Intervento tempestivo dei militari contro il finto no profit
L’importante vetrina dedicata al settore agricolo e zootecnico ha visto un impegno straordinario delle forze dell’ordine per garantire il regolare svolgimento delle attività e la sicurezza dei visitatori. Durante le giornate della fiera Agriumbria, svoltasi presso il polo espositivo di Bastia Umbra, i Carabinieri della locale Stazione hanno intensificato il monitoraggio dei flussi per prevenire fenomeni di microcriminalità e disturbo al pubblico.
Presidio di sicurezza al Centro Fieristico Maschiella
L’attenzione si è concentrata in particolare sulle aree di maggior afflusso, dove la densità di persone favorisce tentativi di raggiro basati spesso sulla buona fede dei partecipanti. In questo scenario, l’attività preventiva ha permesso di individuare situazioni di criticità legate a condotte illecite travestite da iniziative benefiche.
Scoperto schema fraudolento ai danni dei visitatori
L’attività investigativa sul campo ha portato alla denuncia a piede libero di tre donne di origini rumene, di età compresa tra i 22 e i 34 anni e provenienti dall’Emilia Romagna. Le indagate sono state intercettate mentre mettevano in atto una metodica raccolta di denaro presentata come sostegno a una presunta associazione per disabili. Per rendere credibile la messinscena, il gruppo si era dotato di tesserini identificativi e documentazione con loghi contraffatti, strumenti necessari per ingannare la sensibilità dei presenti e ottenere donazioni immediate. Gli accertamenti hanno subito rivelato l’inesistenza dell’ente citato, facendo scattare l’accusa di concorso in esercizio molesto dell’accattonaggio attraverso raggiri documentali.
Sequestro dei proventi e della documentazione falsa
L’intervento dei Carabinieri ha interrotto l’azione delittuosa proprio nel cuore della manifestazione. Oltre al deferimento all’Autorità Giudiziaria di Perugia, i militari hanno provveduto al sequestro amministrativo di tutto il materiale utilizzato per la finta attività di volontariato. Sotto i sigilli è finita anche la somma di 475 euro, recuperata direttamente dalle indagate e considerata il frutto delle donazioni estorte con l’inganno durante le ore di permanenza nel centro fieristico. L’operazione ribadisce l’importanza della vigilanza costante in occasione di eventi di risonanza nazionale, dove la protezione del consumatore e del cittadino resta una priorità per le istituzioni locali.
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