Spiffero dell’assurdo IL ROMANZO assurdo della politica a Bastia

Spiffero dell’assurdo IL ROMANZO assurdo della politica a Bastia

Centrodestra in frantumi, centrosinistra tra tensioni e veleni

Spiffero dell’assurdo   Il tuttologo e la sindaca “per forza” Per tredici anni, dal 2010 al 2023, Bastia Umbra ha avuto un vicesindaco che molti chiamavano “il tuttologo”. Non perché avesse dieci lauree, ma perché – che si parlasse di urbanistica, di parcheggi, di regolamenti o di lampioni – aveva sempre la risposta pronta.

Nel 2019, forte del suo ruolo e del suo consenso, insieme ad altri “architetti della politica” prepararono per tempo una candidatura quasi a sorpresa. Una scelta imposta al centrodestra come si impone una medicina amara ai bambini.

Risultato? Divisioni, mal di pancia, musi lunghi. Eppure, con una di quelle magie tutte bastiole, il centrodestra vinse lo stesso. Cinque anni dopo, nel 2024, la scena si ribaltò. Alla vigilia delle nuove elezioni, il saccentone scoprì che la sindaca che anche lui aveva contribuito a portare in trionfo cinque anni prima, aveva presentato un esposto in Procura.

Nessun nome scritto, certo. Ma i “sospetti” riguardavano proprio gli argomenti che il vice seguiva da sempre inclusi nelle sue deleghe. Arrivarono nei bar, sussurri di scoop e lettere anonime.

Tradotto: un colpo alle spalle con il guanto bianco della legalità che solo in pochi addetti ai lavori conoscevano. A quel punto, il tuttologo fece l’unica cosa che poteva fare: si dimise. E così il centrodestra, già diviso, si sbriciolò definitivamente.

Il sipario calò con un finale amaro: il centrosinistra vinse con un misero 42%, cioè senza convincere davvero nessuno, ma abbastanza per prendersi Bastia. Una vittoria più per demeriti altrui che per meriti propri.

E fu l’inizio della seconda parte della commedia: comunicati, repliche, conferenza stampa rivelatrice, versioni elastiche e contraddittorie della verità a cui sono seguite sottolineature di chi avrebbe fatto meglio a tacere e a pensare alla sua parte.

Una storia che sembra scritta da un autore del teatro dell’assurdo, se non fosse che purtroppo è successa davvero.L’ex sindaco e le sue capriole C’era una volta un sindaco che diceva di aver sempre agito “con chiarezza e trasparenza”.

Così limpida era la sua gestione del PRG che… lo votò senza esitazioni. Talmente limpida, che prima di approvarlo lo spedì pure in Procura, giusto per non farsi mancare nulla. La favola continua: “Nell’esposto non ho fatto nomi”, ripete oggi l’ex sindaco.

Peccato che l’unico indagato fu il suo vicesindaco. Un colpo di magia: nomi non ce n’erano, ma si capiva lontano un miglio che l’obiettivo era uno solo, e sempre lo stesso. Poi arriva la parte più tenera: “Ho avuto massimo rispetto del mio vice”.

E subito dopo: “Ha messo in crisi la giunta e me stessa”. Un rispetto così grande che somiglia più a un abbraccio… con coltello incorporato. E ancora: “Io mai personalismi, sempre per la comunità”. Frase nobile, peccato che subito dopo si lanci contro l’attuale sindaco, colpevole di non saper gestire il T-RED che aveva deciso di acquistare lei. Insomma: niente personalismi, ma la frecciatina non manca mai.

Morale della favola: l’esposto, presentato “per il bene della città”, si è chiuso con una piena archiviazione, ma ha sicuramente contribuito alla disfatta. Tradotto: non c’era nulla da indagare. Ma, intanto, il centrodestra è stato messo sotto accusa, il vicesindaco sulla graticola, e la città nell’incertezza.

Alla fine resta solo una domanda: se la verità della ex sindaco è questa, quante altre “verità che si contraddicono” dobbiamo aspettarci ancora? “La coalizione progressista e il teatrino in casa propria” In una situazione di vantaggio così inaspettata che fa l’armata del re dei Reels? Perde tempo a scrivere un comunicato che racconta la “sit-comedy” a destra. Curioso, perché a guardare bene la commedia più surreale va in scena, sotto traccia, proprio dentro la loro maggioranza.

Il testo del comunicato, dallo stile, sembra scritto dall’esponente dell’ex partito del “vaffa…”: eletta con appena 47 preferenze (qualcuno mormora ancora del giallo della candidatura “spinta giù dallo scranno” per farle spazio, ma di sicuro sono chiacchiere senza nessun fondamento).

Con quell’enorme mole di consensi, spesso indossa, a petto in fuori, la fascia celeste da vicepresidente della Provincia come se fosse un Oscar. Una comparsa diventata protagonista, con meno spettatori di una recita di quartiere.

Intanto, dietro le quinte, nel centrosinistra che governa Bastia, si dice che si litiga su quasi tutto: sparite dall’orizzonte le sempre pretese (quando governavano gli altri) trasparenza e condivisione, c’è chi minaccia le dimissioni a ogni albero abbattuto, chi sbatte i piedi sulle scelte urbanistiche, chi prepara già la prossima faida interna.

Altro che “serietà e stabilità”: sembra una soap opera infinita, qualcuno sussurra anche con episodi “pruriginosi”, altro che la “sit-comedy” che vogliono attribuire agli altri. Eppure, invece di pensare ai suoi problemi che non mancano, la coalizione civico progressista trova il tempo di scrivere comunicati contro l’opposizione.

Un classico: distrarre il pubblico con le ombre altrui mentre sul proprio palco potrebbe bruciare la scenografia. La verità è semplice: il centrodestra a Bastia oggi non governa e paga le sue divisioni.

Ma in chi governa – il centrosinistra – nonostante la vittoria a sorpresa, si parla già di un uomo solo al comando, crepe, incoerenze e un’armonia di facciata che potrebbe durare meno di una replica in TV. Altro che “pagina voltata”: qui il libro è lo stesso, cambiano solo gli attori che recitano battute imparaticce. E i cittadini, spettatori paganti, iniziano a chiedersi se sia teatro politico… o solo cabaret.

Lo Spifferaio Magico

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