Accordo socio-sanitario, via libera all’unanimità per i nuovi servizi alle fragilità

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Approvato in Consiglio il programma che unifica sociali e sanitari nella zona di Assisi

Il Consiglio Comunale ha dato il via libera senza alcun voto contrario all’Accordo di Programma tra la Zona Sociale n. 3 e la ASL Umbria 1. L’intesa, siglata nella seduta di mercoledì 18 marzo, rappresenta il tassello fondamentale per l’attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) destinati a persone non autosufficienti e con disabilità.

L’obiettivo principale del provvedimento è abbattere definitivamente le barriere tra il settore sociale e quello sanitario. Si punta a costruire un modello integrato in cui l’assistenza non sia più frammentata, ma ruoti attorno a un unico punto di contatto per il cittadino.

Il cuore del nuovo sistema: il PUA

L’innovazione più rilevante introdotta dall’accordo è il rafforzamento dei Punti Unici di Accesso (PUA) . Questi sportelli diventano la porta d’ingresso obbligata e unitaria per chiunque necessiti di sostegno. Non si tratta solo di un punto di accoglienza, ma di una struttura in grado di offrire un primo orientamento e una valutazione iniziale del bisogno, evitando al cittadino il pellegrinaggio tra diversi uffici.

Nel territorio della Zona Sociale n. 3, che comprende i comuni di Assisi (capofila), Bastia Umbra, Bettona, Cannara e Valfabbrica, il PUA troverà sede operativa all’interno della Casa della Comunità di Bastia Umbra. Questa scelta strategica punta a rafforzare il welfare di prossimità, portando i servizi direttamente nel cuore delle comunità locali.

Un percorso su misura per la persona

Una volta attivato l’accesso al PUA, il sistema prevede l’attivazione di un percorso strutturato. Il fulcro di questo iter è la definizione di un Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) . A differenza del passato, questo piano non sarà il risultato di una valutazione parcellizzata, ma scaturirà da un’analisi multidimensionale condotta da équipe miste composte da professionisti del sociale e della sanità.

L’approccio integrato consente di garantire risposte personalizzate e continuative. L’attenzione è focalizzata sul miglioramento della qualità della vita delle persone fragili, con l’obiettivo dichiarato di favorire la permanenza nel proprio domicilio e nel contesto di vita abituale, limitando il ricorso all’istituzionalizzazione ai soli casi di effettiva necessità.

Coinvolgimento del Terzo Settore

L’accordo non si limita a definire i rapporti tra enti pubblici e ASL. Un ruolo di primo piano è riservato al Terzo Settore e alle reti associative del territorio. La strategia prevede l’utilizzo di strumenti innovativi come la co-programmazione e la co-progettazione, riconoscendo nelle associazioni e nel volontariato un partner imprescindibile per costruire un welfare realmente comunitario e capillare.

Le dichiarazioni istituzionali

La Vicesindaca e Assessora alle Politiche Sociali, Elisa Zocchetti, ha sottolineato il valore strategico dell’operazione. Secondo l’assessora, l’intesa rappresenta un rafforzamento concreto dell’integrazione socio-sanitaria, con l’obiettivo di semplificare la vita di cittadini e famiglie. “Mettiamo al centro la persona” ha dichiarato Zocchetti, evidenziando come l’accordo consenta di costruire percorsi di presa in carico realmente personalizzati, capaci di rispondere con maggiore efficacia ai bisogni diffusi della comunità.

Con l’approvazione unanime di questo strumento, il territorio compie un passo decisivo verso un sistema di welfare più equo, accessibile e capace di offrire risposte tempestive e di qualità alle fasce più vulnerabili della popolazione.

 

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