Nel conciliabolo del sindaco decisa la spaccatura del centrodestra a Bastia

Nel conciliabolo del sindaco decisa la spaccatura del centrodestra a Bastia

Nel conciliabolo del sindaco decisa la spaccatura del centrodestra a Bastia

di Antonio Mencarelli
A Bastia molto elettori di centro destra, chiedono in giro perché la coalizione non corra unita alle elezioni comunali e vorrebbero conoscerne i motivi. Li riassumo così, partendo da lontano. Il catenaccio con cui Ansideri blindò la porta del suo ufficio subito dopo l’elezione di dieci anni fa, creò un’oligarchia lontana dalla gente che finì anche per ignorare i grandi protagonisti della vincente campagna elettorale, gli amici di vecchia data, i sostenitori fedeli, i giovani bastioli.

Forza Italia si divise non appena l’uomo dei banchetti e dei gazebo assurse all’assessorato e al ruolo di factotum del sindaco. Intanto due deleghe furono ritirate agli assessori che dissentivano. Anche nel secondo mandato il gabinetto del sindaco continuò a essere sbarrato. Gli assessori, tra cui Catia Degli Esposti, operavano diligentemente e riferivano senza permettersi altri sconfinamenti, pena l’espulsione.



Il Palazzo era silente, l’opposizione debole, la stampa di regime operava a favore, con l’eccezione del forzista Giuliano Monacchia e delle sue vignette satiriche. Alla fine del 2018, da uno dei conciliaboli con sede nell’ufficio del sindaco, partì un piano: far dimettere Claudia Lucia da assessore, immettere Paola Lungarotti, persona ancora inesperta di amministrazione pubblica, per poi lanciarla come candidata a sindaco senza altre possibilità di scelta.

Non estranei a tale decisione furono il gruppetto degli ex democristiani di sinistra molto ascoltati dal sindaco, alcuni forzisti della prima e dell’ultima ora un po’ allo sbando.

Quando, dopo le elezioni politiche del marzo 2018, comparve sulla scena la Lega con tutta la sua forza di consenso (2.500 voti a Bastia, dai 77 di cinque anni prima), che propose Catia Degli Esposti, il sindaco, allergico alla Lega più di quelli del PD, fu irremovibile: no a Catia Degli Esposti e a qualsiasi altro nome che non fosse Paola Lungarotti; la Lega a Bastia non passerà. Stefano Ansideri, che vinse le elezioni sostenuto da un centro destra coeso e ed entusiasta, se ne va spaccando una coalizione alla quale in verità politicamente non aveva mai creduto. Una brutta uscita, la sua, ma anche la possibilità di una rinascita per Bastia, perché la novità di queste elezioni è la presenza della Lega e di un suo candidato sindaco, non quella di Paola Lungarotti a far da paravento a Francesco Fratellini, uomo per tutte le stagioni politiche, protagonista dell’eterno conciliabolo, che speriamo gli elettori bastioli cancelleranno il 26 maggio, per ricostruire il nuovo centro destra guidato dalla Lega di Salvini.

3 Commenti

  1. Caro Antonio dovresti informarti prima di avventurati in certi discorsi. Hai scritto una serie di inesattezze che dimostrano la non conoscenza dei fatti.

    • Mencarelli ha risposto alla domanda sul perché il centrodestra sia diviso. Da parte sua sarebbe giusto argomentare, ma Mencarelli, mi è sembrato aver portato alla luce questioni politiche di un certo rilievo.

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