Un minore su cinque in Umbria in povertà relativa
Un minore su cinque – In Umbria, il 18,6% dei minori di 18 anni vive in condizione di povertà relativa, un dato inferiore alla media nazionale del 22,2%, ma comunque preoccupante. L’allarme arriva dal nuovo Atlante dell’Infanzia di Save the Children, che sottolinea come la povertà minorile sia un fenomeno diffuso, colpendo a livello nazionale quasi 1,3 milioni di bambini, pari al 13,4% nella fascia d’età tra 0 e 3 anni.
La situazione è particolarmente critica nel Mezzogiorno, dove si concentra buona parte dei casi di povertà assoluta. Tuttavia, l’Umbria mostra segnali positivi per quanto riguarda la copertura negli asili nido: circa il 50% dei bambini tra 0 e 2 anni ha accesso a questo servizio, un dato significativamente migliore della media nazionale, che si attesta sotto il 33%. Con i finanziamenti del PNRR, la situazione dovrebbe migliorare ulteriormente, portando la provincia di Terni a raggiungere una copertura vicina al 60%.
In Italia il divario nei servizi è marcato anche nel settore sanitario. Mentre in Umbria tutte le nascite avvengono in strutture pubbliche, in regioni come la Campania quasi il 50% dei parti si svolge in cliniche private. Sul fronte delle terapie intensive pediatriche, la situazione è critica: l’Umbria, insieme ad altre sei regioni, non dispone nemmeno di una struttura dedicata, evidenziando una grave carenza a livello infrastrutturale.
Save the Children ribadisce l’urgenza di implementare politiche pubbliche mirate a ridurre le disuguaglianze, sia per affrontare la crescente povertà minorile sia per colmare le lacune nei servizi essenziali come sanità e istruzione. I dati evidenziano la necessità di interventi strutturali per garantire un futuro equo e dignitoso a tutti i bambini, indipendentemente dalla regione in cui vivono.


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