Claudia Lucia: “Il sostegno al punto di ascolto di Assisi non è in discussione”

 
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In merito a quanto diffuso nei giorni a seguire il Consiglio Comunale del 13 marzo 2015 circa il respingimento della mozione presentata dal consigliere Simona Carosati di Bastia per Te: OTTO MARZO: Concretizziamo le azioni positive al fine di conseguire le Pari Opportunità, l’Amministrazione comunale ed in particolare l’assessore alla Cultura e Pari Opportunità, architetto Claudia Lucia, intendono esprimere e manifestare le seguenti puntualizzazioni.

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La mozione presentata verteva su tre proposte inscindibili per espressa volontà della proponente: posti auto per mamme in attesa e neo mamme; genere femminile per i ruoli istituzionali nel linguaggio amministrativo; costituzione di un consorzio con il Comune di Assisi per la gestione del Punto di Ascolto e di una rete tra tutti i soggetti impegnati nel contrasto alla violenza di genere.

Riservare posti auto (strisce rosa) alle mamme in attesa ed alle neo mamme è una proposta che non trova corrispondenza nel Codice della Strada. Tuttavia il Comune di Bastia Umbra, con la Delibera del n°103 del 12 aprile 2012, concede la deroga del pagamento del ticket nelle aree di sosta a pagamento alle donne in stato di gravidanza e con figli fino a 5 mesi semplicemente richiedendo al settore Polizia un cartellino da esporre sulla propria auto che attesti di averne diritto.

Utilizzare il genere femminile per indicare cariche politiche o amministrative non rende giustizia ai problemi della donna, ancor oggi purtroppo discriminata in tanti ambiti, e non la tutela né la promuove nelle sue molteplici espressioni nella famiglia, nella società, nel lavoro e nella politica. Parole come sindaca, consigliera, assessora, analogamente alle declinazioni femminili di professioni come medica, chiururga, avvocata carabiniera, marescialla, direttora, arbitra, ingegnera eccetera, sono cacofoniche anche se accettate dall’Accademia della Crusca, e non sono strumenti per favorire pari opportunità, anzi possono essere interpretate come riduttive della dignità della donna. Pertanto è intenzione dell’Amministrazione continuare ad utilizzare le parole sindaco, assessore, consigliere, presidente, segretario comunale. Esse infatti descrivono un ruolo e non un genere.

Le prime due proposte sono state pertanto volutamente e coscientemente respinte dalla Maggioranza. Diverso discorso, invece, per la proposta di consorziarsi con il Comune di Assisi per la gestione del Punto di Ascolto.

Il Punto di Ascolto, sostenuto economicamente dalla Città di Assisi, in quanto non vengono più concessi finanziamenti Regionali a tutela e mantenimento dello stesso, e gestito da personale volontario specificatamente formato, è già supportato dal Comune di Bastia che ha intrapreso un percorso congiunto con il Comune di Assisi per costituire una rete delle Associazioni che si occupano di contrastare la violenza di genere.
Quali sono le azioni di sostegno “a costo zero” chieste dal consigliere Carosati che non siano già in atto da parte del Comune di Bastia? Il Comune di Bastia e la Città di Assisi hanno già iniziato un percorso di condivisione delle iniziative inerenti l’ambito Pari Opportunità come la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza di genere (25 Novembre).

L’Amministrazione non esclude nel corso dell’anno anche una compartecipazione all’impegno economico, secondo le possibilità di bilancio, oltre ad un sempre maggiore impegno nel sostenere le azioni di informazione relative alla presenza del Punto di Ascolto.

Essendo la mozione una ed inscindibile, essa è stata respinta in toto, sebbene il sindaco Ansideri e l’assessore Lucia, abbiano abbondantemente esplicitato l’intenzione di proseguire nel percorso di costituzione di una rete tra tutti i soggetti impegnati nel contrasto alla violenza di genere e nel sostegno al Punto di Ascolto di Assisi, cui va tutto il loro apprezzamento per l’importante e delicatissimo servizio alle donne vittime di violenza o testimoni di violenza.

Spiace constatare che una nobile causa, come il contrasto della violenza sulle donne, sia stata strumentalizzata a fini politici e come sia stata volutamente travisata la risposta dell’Amministrazione alla mozione presentata da Bastia per Te.
Esclusivamente per volontà del consigliere Carosati le tre proposte non sono state discusse separatamente, come chiesto in primis dal consigliere Renzini, e ciò ha comportato il respingimento totale della mozione.

Nella sostanza, tuttavia, il sostegno al Punto di Ascolto di Assisi non è stato messo in discussione ed anzi è stata sentitamente esternata dall’assessore Lucia l’inquietudine per il diffondersi di fenomeni di violenza, anche e soprattutto psicologica, e pertanto sia stata manifestata la volontà di un sempre maggiore impegno per informare e combattere la violenza di genere ed un invito alle donne vittime di violenza o testimoni di violenza a rivolgersi al Punto di Ascolto di Assisi per ricevere ascolto, assistenza psicologica e legale ed essere assistite in un percorso di uscita dalla violenza e dal maltrattamento.

L’assessore Lucia invita i cittadini a prendere visione della trascrizione integrale del proprio intervento di risposta alla mozione di Bastia per Te per evitare fraintendimenti e per sottolineare l’attenzione che ella desidera riservare alle problematiche di genere.

1 Commento

  1. Senza entrare nel merito della faccenda Punto di ascolto, altrimenti ne tiro fuori un poema, ho 2 riflessioni:

    1) QUESTIONE STRISCE ROSA
    A. il fatto di doversi recare presso il corpo di Polizia a richiedere il cartellino è una soluzione PER NULLA IMMEDIATA. Aggiungo inoltre che, a mio avviso, DISCRIMINA tutte le donne che provengono da altri comuni o comunque che non gravitano stabilmente su Bastia perché di cotanta “agevolazione”.
    Un intervento di sostegno, se tale, deve essere di IMMEDIATA FRUIZIONE per TUTTI GLI INTERESSATI e SENZA DISTINZIONI

    B. Il bisogno delle donne con bambini, carrozzina etc… punto non è avere un “parcheggio gratis” ma averne uno COMODO, VICINO a dove c’è bisogno di andare. La civiltà, come già accade in molti posti, vuole che siano resi disponibili (non riservati, attenzione)

    2) QUESTIONE TERMINOLOGICA
    Ricordo all’assessora che la lingua italiana prevede due generi: il maschile ed il genere femminile.
    Ad esempio abbiamo: “assessore”, sostantivo maschile singolare; “assessora”, sostantivo femminile singolare.
    Per sua buona norma nella nostra grammatica quasi ogni termine è associato ad un preciso genere, ragion per cui:
    “assessore” determina il RUOLO ricoperto da una persona di sesso MASCHILE
    “assessora” determina il RUOLO ricoperto da una persona di sesso FEMMINILE

    Terminato questo siparietto, ciò che trovo lesivo della dignità della dignità della donna è il fatto che sia una donna stessa a farsi portavoce di simili argomentazioni.

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