Energia rinnovabile guida la svolta sociale nelle CER umbre

Energia rinnovabile guida la svolta sociale nelle CER umbre

Furiani intervento a Umbriafiere rilancia il ruolo di Bastia Umbra

L’assessora del Comune di Bastia Umbra, Ramona Furiani, ha riportato questa mattina a Umbriafiere una visione netta e operativa sul futuro delle Comunità Energetiche Rinnovabili, intervenendo nel panel dedicato all’interno della conferenza “Un Nuovo Impulso”. Il suo contributo ha messo al centro un concetto chiave: l’energia non come semplice servizio tecnico, ma come bene condiviso, capace di generare valore ambientale, economico e sociale.

La CER come scelta politica e amministrativa

Furiani ha evidenziato come per un’amministrazione locale la sfida non sia aderire a un progetto, ma guidarlo, assumendo un ruolo attivo nella costruzione di un modello energetico partecipato. Ha sottolineato che un Comune non può limitarsi a essere “utente”, ma deve diventare promotore di un percorso collettivo, insieme a Umbriafiere, aprendo spazi di coinvolgimento per cittadini, imprese e associazioni.

Secondo l’assessora, la CER rappresenta un’occasione concreta per redistribuire benefici sul territorio, evitando concentrazioni di vantaggi e garantendo che ogni passaggio amministrativo sia orientato all’interesse pubblico. Un approccio che, nelle sue parole, richiede scelte politiche chiare, continuità amministrativa e una visione di lungo periodo.

Risparmio, stabilità e nuove risorse per il territorio

Nel suo intervento, Furiani ha richiamato l’attenzione sulle ricadute economiche dirette. Le Comunità Energetiche possono ridurre in modo significativo i costi energetici degli edifici pubblici – scuole, impianti sportivi, strutture culturali – offrendo una spesa più stabile e programmabile. Un vantaggio che diventa strategico in un periodo di forte volatilità dei prezzi.

Ha inoltre ricordato come la produzione condivisa di energia possa generare nuove risorse economiche, valorizzando superfici oggi sottoutilizzate: tetti di scuole, palestre, edifici comunali e strutture fieristiche. Spazi che, trasformati in punti di produzione energetica, diventano strumenti di sviluppo locale.

L’energia come leva di giustizia sociale

Il passaggio più marcato del suo intervento ha riguardato la dimensione sociale della transizione energetica. Furiani ha ribadito che una CER non è solo un progetto tecnico, ma un motore di inclusione, capace di sostenere famiglie fragili, contrastare la povertà energetica e finanziare iniziative educative e culturali.

Ha spiegato che le risorse generate devono essere orientate verso chi rischia di restare indietro, affinché la transizione ecologica non diventi un fattore di disuguaglianza, ma un’occasione per rafforzare la coesione sociale. Un approccio che trasforma l’energia da costo inevitabile a leva di equità.

Sinergia istituzionale e tempi rapidi

Nel ringraziare il Presidente di Umbriafiere e l’intera struttura tecnica, l’assessora ha riconosciuto il lavoro svolto in tempi stretti dai tecnici di Umbriafiere e del Comune di Bastia Umbra. Una collaborazione che ha permesso di completare atti e passaggi amministrativi complessi, dimostrando che la sinergia tra enti pubblici può accelerare processi innovativi.

Furiani ha concluso sottolineando che gli enti pubblici hanno il dovere di guidare la transizione energetica, trasformando l’energia da fattore di spesa a strumento di sviluppo e da possibile fonte di disparità a motore di inclusione. Una direzione che Bastia Umbra ha scelto di intraprendere insieme a Umbriafiere, con l’obiettivo di costruire un modello replicabile e radicato nella comunità.

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