Caccia Village trasforma Bastia Umbra in capitale venatoria nazionale

Un evento che raccoglie trecento aziende e accende i riflettori sul turismo outdoor

Torna dal 16 al 18 maggio presso Umbriafiere l’appuntamento che ha trasformato una semplice rassegna espositiva in un’esperienza comunitaria senza precedenti nel panorama venatoria nazionale. Caccia Village 2026 si prepara a ospitare oltre trecento aziende provenienti dall’Italia e dall’estero, consolidando il suo ruolo di epicentro dove la cultura della caccia contemporanea incontra l’innovazione tecnologica e l’ospitalità territoriale.

Un villaggio che va oltre l’esposizione tradizionale

Bastia Umbra diventerà per tre giorni il centro pulsante di un universo che abbraccia armi, ottiche, accessoristica, cinofilia, abbigliamento tecnico e turismo esperienziale. La manifestazione ha definitivamente superato il modello fieristico tradizionale per affermarsi come luogo di dialogo autentico tra aziende, appassionati, istituzioni e nuove generazioni di cacciatori. Questo passaggio concettuale distingue l’evento da tutte le altre proposte del settore: non più semplicemente vetrina commerciale, ma comunità viva dove condividere passione e valori legati all’outdoor e alla caccia sostenibile.

I residenti di Bastia Umbra potranno accedere all’evento con un biglietto ridotto a otto euro, favorendo la partecipazione locale e il coinvolgimento territoriale, aspetto che rimarca l’impegno organizzativo nel radicamento con le comunità ospitanti.

Le linee di tiro rimangono il cuore dell’esperienza

Tra gli spazi più attesi del programma figurano le celebri linee di tiro, dove visitatori e appassionati potranno sperimentare direttamente le ultime innovazioni del settore in collaborazione con i principali brand internazionali. Questo spazio esperienziale rimane il fulcro attorno al quale ruota la proposta di valore dell’intera manifestazione, permettendo ai partecipanti di valutare attrezzature e equipaggiamenti in condizioni realistiche.

Gli spettacoli di tiro acrobatico con protagonisti come Raniero Testa e Davide De Carolis promettono performance che negli anni hanno consolidato il loro appeal presso il pubblico, attirando migliaia di spettatori interessati a coniugare tecnica, adrenalina e sicurezza.

L’elemento gastronomico diventa protagonista della narrazione

Una delle evoluzioni più significative di questa edizione riguarda l’espansione del progetto “Cibo selvaggio”, contenitore dedicato alla valorizzazione gastronomica della selvaggina attraverso filiere certificate e sostenibili. Per la prima volta in una fiera venatoria nazionale, sarà presente una macelleria specializzata dove acquisire direttamente carni provenienti da filiere selvatiche italiane certificate: daino, capriolo, cervo, muflone e cinghiale.

Il programma prevede degustazioni guidate, sessioni di show cooking e momenti divulgativi coordinati da Fondazione UNA e Franchi Food Academy, con l’obiettivo di raccontare il valore culturale e territoriale della cucina contemporanea basata su selvaggina. Questo approccio trasforma il cibo in vettore di comunicazione, connettendo tradizione rurale, sostenibilità ambientale e innovazione culinaria.

Nuove aree esperienziali ampliano l’offerta di contenuti

L’edizione 2026 introduce la Wild Arena, uno spazio live dedicato a incontri, presentazioni editoriali, show cooking, talk e approfondimenti su tematiche ambientali, sostenibilità e cultura venatoria contemporanea. Accanto a questo, debutta il Tiro Village sviluppato in collaborazione con Fitav, che amplia le opportunità di apprendimento pratico e confronto tecnico.

Queste aree rappresentano il consolidamento di una strategia organizzativa volta a moltiplicare i punti di contatto tra pubblico e contenuti, trasformando la manifestazione in un’esperienza multisensoriale dove informazione, svago, shopping e formazione si intrecciano naturalmente.

Il respiro internazionale e istituzionale si allarga

Un elemento di rilievo concerne l’ampliamento della partecipazione istituzionale: per la prima volta, quattro regioni italiane oltre all’Umbria — Toscana, Calabria, Campania e Sardegna — parteciperanno ufficialmente per promuovere i propri territori, tradizioni rurali e proposte di turismo esperienziale. Questa scelta segnala il riconoscimento della manifestazione come strumento efficace per la valorizzazione culturale e commerciale dei patrimoni venatici regionali.

La Federazione della Caccia di Malta porterà uno stand dedicato alla promozione del patrimonio venatorio maltese, consolidando il profilo internazionale dell’evento. Tra gli appuntamenti internazionali spicca la presentazione del volume “Game recipes from Malta”, premiato ai Gourmand Awards come miglior libro di ricette a base di selvaggina a livello mondiale, riconoscimento che evidenzia la convergenza tra eccellenza gastronomica e cultura della caccia.

Gli incontri tematici affrontano questioni contemporanee rilevanti

Il palinsesto include due importanti convegni sulla filiera della selvaggina, sul benessere animale e sulla valorizzazione sostenibile del territorio, promossi da Afor, 3A-Pta, Umbraflor e Regione Umbria. Tra i relatori figurano chef Edoardo Tilli, autore di “Deep Raw: La filosofia delle frollature”, e la giornalista Rai Erika Baglivo, destinataria del premio “La voce degli animali” per il suo contributo alla divulgazione su tematiche di benessere animale.

Lunedì 18 maggio è previsto il “Forum Caccia Umbria: futuro dell’attività venatoria in Umbria tra sostenibilità e nuovo Piano faunistico”, momento di confronto tra istituzioni e associazioni su questioni strutturali riguardanti il settore venatorio regionale e nazionale.

La sicurezza diventa standard di eccellenza

Un traguardo significativo riguarda il profilo della sicurezza: Caccia Village 2026 sarà la prima fiera venatoria cardioprotetta d’Italia, con dispositivi salvavita e personale formato distribuiti sistematicamente all’interno della manifestazione. Questa scelta riflette l’impegno organizzativo nel garantire standard qualitativi avanzati e una gestione responsabile dell’evento.

Lo sguardo futuro di chi costruisce l’evento

Andrea Castellani, patron della manifestazione, sintetizza il senso evolutivo di Caccia Village affermando che l’evento rappresenta oggi molto più di una semplice fiera: un punto di incontro concreto per una comunità in crescita costante, unita da valori, passione e cultura legati al mondo venatorio e all’outdoor. L’obiettivo organizzativo rimane quello di offrire un’esperienza progressivamente più immersiva, moderna e coinvolgente, capace di connettere aziende, pubblico, territorio e contenuti culturali in un continuum narrativo coerente.

Con layout rinnovato, aree esperienziali inedite, programmazione live articolata, degustazioni curate e centinaia di brand presenti, l’edizione 2026 consolida Caccia Village nella posizione di appuntamento primario nazionale dedicato al mondo venatorio, outdoor e rurale contemporaneo.

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