Acd Bastia 1924, servono soldi per terminare campionato

 
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Ore decisive per il Bastia Calcio, Sandro Mammoli sta per lasciare
Sando MAMMOLI

Acd Bastia 1924, servono soldi per terminare campionato
Incontro, con istituzioni e imprenditori, a La Villa. Già si fa qualche nome per la nascita della società

«Dovremmo riuscire a catturare l’attenzione di tutti e non soltanto degli imprenditori, sopratutto quelli, come dire, a dimensione più piccola, ma che hanno delle vetrine sulle quali esporre il simbolo del ACD Bastia 1924. Serve, dunque, creare un senso di appartenenza alla squadra di calcio della città. Progetto che si può realizzare andando ad interessare, più che i singoli imprenditori, le categorie economiche del nostro territorio». La proposta l’ha lanciata il sindaco di Bastia Umbra, Stefano Ansideri, durante l’incontro che i vertici “Biancorossi”, hanno avuto con le istituzioni all’hotel La Villa di Bastiola.

Al tavolo, oltre al Primo cittadino, il suo vice, Francesco Fratellini, l’assessore allo sport, Filiberto Franchi, i presidenti, Sandro Mammoli e Gianfranco Abbati, il vice, Graziano Lombardi e il Dg, Moreno Marchi.
Il sindaco ha indicato i nomi, Cna, Conartigianato, Confesercenti, Confcommercio…«Tutte quelle sigle – ha detto Ansideri – che popolano il tessuto economico del nostro territorio. Andando a valorizzare il “vivaio” in quanto maggiore è l’attenzione dei giovanissimi per la squadra, maggiore è il numero delle famiglie che si coinvolgono. Creare, in sostanza una rete, che alla lunga potrebbe dare una eco attrattiva nei confronti di persone e realtà economiche. Anche piccole cifre, moltiplicate per “n” unità possono diventare importanti sul fronte del sostegno alla società sportiva».

Stefano Ansideri ha quindi proposto manifestazioni e iniziative in cui lo sport si possa unire alla cultura, alla musica o a qualsiasi altra arte. Proprio con l’intento di avvicinare quante più persone possibili all’ ACD Bastia 1929. «Ho vissuto da vicino tutto il cammino del cambio del vertice societario – ha detto Ansideri – e, nei tempi passati, amici imprenditori da me esortati a dare una mano alla squadra del Bastia, mi rispondevano regolarmente, no, fino quando non ci sarà altra compagine».

Il sindaco, poi, si è preso alcuni impegni personali per “procacciare” qualche nome, anche molto importante, da poter avvicinare all’Associazione. La situazione economica dell’Acd Bastia 1924, non è una novità, non è affatto florida, anzi tutt’altro. Per portare a termine il campionato servono poco più di 90 mila euro, una cifra consistente, ma non tanto se si mettessero in campo imprenditori e idee. Qualche nome, per altro, è già salito alla ribalta. Per ora tutto è appoggiato sulle spalle del presidente Sandro Mammoli che, in verità, da parecchio va chiedendo un aiuto concreto a chi, in passato, gli aveva detto: “Sì, vai avanti che poi ci sarò anche io al tuo fianco”.

«Capite tutti – ha detto Mammoli – che il Bastia non può andare avanti solo poggiato economicamente sulle mie spalle. Fino ad ora ci sono riuscito, ma con tanti sacrifici. Abbiamo ancora un bel pezzo di campionato davanti, ed è il tempo di formare una vera e propria società, sempre che a Bastia Umbra ci sia qualcun altro che abbia questo interesse. Se sono io solo – ha aggiunto – a manifestare questo interesse diventerà sempre più dura e non credo si posso andare avanti così. E’ davvero durissimo andare avanti così!».

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Mammoli ha detto che “sembrano (gli imprenditori ndr) tutti sordi e ciechi”. Sul progetto socio sportivo dei biancorossi è intervenuto il direttore generale, Moreno Marchi. «Non vorrei essere così pessimista – ha detto -, sapevamo che sarebbe stato un percorso difficile e complicato. Il progetto che stiamo portando avanti è quello, intanto, di rimettere insieme il settore giovanile e prima squadra, cercando di ricreare le condizioni di normalità e abbiamo già raggiunto la piena sintonia anche con il presidente Gianfranco Abbati. Si sta lavorando sullo sviluppo tecnico unificato e il primo passo è stato fatto».

Marchi ha poi ricordato le iniziative che hanno riportato la gente allo stadio.

Il Dg vede anche buone prospettive per il futuro, con le collaborazioni con società professionistiche importanti. «La situazione più faticosa in questo momento – ha spiegato Marchi – è superare le difficoltà di questo momento per poter concludere la stagione. Pur sempre senza perdere di vista l’obiettivo di costruire una prospettiva futura che dia la possibilità di far crescere lo sport in generale e il calcio in particolare».

Marchi ha ricordato che il settore giovanile consta di 250 iscritti, cui si aggiungono la juniores e la prima squadra. La creazione di una società vera e propria non è più rimandabile, fermo restando, che ci siano i soggetti disposti ad investire. L’incontro a La Villa era stato aperto dal vicesindaco Fratellini. «Ci siamo spesi – ha esordito – cercando di invitare imprenditori e le risposte ci sono e c’è la disponibilità da pare di diversi soggetti, compreso Renzo Forini, a patto che la società si strutturi». Fratellini ha poi ricordato quanto l’assessore Franchi ha fatto affinché possano essere aumentati gli spazi pubblicitari che si trovano allo stadio comunale e che possono essere una risorsa per la società.

3 Commenti

  1. BASTA CON QUESTO CALCIO…A BASTIA CI SONO TANTISSIME ALTRE REALTA’ SPORTIVE CHE COMBATTONO PER ANDARE AVANTI SENZA GRANDI SPONSOR E SFRUTTANDO SOLO LE LORO FORZE…
    POI CERTO, SE CON LE SOCIETA’ SI DEVONO TIRARE FUORI “STIPENDI”…
    I PROBLEMI DI BASTIA SONO ALTRI: PALAZZETTO INADEGUATO, STRUTTURA FATISCENTE.. SOCIETA’ CHE PER GIOCARE SONO COSTRETTE AD ESILIARE NEI COMUNI VICINI E LONTANI…E QUI SI PARLA SOLO DEL CALCIO INVECE CHE DI SPORT!!!

    • Hai perfettamente ragione Alessandro, ma il “calcio è il calcio” e noi che abbiamo vissuto (tu lo vivi ancora) di sport minori sappiamo perfettamente qual è il “sapore” di questa realtà. Noi nel karate pagavamo anche l’sicrizione per “prendere” cazzotti (magari noi ne davamo anche di più a quei tempi eheheheeh).

      Ciao allievo caro
      il tuo vecchio Maestro

      • e credo che ancora ne daremmo di più…perchè non è il calcio in se per se..ma chi ci gira intorno…anzi i soliti che ci girano in torno…
        Il comune deve prendere soldi?? forse è questo il vero motivo di tutto questo interessamento…
        Non sono un tifoso del Bastia, non vado allo stadio, ma credo che siano in parecchi a non andarci…
        Perché non manifestare a tutte quelle belle sigle l’intensione di costruire un palazzetto a modello di quello di Santa Maria degli Angeli???(stessa identica struttura, costruita dalla stessa ditta “Bastiola” per conto della provincia, é stata costruita in una città come Nocera Umbra che a numero di abitanti credo che non sia neppure paragonabile a Bastia..) Forse la Sir, il Basket, L’Asalb non dovrebbero andare in giro per la regione per poter giocare il loro campionato. Credo che tra tutte e tre le società si superi i 250 iscritti giovanili…ma noi non siamo affini al dio pallone…

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