Sarcasmo pungente su giunta, opposizione e vita cittadina
Le solite, patetiche minacce di dimissioni a ogni colpo di motosega: un teatrino stanco che ormai fa più sbadigliare che sorridere. Speriamo che l’abbattimento dell’ultimo pino di via Roma serva almeno a chiudere questa tragicommedia ricorrente, perché la sceneggiata ha davvero stufato ed è diventata ridicola tanto quanto poco credibile.
Riunioni straordinarie convocate solo per sfogarsi, sbraitare contro l’amministrazione di cui si fa parte, lanciare anatemi, minacciare dimissioni e annunciare uscite di scena estemporanee: un circo senza pubblico. Sarebbe tempo meglio speso provare, almeno per sbaglio, a realizzare due righe del programma elettorale con cui si sono vinte le elezioni. Nel frattempo, l’opposizione (non solo a Bastia) si consola occupandosi di lampioni spenti, buche da rattoppare e ciuffi d’erba da tosare, mentre le maggioranze annaspano avvitandosi nei loro conflitti interni, dove ciascuno tira l’acqua al proprio mulino (politico, ovviamente). L’unica cosa che li mette d’accordo? La totale inadeguatezza del sindaco che loro stessi hanno portato in trionfo. Complimenti.
“Tutto pensavamo, ma non che fosse così… che si arrivasse a tanto”: frase jolly ricorrente anche in maggioranza che va bene per ogni occasione, che si tratti di pini abbattuti, strade da rifare, cantieri eterni o vecchi progetti riproposti come se fossero la grande rivoluzione. Uno contro l’altro in giunta, uno contro l’altro all’opposizione: e così la città non vede spiragli. Bastia, nella vita reale (quella che non passa dai selfie e dai post sui social), ogni mattina si sveglia con meno servizi, più tasse, meno pulizia, più paura degli eventi climatici, e con opere pubbliche sempre più costose e fatte sempre peggio.
Per fortuna arriva settembre con la festa del Patrono, stagione miracolosa: nessuno farà piu caso, per un po’, dei lampioni spenti, delle strade che rischiano di allagarsi, delle radici che spaccano l’asfalto, dell’erba alta, delle buche da chiudere anche se c’è la “macchina tappa-buche” in giro per la città, dei marciapiedi non praticabili o dei rifiuti abbandonati. E così i giorni passano, fra presenzialismo social e tagli di nastri: sempre più alle sagre, sempre meno per le nuove attività. Bastia assomiglia a quel professore trasferito in un paesino sperduto che sospirava: “Io speriamo che me la cavo”. La differenza è che il professore alla fine se la cavò davvero. Noi, qui, continuiamo a sperare.
Lo Spifferaio Magico

Egregio Spiffero Magico hai scritto parole ” Sante” coinvolgendo anche Istituzioni viciniori, come dicono i modi di dire antichi ” tra cane e gatto ” vince sempre il topo ma questa volta il topo è il popolo delle amministrazioni comunali e regionale, il quale ogni giorno deve fare i conti con tasse,buche,sporcizia,strade buie,Via Roma pista di autodromo,chi abita lungo via roma non può fare altro che mettersi i tappi alle orecchie, segnaletica stradale ignorata, strisce zebrate scambiate per aree riservate e per finire proclami elettorali dimenticati. A presto Spiffero Magico