Fase di 2 e Decreto Conte, Degli Esposti, Lega, è tutto da rifare

 
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Coalizione Degli Esposti, nostri avversari senza argomenti politici

Fase di 2 e Decreto Conte, Degli Esposti, Lega, è tutto da rifare

Dopo un lungo periodo di quarantena, nonostante il lavoro delle numerose task force a sostegno del governo Conte, con il nuovo Dpcm del 26 aprile che avrebbe dovuto inaugurare la ‘fase di 2’ di convivenza con il Covid-19 ci troviamo di fronte, in realtà, ad una fase non certo innovativa. Niente di nuovo: nessuna certezza e nessun segnale di vicinanza ai lavoratori e alle partite Iva, programma di riaperture del commercio non condivisibili perché decisamente tardive, nessuna possibilità per i governatori delle regioni con meno contagi, come l’Umbria, di allargare le maglie rispetto a queste disposizioni, spostamenti individuali pressoché invariati e confusione nei termini utilizzati che non hanno fondamento giuridico (si pensi alla parola “congiunti”).

Nonostante la nostra regione risulti essere la meno colpita dal virus grazie alla buona gestione dell’emergenza, nonostante i dati riportati dalla protezione civile rappresentino una curva che si avvicina ai zero contagi giornalieri, nonostante le aziende si siano adeguate alle linee guida per la sicurezza sui posti di lavoro, nonostante tutto questo anche in Umbria non abbiamo ancora la possibilità di tornare a lavorare.

Davanti a questo scenario che ci lascia ancora oggi interdetti, sarebbe importante da parte dell’amministrazione comunale di Bastia Umbra rinnovare le esortazioni ai rappresentanti territoriali del Governo. Anche alla luce del grande sforzo compiuto dalla presidente Tesei che, seppur limitata nel potere di ordinanza in dette materie a causa del Dpcm, con grande pressione è riuscita ad ottenere un nuovo incontro questo mercoledì per sottoporre un cronoprogramma di ripresa.

Detto ciò, è stato sorprendente leggere nei giorni scorsi le riflessioni e le questioni attenzionate dal gruppo consiliare del Pd in riferimento al tessuto economico del nostro Paese. Le proposte avanzate in merito alla possibile riduzione dei tributi locali per affrontare questo difficile periodo economico a causa dell’emergenza Covid-19 contrastano con quello che il Governo centrale ha messo in campo.

Gli enti locali per agire sulla riduzione delle proprie entrate, diminuendo o azzerando i propri tributi, deve essere in grado di farlo, altrimenti rischia di andare in default.  Appare davvero incredibile leggere dette affermazioni da  parte  di rappresentanti  di  un  partito  politico  che  ha  duramente  criticato  la  proposta concreta di Matteo Salvini di “un anno bianco fiscale” ispirato al principio “se non incasso e non guadagno non posso pagare”. La contraddizione è evidente e insita nelle affermazioni del gruppo  consiliare  del  Pd, al  quale  sembra  sfuggire  che facendo   parte della maggioranza al Governo potrebbero concretizzare tali proposte anziché demandare alle amministrazioni locali.

Ciò che risulta ancora più sconcertante è la richiesta del medesimo gruppo consiliare di organizzare tramite i parroci del territorio messe e celebrazioni presso i cimiteri del territorio, come segno di vicinanza ai defunti e alle loro famiglie che attualmente non possono rendere suffragio ai propri cari.

Lo stesso partito politico, che oggi giustamente chiede le celebrazioni, ha accusato poco tempo prima  il  segretario  federale  della  Lega, Matteo Salvini, di strumentalizzazione della fede, ed hanno proseguito in risposta alla richiesta di riapertura dei luoghi sacri di culto, affermando non essere necessario in quanto troppo rischioso per la sicurezza sanitaria. La stessa preoccupazione sembra però presto essere sparita nel giorno del 25 aprile in cui abbiamo assistito a comizi e manifestazioni pubbliche che hanno coinvolto numerose persone, creando aggregamenti ingiustificati, ma nessuna nota risulta essere stata rivolta dallo stesso gruppo politico per l’irresponsabilità dimostrata. Insomma a quanto pare la libertà personale sancita dalla nostra Costituzione può essere limitata ai cittadini italiani che nel rispetto delle misure di sicurezza vogliono tornare a lavorare, ma non ai boss della mafia detenuti in regime 41 bis che potranno godere della scarcerazione.

“Tutto da rifare” potrebbe essere l’espressione più calzante per riassumere quanto finora detto.

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