“La cuoca di d’Annunzio”, un libro, una serata di buona cultura e di convivialità

La cuoca di d'Annunzio, una serata di buona cultura e di convivialità

“La cuoca di d’Annunzio”, una serata di buona cultura e di convivialità
Presentato, da Fabrizia Renzini, il libro di Miliani e Santeroni. Servito del Porto con cioccolatini Fiat

Un’attenta e folta platea quella di ieri nella Sala della Consulta del Comune di Bastia Umbra per la presentazione del libro “La cuoca di d’Annunzio” di Donatella Miliani e Maddalena Santeroni (Ed. UTET). Un d’Annunzio diverso rispetto a quello conosciuto da intere generazioni sui banchi di scuola e nei libri di testo è stato proposto agli ospiti dalle due autrici, introdotte dall’Avvocato Fabrizia Renzini e moderate da Marcello Migliosi, direttore di TEF Channel ed Umbria Journal.

Personaggio eclettico, raffinato esteta, profeta della Patria e superuomo, ma soprattutto poeta dolce e malinconico, uomo generoso ed attento, amante instancabile, indiscusso seduttore e gran gourmet il d’Annunzio presentato ieri, per la prima volta, a Bastia.

Piatti semplici sapientemente cucinati per lui da Albina, sua fedele cuoca, madre ed amica, confidente e consigliera, e che egli stesso ribattezzò Suor Ghiottizia o Suor Intingola; unica donna della sua vita con cui visse un rapporto molto stretto e profondo ma di assoluta castità. Tutto questo,  grazie alla volontà del Consigliere Comunale Renzini che ha saputo  creare la giusta atmosfera per un pomeriggio tra amici all’insegna della buona cultura e della convivialità.

Fedele ad un passo del libro, Fabrizia Renzini, che ha organizzato l’appuntamento culturale, ha inaspettatamente offerto agli ospiti, tra una disquisizione e l’altra, un assaggio di cremini Fiat della nota casa Majani, accompagnati da un sorso di Porto Ruby, proprio come il Vate amava offrire alle sue amanti in quel del Vittoriale; il tutto rigorosamente servito agli ospiti da un cameriere in divisa nera e guanti bianchi per non disattendere la rigorosa e raffinata “arte del servire” del Poeta.

[otw_shortcode_info_box border_color_class=”otw-black-border” border_style=”bordered” shadow=”shadow-inner” rounded_corners=”rounded-10″ background_pattern=”otw-pattern-1″]Tra il pubblico intervenuto, il sindaco, Stefano ansideri, l’assessore alla cultura, Claudia Lucia, e i consiglieri, Pasquale Borgarelli e Simona Carosati[/otw_shortcode_info_box]

“Un azzeccatissimo omaggio a d’Annunzio il quale – come pochi sanno, rI corda Fabrizia Renzimi – fu proprio l’ideatore del packaging di questo cioccolatino che accompagnò, nel 1910, la campagna pubblicitaria per il lancio della Fiat Tipo 4; quattro sono infatti gli strati di cioccolata del famoso cremino della Majani”

E per finire, ancora in perfetto stile dannunziano, non poteva mancare un delicato omaggio alle autrici da parte dell’organizzatrice: rose rosa… proprio come quelle che il d’Annunzio, indomabile seduttore e raffinato esteta, amava unire alle violette per omaggiare le sue tante, innumerevoli, donne.

“A questa serata ne seguiranno sicuramente delle altre – annuncia l’avvocato Renzini -. Mi diverte organizzare cose un po’ diverse da quelle cui siamo abituati, ponendo l’attenzione soprattutto alla qualità e alla ricerca del particolare. In fondo credo sia questo ciò che la gente vuole…”.

E noi, fiduciosi, ci prepariamo al prossimo evento!

Donatella Miliani e Maddalena Santeroni
Donatella Miliani e Maddalena Santeroni

Libro

[otw_shortcode_info_box border_type=”bordered” border_color_class=”otw-black-border” border_style=”bordered” shadow=”shadow-inner” rounded_corners=”rounded-10″ background_pattern=”otw-pattern-1″]Per quasi vent’anni Gabriele d’Annunzio comunicò con la sua cuoca per mezzo di una miriade di piccoli biglietti, inviati a ogni ora del giorno e della notte. Messaggi maliziosi, coloriti e affettuosi, indirizzati da d’Annunzio (o meglio dal “Padre Priore”, come spesso il poeta, nell’insolita corrispondenza, amava firmarsi) alla fedelissima Albina Lucarelli Becevello, alias “Suor Intingola”: l’unica donna con cui d’Annunzio visse in assoluta sintonia – e castità – dagli anni veneziani al buen retiro finale nello splendido Vittoriale di Gardone Riviera. Sono decine e decine i biglietti per Albina a cui il Vate ha affidato, in ogni momento della giornata, le sue imprevedibili richieste culinarie: costolette di vitello e frittata, cannelloni e patatine fritte, pernice fredda, biscotti e cioccolata, ma soprattutto uova sode, sicuramente l’alimento preferito da d’Annunzio, che ne andava così ghiotto da paragonarne gli effetti a quelli di una “estasi divina”. Salutista attentissimo alla forma fisica, oltre che raffinato gourmet – molto interessato alla genuinità e alla freschezza delle materie prime, ma anche a valorizzare, con intuizione estremamente moderna, i prodotti locali –, d’Annunzio alternava infatti giorni di digiuno quasi completo a scorpacciate disordinate e compulsive, spesso provocate dall’arrivo di qualche amante. Erano quelli i momenti in cui il poeta si sbizzarriva maggiormente in dettagliate disposizioni culinarie, con modi ora scherzosi e poetici ora più perentori, indirizzate alla fidata “Suor Intingola”, sempre pronta a preparare sul momento elaborati menù in cui eros e cibo si combinavano in un sodalizio perfetto: ricette sorprendenti, accostamenti sontuosi e ricercati, inventivi abbinamenti anche cromatici. A casa d’Annunzio perfino il cibo infatti «diventava fonte di piacere, di coinvolgimento emotivo, di seduzione, di bellezza», come scrive Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani, nelle prime pagine di questo libro “saporito”, ricco e composito quanto una tavola imbandita, che, con vero spirito dannunziano, può essere letto anche come un originalissimo manuale di seduzione culinaria.[/otw_shortcode_info_box]

 

Donatella Miliani è responsabile delle pagine culturali dell’edizione umbra de La Nazione, è giornalista professionista dal 1992. Per anni è stata corrispondente dall’Umbria del Corriere della Sera. Ha avuto esperienze radiofoniche in Rai e televisive nelle emittenti private. Ex giocatrice di pallavolo (ha militato a lungo in serie A), si è avvicinata al giornalismo proprio cominciando dallo sport, per poi passare alla cronaca nera e giudiziaria prima di approdare definitivamente a quella che è la sua passione da sempre: cultura e spettacoli. Appassionata di musica, cinema, teatro e arte, ama tutte le cose belle in genere. Fin da piccola è stata ‘stregata’ dal Jazz, che ha scoperto proprio grazie a Umbria Jazz, realizzando poi il sogno di occuparsene come giornalista.

Maddalena Santeroni, è nata e vive a Roma, sposata. Si occupa da anni di comunicazione e ufficio stampa; ha ideato e organizzato il Premio Arte Sostantivo Femminile che si tiene alla Gnam ogni anno l’8 marzo. Presidente dell’associazione Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia che supporta le attività della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea di Roma; dal 2010 ha lavorato saltuariamente al Vittoriale, cosa che l’ha legata definitivamente a d’Annunzio. Ama cucinare, l’arte, il cinema non necessariamente in quest’ordine.

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