Opposizione contesta gestione Palio Bastia Umbra del sindaco

Opposizione contesta gestione Palio Bastia Umbra del sindaco

Consiglieri criticano restrizioni evento identitario della comunità

I consiglieri comunali di Bastia Umbra replicano duramente al sindaco Erigo Pecci sulla gestione della più importante celebrazione identitaria della città: il Palio di San Michele. La contrapposizione politica emerge con forza attorno a scelte amministrative che, secondo l’opposizione, hanno modificato profondamente il clima della manifestazione, compromettendo l’esperienza dei cittadini.

Catia Degli Esposti e Fabrizio Raspa della Civica per Bastia, insieme a Paola Lungarotti e Giulio Provvidenza, a Stefano Santoni e Francesca Sforna di Fratelli d’Italia, e a Moreno Ricci del Gruppo Misto (Forza Italia), sottoscrivono una dichiarazione che tocca questioni cruciali riguardanti la manifestazione storica.

Restrizioni senza condivisione istituzionale

Il fulcro della critica riguarda le misure di sicurezza imposte negli ultimi due anni. I consiglieri contestano il fatto che queste restrizioni non siano state realmente concordate con le istituzioni cittadine né discusse apertamente. Un elemento cruciale emerge dalla documentazione: lo svuotamento della piazza immediatamente dopo la Lizza rappresenta una novità assoluta rispetto ai sessant’anni di storia precedente della manifestazione, durante i quali non si erano mai registrati disordini o situazioni di pericolo.

Secondo la replica dei rappresentanti civici e del centrodestra, la narrazione del sindaco risulta “fuorviante e mistificatrice” poiché riduce la questione ai soli aspetti tecnici degli arredi urbani, eludendo il tema centrale della sicurezza dell’evento.

Il progetto contestato e le responsabilità amministrative

I firmatari puntano il dito sulla delibera della Giunta Pecci del 12 dicembre 2025 che ha approvato il progetto di variante della piazza includendo gli arredi. Secondo l’opposizione, qualora il progetto avesse comportato i disagi oggi denunciati, quella sarebbe stata l’occasione opportuna per intervenire. La mancata modifica in quella fase rappresenterebbe una responsabilità amministrativa evidente.

Gestione complessiva sotto accusa

Oltre alla questione specifica del Palio, i consiglieri allargano lo sguardo alla gestione generale dell’amministrazione municipale. Citano il cantiere della palestra delle scuole medie e i lavori in via San Francesco come esempi di criticità nella gestione dei progetti in corso. Questa frammentarietà progettuale sarebbe indicativa di un’incapacità di coordinamento più ampia.

La questione della trasparenza e del coinvolgimento

Elemento ricorrente nella replica è l’accusa di scarsa trasparenza decisionale. I consiglieri sottolineano come il sindaco continui a scaricare responsabilità su altri soggetti piuttosto che affrontare le questioni con vera apertura istituzionale. La mancanza di un confronto autentico con tutte le forze politiche cittadine viene interpretata come chiusura decisionale, contraddittoria rispetto ai valori progressisti che l’amministrazione dichiara di rappresentare.

Una manifestazione che appartiene a tutta la comunità

Nella conclusione della replica emerge un principio fortemente ribadito: il Palio di San Michele non è patrimonio di una parte politica, ma dell’intera collettività bastiola. Proprio per questo motivo, le scelte che lo riguardano dovrebbero coinvolgere tutte le componenti cittadine attraverso processi decisionali inclusivi e trasparenti.

Lo scontro sugli arredi urbani

Riguardo alla mozione sulla quale il sindaco ha lamentato “ostacoli”, i consiglieri chiariscono che la loro cautela derivava dalla preoccupazione di una strumentalizzazione politica dell’iniziativa. Temevano da un lato il tentativo di appropriarsi di presunti risultati inclusivi, dall’altro il coinvolgimento delle opposizioni meramente formale, finalizzato a scaricare responsabilità in caso di ulteriori problematicità.

Gli arredi, già previsti e condivisi nei progetti iniziali insieme all’Ente Palio di San Michele, erano stati concordati come rimovibili. La loro amovibilità avrebbe potuto rappresentare una soluzione flessibile, elemento su cui l’amministrazione non avrebbe affrontato compiutamente il tema.

L’appello finale alla responsabilità condivisa

La replica si conclude con un appello rivolto al sindaco affinché interpreti veramente il ruolo di rappresentante di tutti i cittadini, superando le contrapposizioni ideologiche e le attribuzioni sistematiche di colpe ad altri soggetti. Amministrare, sottolineano i consiglieri, significa garantire sicurezza ma anche permettere ai cittadini di vivere pienamente le manifestazioni identitarie della comunità, non di rinunciarvi.

I firmatari della dichiarazione ribadiscono la volontà di proseguire nella richiesta di dialogo autentico e di coinvolgimento istituzionale vero, giacché il Palio appartiene a tutta Bastia Umbra senza distinzioni politiche.

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