Bastia Umbra accorpa il servizio da Santa Maria degli Angeli
La USL Umbria 1 ha avviato il processo di eliminazione della Guardia Medica nel centro urbano di Santa Maria degli Angeli attraverso la delibera numero 463 del 2026. Il presidio di continuità assistenziale, collocato in Viale Patrono d’Italia, verrà sopresso e il servizio confluirà presso il Palazzo della Salute di Bastia Umbra, distante sette chilometri dal territorio interessato. La decisione è stata formalizzata dall’Allegato 14, protocollato il sedici marzo di quest’anno, firmato dal direttore del distretto dell’Assisano e comunicata alla direzione sanitaria già dal primo luglio dell’anno precedente.
Le implicazioni della riorganizzazione sanitaria
Il trasferimento del servizio comporta conseguenze significative per una comunità che conta oltre diecimila abitanti residenti, alle quali si aggiungono le frazioni circostanti e migliaia di pellegrini che giungono annualmente per le celebrazioni francescane e il Perdono di Assisi. Un cittadino che durante le ore notturne necessiti di intervento medico, così come un anziano colpito da un improvviso malore durante il fine settimana o un visitatore che si trovi in condizioni di emergenza domenicale, dovrà recarsi a Bastia Umbra senza la possibilità di utilizzare i trasporti pubblici durante le fasce orarie interessate.
La motivazione sottesa alla soppressione del presidio rimanda a una razionalizzazione economica: il sistema regionale intende conseguire risparmi pari a centomila euro su base annuale. Una cifra che, rapportata alla popolazione servita, corrisponde a meno di dieci euro per ogni abitante. Tale importo rappresenta il valore attribuito dalla struttura sanitaria al diritto costituzionale alla salute per i residenti di Santa Maria degli Angeli.
La mobilitazione dell’opposizione consiliare
Il consigliere Francesco Fasulo, esponente di Forza Italia e capogruppo in consiglio comunale, ha sottoposto all’assemblea civica un ordine del giorno finalizzato al blocco della decisione e alla tutela dei diritti sanitari collettivi. Il documento ricorre ai fondamenti costituzionali per contestare la riduzione dei servizi essenziali, rimandando all’articolo trentadue della Costituzione italiana, che garantisce la protezione della salute quale diritto inviolabile, e alla giurisprudenza della Corte Costituzionale, che ha chiarito come le necessità di equilibrio di bilancio non possono compromettere il nucleo irriducibile del diritto alla salute.
La continuità assistenziale rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ossia negli interventi e nelle prestazioni che lo Stato si impegna a garantire su tutto il territorio nazionale senza eccezioni territoriali. Il principio normativo stabilisce che tali livelli non possono essere aboliti al fine di contenere le spese amministrative, in quanto ciò comporterebbe una violazione delle garanzie costituzionali.
Le rivendicazioni dell’opposizione
L’ordine del giorno presentato da Fasulo vincola il sindaco e la giunta a intraprendere azioni immediate rivolgendosi al presidente della regione, al direttore della USL e al responsabile del distretto assisano. Richiede altresì la revoca del progetto, la promozione di iniziative istituzionali coordinate a livello regionale, tra cui la Conferenza dei Sindaci, e l’audizione presso le competenti commissioni regionali. Il documento impegna inoltre l’amministrazione a valutare possibili ricorsi giurisdizionali a difesa dei diritti costituzionali, a sollecitare il rafforzamento infrastrutturale del presidio anziché la sua estinzione, e a riferire periodicamente al consiglio sullo stato dell’avanzamento della questione.
Il silenzio dell’amministrazione locale
Il sindaco e l’apparato amministrativo comunale non hanno ancora espresso posizioni pubbliche riguardo alla decisione della regione. Secondo le critiche mosse dalla minoranza consiliare, l’assenza di iniziative risulta particolarmente inopportuna considerando che la presidente della regione Stefania Proietti, già sindaco di Assisi, possiede una conoscenza approfondita della situazione sanitaria locale. È la sua amministrazione regionale che ha sottoscritto le delibere di riduzione dei servizi e che ha trasmesso alla USL le direttive di contenimento della spesa pubblica.
Il contrasto sottolineato dall’opposizione riguarda la rilevante attività di comunicazione sui canali social relativamente a inaugurazioni di opere minori, priva di corrispondenza con l’assenza di advocacy istituzionale nei confronti della regione. Fasulo sottolinea come amministrare una città significhi anzitutto preservare i servizi essenziali, non produrre contenuti multimediali celebrativi di opere pubbliche.
Il contesto più ampio dei tagli alla sanità territoriale
La soppressione della Guardia Medica si inserisce in un quadro più esteso di ridimensionamento della rete sanitaria territoriale nel comune di Assisi. Negli ultimi anni si sono registrati la chiusura di ambulatori, la riduzione dei posti letto ospedalieri e il generale depotenziamento dei servizi di assistenza diffusa. Secondo la ricostruzione dell’opposizione, tali decisioni non hanno mai generato reazioni pubbliche da parte dell’amministrazione comunale.
Fasulo ha comunicato la propria intenzione di proseguire ogni azione istituzionale e politica, compreso il ricorso agli organi di controllo competenti, al fine di impedire lo smantellamento del servizio. In qualità di consigliere di strada, rappresentante della minoranza e capogruppo di Forza Italia, dichiara di porsi a disposizione della comunità fino alla salvaguardia piena della continuità assistenziale nel territorio di Santa Maria degli Angeli.

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