Ex Hotel “La Villa” non è appropriato per un centro di accoglienza

Il sindaco e la giunta di Bastia Umbra esprimono preoccupazioni

Hotel la Villa, perché il Comune non ha fatto subito sopralluogo?

Ex Hotel “La Villa” non è appropriato per un centro di accoglienza

Il sindaco e la giunta di Bastia Umbra hanno espresso preoccupazioni riguardo all’ex Hotel “La Villa”, che dovrebbe diventare un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS). Queste strutture, gestite da cooperative e associazioni, sono destinate all’accoglienza eccezionale dei migranti e vengono individuate dai Prefetti attraverso bandi di gara, come previsto dall’articolo 11 del D. Lgs. n. 142/15.

Il sindaco di un comune, pur avendo il compito di assicurarsi che le norme edilizie siano rispettate, non ha voce in capitolo nelle decisioni della Prefettura, che agisce in piena autonomia. In questo caso, la Prefettura ha assegnato la gestione del centro di accoglienza all’Arcisolidarietà Ora d’Aria ODV ETS Onlus.

Le preoccupazioni del sindaco e della giunta non riguardano l’accoglienza in sé. Infatti, la storia recente del comune di Bastia Umbra testimonia un forte impegno verso l’accoglienza e l’inclusione, come dimostra l’opera di accoglienza degli ucraini promossa dal comune stesso. Tuttavia, il sindaco e la giunta ritengono che l’ex Hotel “La Villa” non sia un luogo appropriato per un centro di accoglienza.

Un’altra preoccupazione riguarda il futuro dell’ex hotel. Il timore è che il nuovo gestore possa trasformarlo in un luogo permanente di “accoglienze temporanee”. Per queste ragioni, il Presidente del Consiglio Comunale ha convocato una riunione dei capigruppo per discutere la necessità di convocare un Consiglio comunale aperto sull’apertura del Centro di accoglienza rifugiati in Località Bastiola.

L’obiettivo è organizzare un incontro tra la Giunta, la cittadinanza, il Prefetto e l’Arcisolidarietà Ora d’Aria ODV ETS Onlus. Il sindaco e la giunta credono che amministrare significhi avere chiare le azioni da compiere, in scienza e coscienza, con strumenti possibili e normativamente legittimi, e che i cittadini siano sempre autonomi nel discernere tra propagandismo e sano realismo.

 

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