Sagra della Pochetta, tradizioni gastronomiche tra passato e futuro
Sagra della Pochetta – Il patrimonio culinario umbro, trasmesso di generazione in generazione, conserva una parte fondamentale della memoria culturale regionale. A Costano, frazione di Bastia Umbra, si tramandano ricette e tecniche che abbracciano piatti semplici, ma ricchi di storia, e specialità celebri come la porchetta.
Marisa Meschini, figlia di Rina Tabarrini, famosa cuoca della zona, racconta come la cucina locale mantenga vivi metodi tradizionali, a partire dalla preparazione della pasta fatta in casa e dei sughi a cottura lenta. Negli anni ’50, la povertà economica obbligava le famiglie a risparmiare sugli ingredienti: le uova erano un lusso riservato alle festività, mentre per la colazione si consumavano legumi come ceci, fagioli e lenticchie. A pranzo si preparavano piatti semplici come pasta senza uova con sughi di concentrato di pomodoro e lardo; la cena prevedeva minestre e verdure dell’orto.
Evoluzione delle tradizioni culinarie
Negli anni ’60, scrive oggi il Corriere dell’Umbria, grazie a un miglioramento delle condizioni economiche, anche la cucina di Costano si arricchì. Le tagliatelle all’uovo, i cannelloni ripieni e la polenta con sughi di carne divennero parte integrante dei pranzi domenicali. Per i secondi piatti delle feste si preparavano polli, conigli e oche, spesso aromatizzati con erbe come rosmarino, alloro e salvia.
Le tradizioni dolciarie si legano invece alle festività: a Carnevale si cucinano gli strufoli, a Pasqua la torta dolce con canditi e uvetta, mentre per Natale il protagonista è il torciglione, un dolce a base di mandorle, zucchero, cacao e albumi montati a neve.
Il progetto di recupero delle tradizioni
L’assessore alla Cultura Paolo Ansideri ha annunciato l’avvio di un progetto, previsto per l’inizio del 2025, che mira a valorizzare la cucina tradizionale bastiola. Le iniziative coinvolgeranno anche eventi di formazione, in cui le donne del territorio insegneranno le antiche ricette ai più giovani.
La porchetta di Costano: un’eccellenza senza tempo
Uno dei simboli più noti della gastronomia locale è la porchetta di Costano, celebrata anche nella Sagra della Porchetta, a fine agosto. Roberto Meschini e Francesco Morroni, eredi della tradizione avviata da Luigi Lunghi nel 1963, gestiscono oggi la produzione e vendita della porchetta, utilizzando maiali selezionati da allevamenti locali.
La lavorazione segue metodi tramandati: il maiale viene disossato, condito con sale, pepe, rosmarino, finocchio selvatico e un mix di spezie, quindi cotto in moderni forni in acciaio. “Raccogliamo personalmente il finocchio selvatico sul Subasio – spiega Meschini – e lo facciamo essiccare per garantire l’aroma autentico. Non usiamo conservanti né coloranti, mantenendo la purezza degli ingredienti”.
Le radici della tradizione
Guido Piovene, nel suo libro Viaggio in Italia del 1957, descriveva la figura del porchettaio come un “residuo d’altri tempi”. Tuttavia, a Bastia Umbra, questa tradizione è ancora viva: in piazza del Mercato, un furgone gestito da Meschini e Morroni continua ad attirare sia residenti che turisti, desiderosi di gustare questa eccellenza locale.
La memoria gastronomica di Costano è il risultato di secoli di evoluzione, in cui la cultura rurale e la creatività delle famiglie umbre hanno trasformato ingredienti semplici in capolavori di sapore. Progetti come quello di Ansideri rappresentano una speranza concreta per il futuro, assicurando che questi saperi non vadano perduti.

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