Restauro cimitero monumentale: Perugia e Bastia Umbra unite

Un progetto didattico riporta alla luce un sito dimenticato

Il restauro cimitero monumentale di Bastia Umbra entra in una fase concreta. Il Comune ha aperto un canale diretto con l’Università degli Studi di Perugia, avviando una collaborazione che unisce ricerca accademica, competenze professionali e volontà istituzionale di preservare un luogo di memoria collettiva. L’intesa, ancora informale ma già operativa sul campo, punta a trasformare un patrimonio spesso trascurato in un laboratorio vivo di conoscenza e restauro.

Il complesso cimiteriale cittadino, che custodisce testimonianze architettoniche e artistiche di considerevole valore storico, è diventato il fulcro di un’esercitazione avanzata del corso di laurea magistrale in Ingegneria Edile-Architettura del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’ateneo perugino. Cinque studenti — Alessia Tomarelli, Benedetta Sfrappa, Sara Minutoli, Paolo Sargeni e Andreea Marin — stanno conducendo, nell’ambito dell’insegnamento di Restauro Architettonico, analisi critica delle strutture, definizione degli interventi necessari e studio delle strategie di valorizzazione dell’intero complesso.

Una rete accademica e professionale al servizio del patrimonio

Il coordinamento scientifico è affidato ai professori arch. Marco Petrini Elce e arch. Riccardo Liberotti, entrambi docenti di Restauro Architettonico, affiancati dal prof. ing. Vittorio Gusella, ordinario di Scienza delle Costruzioni. Quest’ultimo figura anche come correlatore della tesi magistrale elaborata dalla studentessa Andreea Marin, il cui lavoro è interamente incentrato sul cimitero di Bastia Umbra e rappresenta il nucleo scientifico più avanzato dell’intero progetto.

Sul versante professionale, il raccordo con la realtà operativa è garantito dall’ing. Massimo Tosti dello Studio Tecnico Tosti e Associati, affidatario del progetto di restauro, e dall’ing. Stefano Agnetti della Kimia S.p.A., che svolge il ruolo di tutor aziendale per la tesista Marin. Un asse che mette in comunicazione diretta università, cantiere e mercato professionale, evitando la deriva puramente teorica che spesso penalizza i percorsi accademici nel settore del recupero edilizio.

Il sopralluogo del 19 settembre: incontro tra saperi

La data del 19 settembre ha segnato il primo confronto in situ. Un momento di lavoro condiviso che ha visto tecnici, docenti, amministratori e ricercatori muoversi insieme tra i percorsi del cimitero, misurando con occhio critico lo stato di conservazione delle strutture, le criticità più urgenti e le potenzialità di recupero. Il clima, secondo i presenti, è stato improntato a una collaborazione genuina, lontana dai formalismi burocratici che spesso frenano queste iniziative.

Per il Comune di Bastia Umbra erano presenti l’Assessore ai Servizi Demografici e Cimiteriali Ermanno Cormanni e la Responsabile del Settore Lorella Capezzali. A completare il quadro, il contributo dello storico locale Carlo Bizzarri, voce fondamentale per contestualizzare le architetture del sito nella storia del territorio. L’incontro ha incluso anche le collaboratrici alla ricerca arch. Virginia Silvestri e arch. Matilde Paolocci, oltre ai cinque studenti impegnati nell’esercitazione didattica.

Memoria urbana e futuro: il valore di un cimitero monumentale

I cimiteri monumentali italiani rappresentano uno degli archivi più densi e meno valorizzati del patrimonio nazionale. Custodiscono sculture, cappelle funerarie, lapidi incise, manufatti in pietra e ferro battuto che documentano secoli di storia locale, gusti estetici, relazioni sociali e trasformazioni economiche. Eppure, rispetto a musei, palazzi o chiese, ricevono attenzione e risorse infinitamente minori.

L’iniziativa di Bastia Umbra si inserisce in questa lacuna con un approccio che non si limita alla conservazione materiale ma punta a restituire il luogo alla comunità, rendendolo leggibile, accessibile e culturalmente vivo. La valorizzazione del cimitero non riguarda solo i muri e le pietre: investe il rapporto tra i cittadini e la propria identità storica, la capacità di una comunità di riconoscersi nei segni lasciati da chi l’ha preceduta.

Verso un accordo formale: la prossima mossa

L’incontro del 19 settembre ha già prodotto un risultato concreto: la volontà comune di strutturare la collaborazione in modo più stabile. Sul tavolo c’è la possibilità di formalizzare un accordo tra il Comune di Bastia Umbra e l’Università degli Studi di Perugia, uno strumento giuridico che consentirebbe di programmare attività congiunte su base pluriennale, integrare la formazione universitaria con i bisogni reali del territorio e garantire continuità agli interventi di ricerca e restauro.

Un passo che, se concretizzato, potrebbe diventare un modello replicabile in altri contesti comunali umbri, dove il patrimonio storico è vasto ma le risorse per gestirlo restano scarse. La sinergia tra ente locale, ateneo e professionisti del settore privato rappresenta oggi una delle poche strade percorribili per garantire tutela e rilancio culturale senza gravare esclusivamente sui bilanci pubblici.

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