Bastia Umbra, IMU, Proposta dei Sindaci virtuosi al Governo


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BASTIA UMBRA – È stata sottoscritta in questi giorni la proposta dei Sindaci virtuosi al Governo nazionale in materia di IMU ed inviata all’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per essere sostenuta e presentata nei tavoli tecnici istituzionali con il Governo stesso. Tra questi, ha aderito anche il Sindaco di Bastia Umbra Stefano Ansideri.

La proposta chiede al Governo di dirottare nel Fondo di Solidarietà Nazionale e ripartire con equità tra tutti i Comuni virtuosi, in proporzione al numero di abitanti, le risorse messe a disposizione dal bilancio statale per garantire il minor gettito IMU 2013 dei Comuni che non avevano aumentato l’aliquota sulla prima casa. In alternativa, i Comuni virtuosi chiedono che tali risorse vengano utilizzate per la riduzione del cuneo fiscale per diminuire il costo del lavoro, dimostrando che con responsabilità la Pubblica Amministrazione preferisce l’equità a favore dell’occupazione rispetto all’ingiusto trattamento ad alcuni di loro riservato.

“Questa proposta – sottolinea il Sindaco Stefano Ansideri – vuole evidenziare la serietà dei Comuni che hanno saputo programmare oculatamente gli interventi e le azioni sulla città, attraverso le risorse a propria disposizione, cercando di non gravare sui redditi dei cittadini. È evidente che, se il provvedimento venisse confermato, a bilanci di previsione 2013 ormai chiusi, nonostante le ripetute proroghe sino al 30 novembre 2013 (il Comune di Bastia Umbra lo ha approvato il 15 gennaio 2013, fra i primi e pochi Comuni italiani), si andrebbero a premiare quegli Amministratori che bene non hanno amministrato e, soprattutto, che non hanno evitato di far pagare ai propri cittadini il prezzo di tale inefficienza. La nostra è stata una scelta difficile, ma siamo andati, coerentemente con la nostra linea di indirizzo, a sacrificare la realizzazione di alcune opere, pur di non appesantire una situazione economica familiare come quella che stanno vivendo gran parte dei nostri cittadini”.

Nei giorni scorsi, infatti, il Governo ha approvato il decreto legge n. 133/2013 con il quale è stata soppressa la seconda rata dell’Imposta Municipale Propria (IMU) 2013 per vari tipi di immobili, in primis le abitazioni principali. Con il provvedimento in questione è stato, tra l’altro, stabilito che entro il 20 dicembre 2013, lo Stato ristorerà il minor gettito IMU che sarebbe stato riscosso dai Comuni con metà dell’ammontare determinato, applicando l’aliquota e la detrazione di base prevista dalle norme statali. Lo stesso provvedimento prevede, inoltre, che l’eventuale aumento rispetto all’aliquota base deliberata o confermata dal comune per l’anno 2013, sarà versato dai cittadini in misura pari al 40% entro il 16 gennaio 2014 e rimborsato dallo Stato al comune per il restante 60%.

“Ciò crea una evidente sperequazione tra Comuni – evidenziano i Sindaci Virtuosi – infatti, il Governo andrebbe in questo modo a riconoscere ai Comuni che hanno mantenuto l’aliquota base sulla prima casa allo 0,4% il mancato gettito con tale aliquota, mentre ai Comuni che hanno aumentato l’aliquota base, anche sino al massimo consentito dello 0,6%, lo Stato andrebbe a versare una quota proporzionalmente ben più alta. Alla luce di ciò, è partita una vera e propria mobilitazione di quei Sindaci che, non avendo aumentato l’aliquota IMU sulla prima abitazione o avendolo fatto in modo modesto nel 2012 per non gravare pesantemente sulle tasche dei cittadini, si vedono ora, a bilanci già chiusi, penalizzati rispetto a chi ha alzato l’IMU in maniera sostanziosa, una volta che si è saputo che il governo avrebbe ripianato l’intero gettito mancante.

Il problema si mostra in tutta la sua gravità dopo il 28 agosto 2013, data in cui il Consiglio dei Ministri n. 22 ha comunicato l’approvazione di un decreto legge che interveniva anche in materia di Imposta Municipale Unica stabilendo che “la tassa municipale sugli immobili relativamente alla prima casa, ai terreni agricoli e ai fabbricati rurali non verrà pagata nel 2013”. In particolare dal mese di settembre molti comuni, che non avevano ancora approvato i bilanci, hanno deciso di alzare l’aliquota IMU sulla prima casa oltre l’aliquota base, rassicurati dal fatto che il governo sarebbe intervenuto compensando per intero il gettito IMU, indipendentemente dall’aliquota applicata. È del tutto evidente che quanto sta accadendo lede in maniera sostanziale il principio di eguaglianza tra tutti i cittadini e tutti gli amministratori in quanto ci sono stati comuni che hanno approvato i loro bilanci quando la normativa prevedeva che l’IMU venisse pagata dai cittadini e altri comuni che invece hanno approvato i loro bilanci successivamente, quando il governo aveva deciso di accollarsi direttamente il gettito IMU della prima casa”.

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