Disagio sociale e intervento delle Istituzioni, secca replica del Sindaco Ansideri

La ricostruzione dei fatti riportata dal consigliere Renzini della situazione relativa agli sfratti è parziale e volta solo a strumentalizzare gli avvenimenti a proprio uso e consumo 

 
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Sfratto, tensione, legge e disperazione per due famiglie a Bastia Umbra

Disagio sociale e intervento delle Istituzioni, secca replica del Sindaco Ansideri

BASTIA UMBRA – Respingiamo con fermezza l’attacco strumentale del consigliere Renzini, che proprio perché avvocato dovrebbe ben conoscere le cautele e le tutele che devono essere adottate nelle azioni di forza che si mettono in campo in presenza di minori e/o di donne incinta. Proprio la ricostruzione dei fatti proposta nel suo attacco, omettendo di proposito questi elementi, dimostra la strumentalità dell’intervento costruito a proprio uso e consumo. Se l’avvocato dovesse riscontrare nell’operato dell’Amministrazione aspetti illegittimi agisca nelle sedi opportune, anziché insinuare irregolarità che non esistono.

In tempi di crisi economica e di complessità sociale come quelli che stiamo vivendo  in questi ultimi anni, in cui l’odio razziale e la conflittualità si esprimono nelle diverse situazioni  agli onori della cronaca,  le parole utilizzate dal consigliere Renzini  per riferirsi ai recenti interventi dell’Amministrazione, rivolti in modo semplicistico a suo dire, a rom e marocchini, lasciano intendere la volontà di emarginare chi, evidentemente, non è ritenuto cittadino bastiolo pur risiedendo ormai da anni nel nostro comune.

La ricostruzione dei fatti riportata dal consigliere Renzini della situazione relativa agli sfratti è parziale e volta solo a strumentalizzare gli avvenimenti a proprio uso e consumo e non prende in considerazione che chi si è trovato ad intervenire ha dovuto fare i conti anche con una realtà di degrado sociale, economico e culturale, alla presenza di minori, nel caso della situazione di sfratto per morosità e di una giovane donna incinta, nel caso dell’occupazione abusiva.

Limitare la valutazione della situazione economica del nucleo per il quale l’Amministrazione si è impegnata a sanare parte della morosità (l’altra parte e’ stata pagata al momento  dello sfratto dal nucleo stesso), alla descrizione delle condizioni di “comfort” descritte dalla consigliera e, peraltro, assolutamente non evidenziate da chi si è trovato ad entrare in quell’abitazione, suona, ancora una volta, come una evidentemente strumentalizzazione di fatti e persone proprio a ridosso delle imminenti consultazioni elettorali, cavalcando l’onda di chi vuol vedere nell’altro e nel diverso necessariamente un pericolo alla propria stabilità.

Gli operatori che  si sono trovati ad intervenire sul posto e a gestire quella situazione, ravvisando in quella circostanza una condizione di pericolo per le persone coinvolte, stante l’esasperazione e la disperazione manifestate, anche con minacce alla propria incolumità, vista appunto la presenza di minori e di una donna incinta, hanno inteso intraprendere un diverso percorso d’intervento rispetto a quello inizialmente previsto.

La presenza  delle forze di pubblica sicurezza e il lavoro di mediazione intrapreso hanno evitato che l’esasperazione si trasformasse in tragedia, determinando alla fine  l’attivarsi del nucleo familiare moroso che, riconoscendo  le proprie responsabilità, ha sanato da subito parte del debito e da quel momento si é impegnato a  pagare regolarmente, come in effetti sta facendo dalle verifiche effettuate dagli uffici.

Per la situazione dell’occupazione abusiva, anche in questo caso, le persone coinvolte, dopo l’intervento di sfratto eseguito lo scorso gennaio, si sono rese consapevoli della condizione irregolare in cui si trovano seppur determinata  dalla disperazione e dalla necessità di trovare una risposta urgente ai propri bisogni e si stanno adoperando con il supporto dei servizi,  perché si creino quanto prima le condizioni per liberare l’alloggio occupato.

In ultimo, va ricordato al consigliere Renzini che è ferma convinzione dell’Amministrazione comunale lavorare perché nella nostra Città non passi in secondo piano che il rispetto per la legalità è una priorità da perseguire come lo è l’intervento per quelle fasce di  degrado sociale, culturale ed economico dalle quali anche la nostra realtà comunale non è scevra.

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