggiunge – che non c’è nessuna diversità tra chi c’era prima e chi è venuto dopo. Non si è fatto il sottopasso prima e lo si continua  non fare, in quanto abbiamo relegato ciò che è l’interesse pubblico all’andamento di mercato di un soggetto privato e di una società.”  Furiani attacca poi la scuola di XXV aprile.

“La scuola – dice – aveva un progetto quasi pronto, sono passati sei anni ed hanno elaborato ad un progetto elefantiaco e due mesi fa abbiamo assistito alla posticipazione di questo progetto, dal 2014 al 2015. Con lo stesso metodo con la quale è stata posticipata la realizzazione della rotatoria di via Roma e poi…niente…null’altro”. Ramona Furiani sostiene di non sapere dove la Maggioranza vuole portare questa città, né tanto meno cosa vogliano fare di Bastia Umbra.

“Abbiamo due strutture – rileva – dove attualmente ci possono dormire solo i topi e sono l’ex clinica Pelliccioli e il palazzo Comunale, chiuso con una documentazione che non ci è mai stata presentata”. Si scaglia poi contro il Prg (Piano regolatore generale). Secondo Furiani è fermo e non si sa dove.

“Tanti proclami, tante chiacchiere – dice -, abbiamo fatto un laboratorio di urban lab con 90 soggetti campionati, cioè un test su 90 persone in una città di ventiduemila abitanti e questo per loro è l’ascolto di questa città”.  Ammesso che sia stato fatto dovrebbero saltare fuori le risposte, secondo Furiani. E fa un elenco di esigenze, di necessità e di problemi non appagati né risolti che non troveranno soluzione neanche nel Quadro Strategico di Valorizzazione, che in fase di studio. “Il problema della Maggioranza – conclude – non è soltanto quello di assetto, di numeri e di alzate di mano in Consiglio. E’ un problema che si ripercuote sulla capacità amministrativa della giunta Ansideri. Ma Bastia Umbra non puo’ ancora aspettare che si trovino d’accordo su quello che vogliono fare tra di loro, sulle poltrone che si devono spartire, su chi parla su chi tace, piuttosto che su chi è più critico o più accondiscendente” .

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