Declino dello sport a Bastia, realtà e scelte politiche discutibili

Volley, basket ed attività affini meritano di esser nobilitati

Declino dello sport a Bastia, realtà e scelte politiche discutibili

Declino dello sport a Bastia, realtà e scelte politiche discutibili

C’ERA UNA VOLTA LO SPORT A BASTIA – No, non è l’incipit di una fiaba settecentesca, bensì la triste testimonianza di una delle tante realtà in declino all’interno del comune di Bastia Umbra.

Esistono diversi parametri in grado di rilevare il livello di sviluppo sociale e civile di una popolazione.
Uno di questi è indubbiamente lo sport.

E non siamo stati di certo noi contemporanei ad aver attribuito un così alto giudizio morale al valore dell’attività fisica.
Basti semplicemente pensare al dogma della Grecia Antica la cui valenza riecheggia senza tempo: “Mens sana in corpore sano”.
Ebbene, equilibrio e stabilità dell’essere umano non possono non prescindere dalla pratica dell’attività fisica.

Concetti che in tempi non sospetti sembra aver ignorato, rimosso, o addirittura rinnegato, l’intera amministrazione comunale di Bastia Umbra.
In realtà locali come la nostra, lo sport assume infatti un ruolo di altissimo livello.
Rafforza la tradizione, tempra l’appartenenza, porta a plasmare l’identità di un’intera cittadinanza.

Basti pensare ai vari livelli occupati da tutte le selezioni e categorie sportive bastiole sin dal secondo Dopoguerra, all’importanza un tempo attribuita all’edificazione di palestre e palazzetti, all’orgoglio con cui si usava esaltare manifestazioni volte alla pratica dell’esercizio fisico.

Ad oggi tale avanguardia è di fatto sparita, soffocata da scelte politiche quantomeno discutibili, spesso non condivise con società e popolazione.

Che sarà mai se pilastri dello sport locale, come il volley e il basket, per carenze infrastrutturali fossero costrette a fermarsi per una manciata di anni, o magari a giocare altrove le gare casalinghe?

Che sarà mai se la dignità dello sport al chiuso sia stata superbamente calpestata dagli infiniti cantieri, dalle gru che svettano come grattacieli, o da fatiscenti tensostrutture?

Che sarà mai se la futura palestra delle scuole medie non potrà ospitare le partite ufficiali delle prime squadre di pallavolo, in quanto non rispettante gli standard minimi di altezza (6,40 metri piuttosto che 7 metri) previsti dalla federazione nazionale?

Di recente è stato persino sancito a livello costituzionale che lo sport si dovesse codificare come uno dei pilastri fondanti alla base dell’educazione repubblicana.

Una lezione di diritto, per certi versi, alla quale la giunta bastiola pare aver dato poca attenzione, con palestre che in futuro peccheranno in altezza, ed amministrazioni attualmente non all’altezza.

D’altro canto, avvicinandoci alle festività natalizie, si è già deciso di anticipare all’interno della tensostruttura, quella tipica atmosfera rigida da Nord Europa (vista la temperatura da Era Glaciale alla quale sono costretti gli atleti che la frequentano).
Un habitat più che adatto alla nazionale degli eschimesi, sempre che questi decidessero di giocarci.

Volley, basket ed attività affini meritano di esser nobilitati come accadeva in quei tempi in cui lo sport rappresentava un fattore di condivisione, soprattutto con cittadini e famiglie.
Anche perché, di questo passo, come reti da gioco saremo costretti ad utilizzare le transenne dei cantieri in piazza, come canestri le cime delle gru nei pressi della Spigadoro, e come divise ufficiali cappotti con tripla imbottitura.

Perché Bastia necessitava di un palazzetto, o quantomeno di nuove palestre, e l’abbiamo omaggiata con un inguardabile pallone gonfiato.

lo sport è aggregazione, che impari ad esserlo anche la politica.

lettera firmata

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