Finisce nel sangue e con la galera un lite familiare, figlio aggredisce genitori per lo sballo

 
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Finisce nel sangue e con la galera un lite familiare, figlio aggredisce genitori per lo sballo

Un ragazzo del 1990 di Bastia Umbra è stato arrestato, ieri sera, dalla Polizia locale, al seguito del Maggiore Carla Menghella, in collaborazione con i carabinieri della città e poi quelli di Bettona. Il giovane, con diversi precedenti penali, ha aggredito madre, padre e uno zio – quest’ultimo era arrivato per difenderli dalla sua furia – perché voleva ad ogni costo i soldi per comprarsi le sostanze con le quali è solito sballarsi.

  • L’arresto è avvenuto in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia ed estorsione.

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A casa di questa famiglia è successo l’inferno. Quando ieri, attorno alle 16,30, sono arrivati gli agenti della Polizia locale di Bastia, c’era sangue dappertutto, nel piazzale antistante l’abitazione che si trova a Bastiola, nella veranda e all’interno della casa.

Da quanto è stato possibile apprendere, pare che la prima pattuglia della polizia locale composta da tre agenti, abbia richiesto, per avere ragione violenza del giovane, anche il supporto di una terza persona.

I poliziotti, a fatica, hanno contenuto la furia del ragazzo, che era tutto sporco di sangue e continuava ad essere fuori di sé. Da quello che è stato possibile capire, nell’aggredire la madre il 30enne si è ferito con un coltello da cucina, procurandosi tagli piuttosto seri, alla mano (circa 20 punti di sutura praticati in ospedale) e al ventre.

Non si capisce, ma è verosimile, se abbia o meno afferrato il coltello dalla parte della lama e si sia ferito nella furibonda colluttazione che ne è seguita prima che arrivasse la Polizia. Perché e come, al di là delle ipotesi e ricostruzioni più o meno probabili,  questo sia accaduto saranno le forze dell’ordine a stabilirlo.

Da quanto se ne sa, pare che anche lo zio abbia riportato una lesione, si dice dietro la testa, ma certo è che ricostruire la dinamica non è affatto facile. Tutto è al vaglio della Polizia locale di Carla Menghella e dei Carabinieri, al seguito del tenente colonnello Marco Vetrulli.

Sul posto, oltre alle pattuglie della Municipale e dei Carabinieri, anche i sanitari del 118 con una ambulanza che, una volta vista la gravità delle ferite, hanno trasportato il 30enne all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, scortatati dai Carabinieri.

L’inferno è finito attorno alle 2,40 di questa notte, quando il giovane è stato traferito nel carcere di Perugia Capanne.

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