La cultura è un investimento, non un lusso: analisi bilancio culturale

Un’analisi dettagliata delle risorse destinate alla cultura nel bilancio 2023

La cultura è un investimento, non un lusso: analisi bilancio culturale

La cultura è un investimento, non un lusso: analisi bilancio culturale

La cultura è un investimento – Anche questa volta con dati e correttezza informativa rispetto a chi pensa che basti lanciare i numeri, pensandoli sassi, per far gridare allo scandalo.   Innanzitutto rispondiamo per la Cultura. Poi risponderemo su tutto il resto. Le risorse destinate al settore Cultura, leggerle per come sono state dichiarate, farebbero gridare allo scandalo tutti, compresa questa Amministrazione che non si è mai permessa leggerezze né pressapochismi. Troppo comodo dichiarare solo le cifre complessive.

Prendiamo la somma  attribuita nel 2023 alla Cultura,  più esattamente Cultura-Politiche giovanili, sport e tempo libero- Turismo – Fondi comunitari. A questo capitolo del bilancio afferiscono 3 voci, chiamate missioni: – Miss.:05. Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali –

Miss.:06. Politiche giovanili, sport e tempo libero –

Miss.:07. Turismo Ma cosa comprendono le missioni che fanno parte del settore e le cifre dalle consigliere ex Lega?  Attività, iniziative, eventi per il territorio, contributi alle associazioni, logistica, acquisto materiali e noleggio strumentazioni, manutenzioni ordinarie delle strutture, interessi dei mutui, spese di funzionamento (canoni, condominio, cancellaria, acqua, luce, gas, telefono, pulizie, custodia) anche l’acquisto dei ricambi per i defibrillatori degli impianti sportivi.

La missione Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali comprende pure le spese di gestione della Scuola di Musica comunale, della Biblioteca, dell’Auditorium, dell’Università Libera; c’ è anche il Progetto B-open di euro 101.000 circa, finanziato con contributo statale “Giovani in Biblioteca”.  Facendo la tara, per le attività, iniziative, eventi prettamente culturali restano ad oggi euro 188.193,86 per un anno di impegni che hanno cercato di far vivere la città, il territorio tutto, senza chiedere né pretendere contributi dalle associazioni.

Le spese della Cultura sono cresciute, ovvio, dopo due anni e mezzo di limitazioni dovute al Covid. Ma questo, per chi fa demagogia, è presto dimenticato. I risultati della Cultura non hanno portato a risultati eclatanti e tangibili?  La Cultura è un cammino lento, graduale, faticoso ma è solo con la Cultura che si crea una coscienza civile.

Ci lascia estremamente esterrefatti chi dichiara che investire nella Cultura è una scelta forse condivisibile,  perché come ricorda il nostro Presidente Mattarella “Ogni investimento nella cultura è un investimento ben speso anche ai fini della crescita del nostro Paese”.  Forse qualcuno oserebbe dire “spaventati” se ancora oggi, dopo le lezione della Storia,  mettiamo in discussione il valore della Cultura e se chi lo dichiara ha sostenuto nella precedente legislatura la costituzione delle Consulte, tra le quali la Cultura. Comunque seppur aumentate non sono eccessive per una comunità come Bastia Umbra, anche per questo dobbiamo un grazie a tutti coloro che credono negli obiettivi di sviluppo e promozione della Cultura. Bisogna smettere di considerare la cultura “tempo libero”. L’Esecutivo

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