Il Comitato impugna la delibera a Bastia Umbra denunciando criticità
Il Comitato “Sì Rotatoria – No T‑Red San Lorenzo” ha notificato un ricorso al TAR dell’Umbria contro la delibera con cui il Comune di Bastia Umbra ha disposto la riattivazione del sistema di rilevazione automatica delle infrazioni semaforiche all’incrocio tra via Höchberg, via Atene e via delle Nazioni. Una scelta che, secondo i promotori, non nasce da un confronto tecnico approfondito, ma da atti amministrativi giudicati fragili, generici e privi di motivazioni puntuali.
T-Red al centro del ricorso del Comitato
Il ricorso, spiegano dal Comitato, non ha alcuna matrice ideologica: si fonda su elementi documentali che mettono in discussione la legittimità della procedura, la reale pericolosità dell’intersezione e il rischio concreto di ripetere errori già costati caro alla città.
Motivazioni giudicate insufficienti
La normativa impone che l’installazione o la riattivazione di un sistema automatico di controllo del rosso sia sostenuta da dati sugli incidenti, analisi tecniche e valutazioni comparative con soluzioni alternative. Secondo il Comitato, la delibera impugnata non rispetta questi requisiti: si limita a richiami generici alla “sicurezza stradale”, senza indicare un incremento degli incidenti, senza correlazioni tra sinistri e passaggi col rosso, senza studi tecnici che dimostrino la necessità del dispositivo.
di Katiuscia Malfetta e Paola Mela
In assenza di elementi oggettivi, sostengono i ricorrenti, non viene chiarito perché proprio quell’incrocio sarebbe oggi così critico da richiedere un sistema sanzionatorio automatico, soprattutto considerando che negli ultimi anni non risultano episodi significativi tali da giustificare un intervento così invasivo.
Il nodo delle infrazioni e il sospetto di un uso “fiscale”
Dall’analisi degli atti emerge che il parametro utilizzato dal Comune non sarebbe il numero di incidenti, ma quello delle infrazioni rilevate. Per il Comitato, questo approccio rischia di trasformare il T‑Red in uno strumento orientato più alla produzione di entrate che alla prevenzione.
La memoria cittadina è ancora segnata dal precedente del 2024, quando centinaia di verbali furono annullati perché giudicati illegittimi. Chi aveva pagato non fu rimborsato, mentre chi aveva presentato ricorso ottenne ragione, con costi legali rilevanti per l’ente pubblico. Una vicenda che, secondo i promotori del ricorso, non può essere ignorata.
L’assenza di omologazione dell’impianto
Nel ricorso viene evidenziato un punto ritenuto decisivo: l’apparato risulta approvato ma non omologato. La giurisprudenza, ormai consolidata, stabilisce che solo i dispositivi omologati possono produrre verbali validi. In mancanza di omologazione, le sanzioni sono destinate a essere dichiarate illegittime.
Riattivare un impianto privo di omologazione, con motivazioni giudicate generiche e senza dati storici a supporto, significa — secondo il Comitato — esporre i cittadini a multe contestabili e il Comune a un nuovo contenzioso seriale.
Il rischio di ripetere una storia già vista
Per i ricorrenti, l’Amministrazione rischia di imboccare nuovamente un vicolo cieco fatto di spese legali, annullamenti in autotutela, perdita di credibilità e danni economici per la collettività. Una prospettiva che appare ancor più incomprensibile alla luce dell’esistenza di una soluzione alternativa già prevista e finanziata: la rotatoria, ritenuta più efficace nel ridurre i punti di conflitto, abbassare la velocità dei veicoli e migliorare la sicurezza reale senza ricorrere a sistemi sanzionatori automatici.
La richiesta di sospensiva al TAR
Il Comitato ha chiesto al TAR dell’Umbria la sospensione immediata della delibera, per evitare che si ripeta quanto accaduto un anno fa. Nel frattempo, i promotori si dichiarano disponibili ad assistere chiunque riceva una multa, ritenendo che i verbali emessi con l’impianto riattivato siano privi dei requisiti di validità.
L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire sicurezza autentica, trasparenza amministrativa e una gestione della viabilità basata su soluzioni strutturali, non su strumenti percepiti come punitivi.
Ricorso al TAR – Documento integrale
Consulta il testo ufficiale presentato dal Comitato.
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